“Autorizzare con legge regionale il suicidio medicalmente assistito, anche a spese della sanità pubblica regionale, rappresenta la negazione dell’intangibilità del sacro valore della vita umana e conseguentemente dell’impegno sociale profuso ad oggi da intere comunità, dal mondo cattolico, da docenti universitari e da associazioni che da sempre si battono per la difesa ad ogni costo del valore della vita umana.” A dichiararlo è Salvino Caputo, Vice segretario regionale dell’Udc in Sicilia, in previsione del voto da parte della Regione Veneto per introdurre con legge regionale quello che oggi non è previsto nel sistema giuridico e sanitario nazionale.
“Papa Leone il 22 giugno, rivolgendosi a fondazioni ed associazioni del mondo cattolico da sempre impegnati nella strenua difesa del valore della vita umana, ha detto che la scienza e la medicina devono essere per natura al servizio della vita umana. Altro è assistere, stare vicino e confortare chi sta male, esprimendo i valori della solidarietà e contro ogni forma di isolamento; altro è decidere con legge regionale di porre la parola fine sulla vita di una persona che soffre”, continua.
“I nostri dirigenti del Veneto e dei coordinamenti provinciali dell’Udc si stanno mobilitando per impedire il varo di una legge che risponde ad esigenze elettorali più che intervenire effettivamente a sostegno di chi soffre. Il nostro partito da sempre – ha affermato Salvino Caputo – è al fianco della difesa del sacro valore della vita, nel convincimento che la scienza e la medicina devono curare ed assistere chi soffre, con ogni mezzo e conoscenza.”
Intanto la segreteria regionale siciliana dell’UDC ha predisposto un ordine del giorno da sottoporre alla Festa nazionale dell’UDC a Roma, al fine di adottare iniziative di carattere politico nazionale contro il pronunciamento del Consiglio regionale Veneto.





