Dalla ritrovata sintonia con il M5S e con Alleanza Verdi Sinistra, all’ingresso nel campo progressista di nuovi soggetti politici come Controcorrente. A parlarne è il parlamentare nazionale del Partito Democratico Anthony Barbagallo. Il segretario regionale del gruppo Dem parla ai microfoni de ilSicilia.it a proposito del prossimo appuntamento elettorale del 27 aprile in cui si andranno ad eleggere gli organi di Città Metropolitane e Liberi Consorzi. A pochi giorni dalla chiusura delle liste, ci sono ancora alcuni angoli da smussare. Anche se il deputato nazionale riporta l’attenzione non solo sui nomi ma anche sui temi. A cominciare dalle competenze che potrebbero esssere affidate alle ex Province.
“Non sono elezioni che stanno scaldando i cuori – dichiara Anthony Barbagallo -. L’obiettivo che deve porsi il PD è quello di rimettere le province al centro del dibattito politico. Promuoveremo nei prossimi giorni un grande confronto che consideri questi organi dal punto di vista del contenuto e non solo come contenitori. Serve un tagliando. Sono passati diciassette anni dall’ultima volta che si è votato per le Province. L’ultima redistribuzione di deleghe la fece da governatore Raffaele Lombardo. Era il 2008. Una vita fa. Non possiamo pensare che il mondo si sia fermato. Serve pensare ad una macchina amministrativa più snella. Tutte le competenze gestite dall’assessorato regionale all’Energia, all’Acqua e ai Rifiuti ad esempio potrebbero essere trasferite alle Province, evitando imbarazzi come quello dettato dalle dimissioni di massa dei cinquanta dirigenti o i vari commissariamenti“.
Liste separate a Palermo
Trattandosi di elezioni, a farla da padrone sono le candidature. Come è noto, nelle tre Città Metropolitane non si eleggerà il sindaco metropolitano. Ciò vuol dire che, comunque vada, rimarranno in carica gli attuali primi cittadini di Palermo, Catania e Messina (Roberto Lagalla, Enrico Trantino e Federico Basile). Bisognerà però eleggere i Consigli Metropolitani. L’idea di base nel centrosinistra è quella di un campo progressista compatto. Anche se a Palermo il PD ha deciso di fare lista a sè. Una scelta che Anthony Barbagallo spiega così. “Nell’istruttoria abbiamo lasciato spazio alle federazioni. A Palermo ci sono le condizioni di potere presentare due liste. Candideremo i nostri consiglieri comunali e una serie di sindaci della provincia. Su Messina e Catania abbiamo scelto di optare per una lista unica ed inclusiva“.
Il toto nomi sui Liberi Consorzi

Gruppo di candidati che i Dem condivideranno con “L’Alternativa“, sigla politica che racchiude in sè i rappresentanti di AVS, M5S e Controcorrente. La vera novità di questa tornata elettorale nel centrosinistra isolano. Una comunione di intenti che si riproporrà anche su sei Liberi Consorzi dell’Isola. Organi in cui si dovranno eleggere non solo i consiglieri provinciali, ma anche il presidente. Con riguardo ai profili scelti, a Enna l’alleanza progressista punterà sul nome Pietro Capizzi, attuale sindaco di Calascibetta. Rumors confermati anche per Ragusa, dove il candidato sarà l’ex parlamentare e oggi sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna, e su Caltanissetta, dove il fronte giallorosso sosterrà il pentastellato Terenziano Di Stefano.
La questione si fa più complicata sulle tre province rimanenti: ovvero Agrigento, Siracusa e Trapani. “C’è stata la direzione regionale. Le tre federazioni ci hanno chiesto tempo – evidenzia Anthony Barbagallo -. Ci sono alcune ipotesi aperte. A breve inizieremo a fare le riunioni su Agrigento, Trapani e Siracusa. In queste tre aree l’idea è di andare uniti con il fronte progressista”.
Nei giorni scorsi, all’interno dei corridoi di Palazzo dei Normanni si era parlato di un possibile asse agrigentino fra MpA, Forza Italia ed aree del Partito Democratico. Una comunione di intenti che sarebbe nata a sostegno del sindaco di Aragona Giuseppe Pendolino. Nome da porre in antitesi a quello proposto dal resto del centrodestra, ovvero il sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino. Un’ipotesi smentita dal segretario regionale Dem.” Noi siamo alternativi alle destre. Ci sono stati dei rumors su Agrigento. Ma sono ipotesi senza fondamento“. L’ufficialità sulle candidature dovrebbe arrivare nelle prossime ore.
Le fratture nel centrodestra
Una tornata elettorale che sta evidenziando alcune fratture all’interno della compagine di centrodestra. Scontri sui quali il segretario regionale Dem ha un’idea ben precisa. “Loro sono bravissimi a ricucire. Litigano e fanno pace. Dobbiamo guardare al nostro. Queste elezioni provinciali ci consegnano un campo progressista unito e che si sta allargando ad altre realtà, come Controcorrente e i socialisti. Nelle liste ci saranno nomi “civici” che si riconoscono nell’alternativa a Schifani. Un cambiamento che va cercato non solo nei partiti ma anche nelle piazze. Un concetto che ci deve guidare in vista dei prossimi appuntamenti nel 2027“.