“A causa dell’attività eruttiva dell’Etna, con emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti alla nuvola aerea a Sud-Ovest” e sono state “sospese le attività di volo in arrivo all’aeroporto di Catania fino alle 12“, mentre “le partenze degli aeromobili presenti in aeroporto sono regolarmente in corso“. Lo rende noto la Sac, la società che gestisce lo scalo, invitando i passeggeri di, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree.
Etna, aperta una nuova bocca in Valle del Bove
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha comunicato che alle 11.30 circa si è aperta una nuova bocca eruttiva in Valle del Bove, a quota 2550 m, in prossimità di M.te Rittmann. Sono in corso rilievi di terreno.
Dal punto di vista sismico – si aggiunge – nelle ultime 24 ore il tremore ha mostrato un graduale lieve decremento dell’ampiezza restando nella fascia dei valori alti. Le localizzazioni del tremore restano confinate in prossimità del cratere Voragine ad una quota di circa 3000 metri s.l.m.. Nello stesso periodo l’attività infrasonica è stata media sia per numero che per ampiezza degli eventi; le localizzazioni risultano in corrispondenza del cratere Voragine.
Le reti di monitoraggio Gnss e Clinometrica non mostrano variazioni significative. Le stazioni sommitali della rete clinometrica continuano a misurare la variazione di trend iniziata il 6 agosto e già segnalata nei comunicati precedenti, conclude la nota.
AGGIORNAMENTO
ORE 16:45 – L’Etna “rallenta”: ripristinate le attività di volo all’aeroporto di Catania
Un rallentamento dell’attuale fase eruttiva dell’Etna ha portato alla riapertura degli spazi corrispondenti alla nuvola aerea a Sud-Ovest del vulcano e al ripristino di tutte le attività di volo in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania con effetto immediato.
L’Ingv Osservatorio etneo aveva emesso un avviso per l’aviazione il Vona (Volcano observatory notice for aviation), facendo scendere da rosso ad arancione.
Dal monitoraggio del vulcano emerge che l’attività esplosiva è in diminuzione, c’è ancora una una debole emissione di ceneri, la cui caduta è confinata nella zona sommitale ma non viene prodotta alcuna nube eruttiva, mentre sono presenti colate laviche nelle desertiche valli del Bove e del Leone.
Secondo il monitoraggio dell’Ingv, Osservatorio etneo, di Catania sono almeno tre le bocche nella zona sommitale dell’Etna, ubicate tra i crateri Voragine e Sud-Est, ad essere interessate da attività esplosiva.
La bocca eruttiva apertasi ieri nella Valle del Leone, a quota di 2.750 metri circa, è attiva e alimenta un complesso campo lavico il cui fronte attivo, dopo avere oltrepassato monte Simone, si è attestato a quota 1.850 metri circa. Alle 11.28 si è aperta una nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove, nei pressi di monte Rittmann, a una quota di 2.360 metri.
L’evento è stato accompagnato dalla formazione di due modesti flussi piroclastici generati dal collasso e dalla rapida mobilizzazione del materiale smosso durante la formazione della bocca. Quest’ultima ha prodotto un campo lavico il cui fronte più avanzato si è attestato a una quota di circa 2.100 metri intorno.
Dal punto di vista sismico il tremore si mantiene nella fascia dei valori alti localizzato in corrispondenza del cratere Voragine ad una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare.





