Un percorso iniziato mesi fa nelle piazze e sfociato, negli ultimi giorni, in un duro atto d’accusa contro le politiche della Regione Siciliana sulla gestione della fuga dei giovani. Il dibattito attorno al report “La Sicilia che resta e quella che va: un’indagine sui giovani siciliani”, promosso dal partito “ORA!” e che verrà presentato ufficialmente a Catania il 27 giugno, ha riacceso i riflettori sull’assenza di una programmazione strutturale per le nuove generazioni da parte del governo regionale.
Le radici di questa indagine affondano nella forte azione di protesta e sensibilizzazione dello scorso 26 marzo, quando i giovani di “ORA! Sicilia” hanno invaso il centro di Palermo con un’iniziativa fortemente simbolica. L’associazione ha portato cento trolley per le vie della città per rappresentare plasticamente il viaggio senza ritorno di migliaia di coetanei e per chiedere risposte concrete sul futuro occupazionale e sociale all’interno dell’isola.
Una mobilitazione nata sul campo per scuotere l’opinione pubblica e la politica locale rispetto a una scelta di restare diventata sempre più complessa.
L’indagine statistica e i macro-trend generazionali
Subito dopo le mobilitazioni di piazza, l’attività si è spostata sulla ricerca statistica. Nelle ultime settimane ORA! ha raccolto le risposte di 1.150 giovani siciliani tra i 18 e i 40 anni su lavoro, emigrazione e prospettive future. Non proiezioni o banche dati: la scelta è stata ascoltare direttamente le voci di chi quella scelta – lasciare la Sicilia – l’ha vissuta, la sta vivendo o la sta valutando.
“Con ORA! stiamo provando a portare un approccio totalmente inedito in Sicilia. Se vogliamo costruire un futuro reale in questa terra, serve partire dai problemi profondi. Proponiamo interventi strutturali – razionali e coraggiosi – che nessuno ha mai affrontato in questa regione”, dichiara Carmelo Abate, membro del consiglio direttivo nazionale di “ORA!”.
La rilevazione si concentra prevalentemente sulla fascia generazionale più esposta alle grandi scelte di percorso formativo e occupazionale: quasi il 40% dei rispondenti ha infatti tra i 25 e i 29 anni, seguiti da vicino dalla fascia tra i 18 e i 24 anni. Sotto il profilo del genere, il campione vede una partecipazione maschile al 64% e femminile al 36%, evidenziando una popolazione con un elevato livello di istruzione, in cui ben sei rispondenti su dieci possiedono una laurea o un titolo superiore.
Dal punto di vista occupazionale, il gruppo è composto in gran parte da studenti e lavoratori dipendenti stabili, affiancati da una quota significativa di lavoratori precari, stagionali e liberi professionisti. Geograficamente, la ricerca ha coperto tutte le nove province dell’isola, registrando un’affluenza maggiore nei territori di Palermo, Catania e Messina. In attesa della presentazione completa dei dati statistici puntuali, le prime indicazioni generali emerse dall’elaborazione delineano chiaramente i contorni della mobilità giovanile.
La tendenza a spostarsi fuori dai confini regionali si conferma un fenomeno strutturale, con mete nazionali di riferimento come Milano, Roma e Torino che continuano ad attrarre i profili più qualificati. Molti dei giovani rimasti nell’isola esprimono il forte desiderio di non andarsene, così come non manca una fetta di residenti all’estero o nel resto d’Italia che vorrebbe fare rientro a casa.
Tuttavia, a prevalere è spesso una sensazione di impossibilità concreta, legata a precise barriere sistemiche: tra i fattori indicati come ostacoli principali alla permanenza non ci sono solo la carenza di lavoro qualificato o la difficoltà a fare carriera, ma pesano molto anche la percezione di logiche clientelari, il mancato riconoscimento del merito e la qualità insoddisfacente dei trasporti e dei servizi sul territorio.
Questa situazione si riflette inevitabilmente sul piano emotivo e sulle aspettative a lungo termine. Le risposte dei partecipanti mostrano un diffuso senso di incertezza e disillusione nei confronti di un cambiamento a breve termine, con una netta maggioranza che fatica a prevedere un’evoluzione positiva delle condizioni regionali per i primi dieci anni. Le preoccupazioni principali ruotano attorno alla complessità di raggiungere una reale indipendenza economica e di trovare un impiego che sia pienamente coerente con il percorso di studi effettuato.
Si tratta di barriere percepite in modo netto non solo da chi è in cerca di un’occupazione, ma persino da chi ha già una posizione lavorativa stabile, a dimostrazione di una generale inquietudine che cresce progressivamente con l’età e con l’innalzamento del titolo di studio. Alle domande aperte del questionario centinaia di giovani hanno risposto con frasi brevi, forti, a volte severe. Tra le parole più ricorrenti rivolte direttamente alla Sicilia: bellissima, potenziale, svegliati, ti amo, mi dispiace.
Abate aggiunge: “Il problema non è che i giovani non amano la Sicilia. Tre giovani su quattro pensano che qui le cose non cambieranno mai. Non perché si siano arresi, ma perché nessuno ha mai dato loro un motivo reale per pensare il contrario”.
La politica regionale si spacca sui dati: le prime reazioni all’indagine di “ORA!”
