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Droga al Borgo Vecchio a Palermo, ecco i nomi degli arrestati

sabato 28 Settembre 2019
volante polizia

Ecco gli indagati dell’operazione “Push away“, condotta questa notte dalla polizia di stato di Palermo e che ha smantellato un intero sistema di spaccio di droga all’interno del quartiere di Borgo Vecchio.

In carcere sono finiti: Antonio Miceli di 50 anni, Giuseppa Tantillo, 49 anni, Francesco Madonia 40 anni, Domenica Ragusa, 37 anni, Marco Trapani, 28 anni, Giovanni Trapani, 31 anni, Maurizio Fecarotta, 43 anni e Davide Melignano, di 28 anni.

Agli arresti domiciliari: Domenico Lo Negro 28 anni, Giovanni Greco, 31 anni, Luigi Miceli, 40 anni, Lucio Benfante, 40 anni, Guido Benfante, 19 anni, Giuseppe Mangano, 31 anni, Gabriele Guardabasso, 31 anni, Sebastiana Miceli 29 anni, Giovanni Tantillo, 35 anni e Giovanni Tarallo di 22 anni.

Hanno invece l’obbligo di presentarsi alla Polizia Giudiziaria, Marco Lipari 26 anni, Francesco Nucatolo, 28 anni, Fabio Cicchelli, 30 anni, Giuseppina La Barbera, 33 anni e Giovanna Madonia, 37 anni.

Dalle indagini, condotte dalla polizia di stato, si apprende che i primi due livelli dello spaccio erano gestiti da altrettante coppie di insospettabili coniugi del Borgo Vecchio, la prima composta da Antonino Miceli e Giuseppa Tantillo, coadiuvati dalla figlia Sebastiana Miceli, e la seconda formata da Francesco Madonia e dalla moglie Domenica Ragusa, che, a loro volta, facevano partire dai loro appartamenti carichi di hashish e marijuana, il cui terminale era rappresentato dai pusher di piazza Alfano, principale luogo di smercio della droga.

A rifornire i coniugi e, quindi, collocato ad un livello più alto in seno all’organizzazione si poneva Marco Trapani, che faceva anche da tramite con i fornitori. A seguito dell’arresto di Antonino Miceli nel 2018, le redini dello spaccio all’ingrosso sono state assunte dallo stesso Trapani e dal fratello Giovanni, nonché da Maurizio Fecarotta e Davide Melignano, che per l’attività di smercio dello stupefacente si sono avvalsi della solita rete di pusher.

Secondo le indagini, Melignano avrebbe sollecitato la riscossione dei crediti derivanti dalla cessione dello stupefacente ai coniugi Miceli e Tantillo, ai fratelli Trapani e a Maurizio Fecarotta, senza mai parlare direttamente al telefono con i singoli pusher. Altra rigida regola dell’associazione, passibile di “sanzione”, era che lo stupefacente da smerciare fosse stato approvvigionato solo attraverso i canali ufficiali del Borgo Vecchio e che solo dal popoloso quartiere dovesse provenire.

E’ stato inoltre appurato che al trasporto dello stupefacente in più occasioni avrebbe concorso anche Giovanna Madonia ( sorella di Francesco), avvalendosi anche di minorenni appartenenti al suo stesso nucleo familiare.

 

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