L’intervento si inserisce in un più ampio percorso di riordino e governo del patrimonio abitativo comunale che riguarda aspetti economici, amministrativi e organizzativi, fino agli elementi più propriamente gestionali. L’obiettivo è costruire un sistema nel quale ogni alloggio disponibile venga utilizzato nel modo più razionale possibile e ogni richiesta venga esaminata secondo criteri omogenei, verificabili e conoscibili da tutti.
“Quello che stiamo facendo – dichiara l’assessore alle Politiche abitative e sociali Fabrizio Ferrandelli – è un’operazione di riordino di un settore complesso, nel quale per troppo tempo si sono stratificate situazioni, prassi e aspettative che oggi dobbiamo ricondurre dentro un quadro di regole chiare. Non stiamo restringendo il diritto all’abitare: stiamo lavorando affinché quel diritto sia garantito secondo criteri di equità, trasparenza e parità di trattamento”.
Le nuove procedure stabiliscono che la richiesta di cambio alloggio debba essere fondata su condizioni oggettive, documentate e verificabili e non possa trasformarsi nella possibilità per l’assegnatario di scegliere liberamente un’abitazione diversa da quella assegnata.
Potranno essere oggetto di specifica istruttoria, in particolare, le situazioni nelle quali siano intervenute condizioni di disabilità o gravi patologie che rendano l’alloggio non adeguato alle esigenze della persona, così come i casi di accrescimento o riduzione stabile del nucleo familiare che determinino una situazione di sovraffollamento o, al contrario, di significativo sottoutilizzo dell’immobile.
Saranno invece valutate secondo la disciplina vigente e non potranno, di per sé, costituire titolo per il cambio le mere preferenze relative al quartiere, alla zona della città, al piano dell’edificio, alle caratteristiche estetiche o distributive dell’alloggio, alla vicinanza a familiari o conoscenti o al desiderio di ottenere un immobile di maggiore superficie o comfort in assenza dei necessari presupposti.
“Il Comune – prosegue Ferrandelli – non può essere un’agenzia immobiliare pubblica che ricerca per ciascun assegnatario la casa preferita. Il patrimonio pubblico è un patrimonio della collettività e deve essere governato nell’interesse generale. Quando un alloggio si rende disponibile, dobbiamo poterlo destinare alla famiglia che, secondo le regole, ne ha effettivamente bisogno e che presenta caratteristiche compatibili con quell’immobile”.
Particolare attenzione sarà riservata alle persone con disabilità e alle situazioni nelle quali le caratteristiche dell’alloggio risultino concretamente incompatibili con le esigenze del nucleo. La valutazione dovrà essere effettuata attraverso la documentazione sanitaria e tecnica necessaria, verificando in modo puntuale il rapporto tra la condizione della persona e le caratteristiche dell’immobile.
La nuova disciplina chiarisce inoltre che la presenza di animali d’affezione deve essere tutelata nel rispetto della normativa vigente e della convivenza condominiale. Dovranno essere garantite condizioni adeguate di igiene, sicurezza e vivibilità per il nucleo familiare, per gli altri residenti e per gli stessi animali.
Ogni istanza sarà sottoposta a un’istruttoria amministrativa e, ove necessario, tecnica e sociale, con verifica della permanenza dei requisiti dell’assegnatario, della composizione effettiva del nucleo familiare, delle caratteristiche dell’alloggio occupato, dell’eventuale sovraffollamento o sottoutilizzo e della concreta disponibilità di immobili adeguati.
“La parola chiave è certezza – sottolinea l’assessore Ferrandelli –. Certezza per gli uffici, che devono poter applicare procedure uniformi; certezza per gli assegnatari, che devono sapere quali sono le condizioni e quali documenti servono; certezza per le famiglie che attendono un alloggio, che hanno diritto a sapere che il patrimonio pubblico viene utilizzato secondo criteri trasparenti e uguali per tutti”.
L’operazione si inserisce nel più ampio lavoro di recupero, riacquisizione e riassegnazione del patrimonio abitativo comunale che l’Amministrazione sta portando avanti, con l’obiettivo di aumentare progressivamente la disponibilità effettiva di immobili e ridurre le situazioni di inutilizzo o di occupazione senza titolo. Il Comune ha già indicato nella gestione del patrimonio, nel rapporto con gli altri enti proprietari e nel contrasto alle occupazioni abusive alcuni dei principali assi della propria politica abitativa.
“Governare l’emergenza abitativa significa tenere insieme diritti sociali, legalità, sostenibilità economica, efficienza amministrativa e gestione del patrimonio. Sono dimensioni che non possono più essere affrontate separatamente. Ogni immobile recuperato e correttamente riassegnato è una risposta concreta a una famiglia che aspetta. Ogni procedura resa uniforme è una garanzia di equità. Ogni regola resa chiara è uno strumento di fiducia nei confronti dei cittadini”.
Le nuove modalità saranno rese note all’utenza attraverso i canali istituzionali dell’Amministrazione. L’U.O. Abitare Sociale, che ha tra le proprie competenze anche la gestione delle procedure di cambio alloggio, procederà all’istruttoria delle istanze secondo criteri uniformi e documentati.
“Non promettiamo ciò che il patrimonio pubblico non può garantire – conclude Ferrandelli –. Promettiamo invece una cosa che un’Amministrazione deve sempre garantire: regole chiare, uguali per tutti, procedure trasparenti e il massimo impegno per utilizzare ogni risorsa disponibile nel modo più giusto ed efficace possibile. È questa la strada attraverso cui vogliamo costruire una nuova stagione delle politiche abitative a Palermo”.





