Presidente della Commissione Affari Istituzionali, Ignazio Abbate, le elezioni Provinciali sono vicine. Come procede?
“Procede molto bene. Queste elezioni sono state l’occasione per ampliare la base già solida che potevamo contare in Provincia di Ragusa. Si sono aggiunte tante persone, amministratori, consiglieri, sindaci, presidenti di consiglio. Tutte figure che negli anni hanno dimostrato di possedere un grande seguito tra i propri concittadini. Essi rappresentano il vero valore aggiunto al partito in Provincia di Ragusa. Siamo riusciti a creare uno stupendo spirito di squadra dove tutti remano nella stessa direzione a supporto di un giovane emergente della politica come il sindaco di Acate”.
Arriviamo al punto. In Provincia di Ragusa ormai i giochi sono fatti. Un parte di centrodestra appoggia il sindaco di Comiso Maria Rita Schembari, ma non la Democrazia cristiana che andrà per la sua strada con la candidatura del sindaco di Acate Gianfranco Fidone, come da lei anticipato. Come siete arrivati alla rottura?
“Il sottoscritto si era seduto al tavolo con tutti i partiti di centrodestra provinciali, cosciente che al tavolo c’erano partiti rappresentanti un numero estremamente esiguo di consiglieri, cercando una quadra che potesse soddisfare tutti. Purtroppo qualcuno ha deciso unilateralmente di rompere queste trattative, con la notizia di un comunicato stampa dove si annunciava l’appoggio all’attuale sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari. Persona che, per inciso, io stimo moltissimo e con la quale abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto collaborativo. Ad oggi, però, la decisione presa dagli altri protagonisti di quel tavolo resta incomprensibile nelle modalità e nella tempistica”.
Perché la scelta è ricaduta su Gianfranco Fidone?
“Il suo nome è nato per acclamazione e su richiesta di decine di consiglieri comunali e amministratori che in diverse assemblee hanno indicato in lui la persona che può rappresentare i bisogni reali di un mondo moderato e di governo che guarda alla Provincia come punto di riferimento per i 12 comuni iblei. Fidone ha accettato l’investitura sposando in pieno quello che è il nostro spirito, che mette insieme tutti i consiglieri comunali i quali in modo omogeneo sono presenti in tutti i comuni della Provincia. Con lui è nato quel programma/progetto Radici Iblee che vuole, con atti concreti, rilanciare l’ente Provincia con le competenze che la normativa vigente mette a disposizione”.
La Dc conta circa 80 consiglieri comunali in Provincia di Ragusa. Basterà per vincere questa partita, è fiducioso?
“Nella mia carriera politica sono stato sempre abituato ad affrontare sfide che spesso mi hanno visto sfavorito in partenza. Poi, grazie ai cittadini che hanno creduto nei vari progetti, la mia squadra è sempre riuscita a vincere. Oggi non voteranno i cittadini, come sarebbe stato auspicabile in nome della democrazia. Però i numeri su cui possiamo contare sono molto importanti, parliamo di oltre un terzo del corpo elettorale. Siamo indubbiamente il primo partito in Provincia. Come coalizione ce la giocheremo testa a testa con le altre due, saranno decisivi i singoli voti dei consiglieri, dei civici e di coloro che pur non avvicinandosi ufficialmente al progetto DC, ritengono valido il nome da noi proposto. Nei mesi scorsi abbiamo lavorato su un progetto denominato Radici Iblee che ha fatto avvicinare tantissimi amministratori provenienti sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Tutti sono stati coinvolti nella stesura del programma elettorale”.
Ci sono diversi sindaci civici. Sono un’aggiunta al centrodestra o sono civici che già erano parte integrante del centrodestra?
“Sono sindaci che stanno alla finestra guardando da che parte soffia il vento. Mi spiego meglio. Sono sindaci che provengono da espressioni partitiche di area di centrodestra dalle quali sono usciti, in alcuni casi sbattendo la porta in malo modo e professandosi, appunto, civici, lontano da ogni coinvolgimento ideologico di destra o sinistra. Oggi, momentaneamente perché non sappiamo il futuro, li ritroviamo di nuovo nell’area di centrodestra. Però mi chiedo: a supporto di una causa o contro qualcuno in particolare? La tempistica con la quale si sono professati fedeli alla destra, poche ore dopo l’annuncio del nome del candidato, mi fa pensare che gli accordi fossero fatti già da tempo e che, a prescindere dal nome, sarebbero stati con quella parte politica e contro la DC”.
Secondo lei, queste elezioni di secondo livello che tipo di ripercussioni politiche avranno sulla maggioranza e sulla coalizione di governo?
“Sicuramente aver messo alla prova lo schieramento di centrodestra senza riuscire a trovare sintesi, avrà delle ripercussioni nei rapporti tra i partiti. Ci saranno probabilmente degli strascichi che ci porteremo dietro quando non si riesce a trovare unità”.
Il fatto che la Dc vada completamente da sola, non la turba? Cosa le ha detto il segretario nazionale Totò Cuffaro?
“Non mi turba affatto perché, come le dicevo prima, sono stato sempre abituato a confrontarmi con sfide all’apparenza impossibili. E poi la DC non è sola, è supportata in tutte le città della Provincia da persone valide che credono nel progetto. E fin quando avremo loro dalla nostra parte non ci riterremo mai da solo. Il nostro segretario crede tantissimo in quello che stiamo facendo a Ragusa e ci incoraggia a non mollare, a non scoraggiarci e ad andare avanti. Sarà al nostro fianco fino alla fine. La provincia di Ragusa per la DC rappresenta l’unica sfida per fare emergere un governo moderato di centro che guardi ai territori e alle loro esigenze e rappresentanti a prescindere dalle sigle partitiche. Sempre con spirito di moderazione e condivisione”.