“In Sicilia abbiamo la necessità di avere un sistema fiscale locale efficiente, trasparente e anche omogeneo. Ma il tema del sistema fiscale e dei diritti del contribuente non può essere trattato se non si affronta la questione della finanza locale. Troppe le differenze tra i vari comuni che, comunque, alla luce della crisi economica, non hanno personale e servizi informatizzati adeguati. E poi c’è il sottobosco delle partecipate regionali che oggi è di grandissima attualità, in particolare di quelle che hanno capacità impositiva come i consorzi di bonifica o quelle che si occupano dei servizi pubblici essenziali. Come, ad esempio, quelle che gestiscono i servizi idrici e per cui spesso discutiamo di bollette pazze, di mancanza di confronto con il contribuente che spesso è costretto, alla fine, ad andare in giudizio con tempi tutt’altro che celeri”. Così il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato alla Camera, Anthony Barbagallo, intervenendo stamattina a Palermo, al convegno sulla giustizia tributaria dal titolo “Fisco e giustizia: un equilibrio possibile”.
Il convegno promosso da Enzo Priore e moderato dal giornalista Tonino Morina, alla presenza tra gli altri di: Maurizio Leo, vice ministro dell’Economia e delle finanze; Fiorenzo Sirianni, direttore generale del dipartimento della Giustizia tributaria del Mef; Cosimo Ferri, presidente della commissione Status e assenze del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.
“Per questo – ha proseguito – serve una normativa che tenga conto e metta dentro anche queste peculiarità assieme ad uno statuto del contribuente che ancora oggi non è attuato. Insomma – ha aggiunto – un fisco più giusto ed equo passa da un percorso che prevede la riduzione delle sanzioni per errori formali e rateizzazioni più a portata di mano, soprattutto per i meno abbienti. Infine le rottamazioni stanno generando evidenti disfunzioni: spesso vengono proposti ricorsi con il solo fine dilatorio in attesa che arrivi una nuova rottamazione o una sanatoria fiscale. In questo modo – ha concluso – il sistema favorisce i soliti furbetti”.