La diffusione delle prime anticipazioni dei dati ha visto il presidente della Regione, Renato Schifani, intervenire sui canali social e sulla stampa locale prima della presentazione ufficiale. Il governatore ha commentato con attenzione il dato sulla sfiducia, ammettendo che si tratta di un messaggio che la politica non può ignorare. Pur riconoscendo la gravità della percezione giovanile, Schifani ha difeso l’operato della propria amministrazione, sottolineando l’impegno in corso su investimenti, infrastrutture e sostegno alle imprese per invertire la rotta. Ha infine invitato le nuove generazioni a non cedere alla rassegnazione e a giudicare il cambiamento in atto sulla base dei fatti concreti e non delle parole
Il governatore ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione nel contrastare la fuga dei cervelli attraverso investimenti, potenziamento delle infrastrutture e misure di sostegno al tessuto imprenditoriale, rivolgendo un invito ai giovani a valutare l’azione di governo sulla base dei fatti concreti.
Le sue parole, tuttavia, hanno subito acceso la polemica politica all’Assemblea Regionale Siciliana: il capogruppo del Partito Democratico, Michele Catanzaro, sul suo profilo ufficiale facebook ha contestato duramente le dichiarazioni di Schifani, definendole prive di una reale programmazione e leggendo nei risultati dell’indagine la conferma del fallimento delle attuali politiche giovanili e occupazionali.
Il capogruppo Pd all’Ars ha dichiarato che “Se i giovani non hanno fiducia in un futuro in Sicilia, la prima responsabilità ricade su chi la Sicilia la governa: un centrodestra e un presidente della Regione che non sanno programmare e si limitano a improvvisare. Non è la narrazione che cambia la percezione dei giovani siciliani, sono i fatti”.
“E i fatti, fino ad oggi, raccontano un’altra storia. Il gruppo PD, grazie al lavoro di tutti i suoi deputati all’ARS, ha presentato diversi disegni di legge che mirano proprio ad arginare il fenomeno dell’emigrazione giovanile, anche attivando misure in grado di favorire la permanenza in Sicilia e la valorizzazione dei “talenti ad elevata specializzazione”, aveva aggiunto.
“Abbiamo inoltre proposto interventi mirati, come strumenti di sostegno all’occupazione con particolare attenzione ai neo-laureati, per creare le condizioni affinché i nostri giovani abbiano la possibilità di crescere e lavorare in Sicilia. Oltre, naturalmente, alle nostre tante battaglie per il diritto allo studio. Insomma, da parte nostra sono arrivate proposte concrete. Schifani, invece, cosa ha fatto davvero per i giovani siciliani?”, aveva continuato Catanzaro.
“La verità è che per questo governo, governare significa solo occupare poltrone e gestire potere”, aveva concluso.
A stretto giro è arrivata la replica ufficiale del partito, affidata a un video del portavoce Vincenzo Claudio Piscopo, che ha contestato punto per punto la credibilità delle istituzioni regionali sulla base della storicità dei dati isolani.
Nel video di risposta, il portavoce Vincenzo Claudio Piscopo dichiara: “Il presidente della regione Renato Schifani ha appena scoperto che i giovani non credono nel futuro della Sicilia. Noi questo in realtà lo sappiamo da un bel po’. Infatti il report che lui cita sui suoi social e sui giornali l’abbiamo fatto proprio noi. Lei non ci ha citati presidente, ma va bene così. Se siamo qui non è per prenderci un applauso, ma per servizio pubblico verso i nostri concittadini”.
Il portavoce del movimento aggiunge poi una contestazione basata sulla storicità dei dati isolani: “C’è però una cosa che ci preme sottolineare. La sua incoerenza nel dire che le stanno a cuore i giovani siciliani quando i fatti dimostrano l’esatto contrario. Presidente Schifani, con tutto il rispetto per la sua carica, lei non è credibile. Parliamo di fatti. La Sicilia è la regione con la più alta dispersione scolastica d’Italia. Oltre 44.000 giovani tra i 25 e i 34 anni hanno lasciato l’isola tra il 2022 e il 2024. E questo capitale umano che se ne va vale miliardi di euro. Oltre la tristezza di vedere i propri cari partire in cerca di opportunità migliori”.
L’intervento si sposta poi sulle prospettive attuali, sottolineando l’urgenza di invertire la rotta: «Questi non sono numeri che migliorano presidente, sono numeri che peggiorano”.
In vista dell’appuntamento nel capoluogo etneo, “ORA! Sicilia” conclude infine con un invito aperto, esteso alla massima carica regionale: “Noi sabato 27 giugno saremo a Catania, al Palazzo della Cultura. Porteremo l’analisi vera e completa di questo problema e 5 proposte concrete per i giovani siciliani. Quelle che mancano da 20 anni. L’ingresso è libero e aperto a tutti. Anche a lei presidente”.
La presentazione del report e le proposte per la sicilia: l’evento a Catania
Le misure sono pensate per agire in modo sinergico sulla causa centrale dell’emigrazione: il disallineamento tra la domanda e l’offerta di lavoro qualificato. Un principio comune: nessuna spesa aggiuntiva, ma una diversa allocazione delle risorse già a bilancio.
Sabato 27 giugno, a partire dalle ore 11:00, presso il Palazzo della Cultura di Catania, ORA! Sicilia presenterà il report integrale, un’analisi sul costo economico dell’emigrazione giovanile e una serie di misure concrete per i giovani in Sicilia.
L’evento sarà aperto al pubblico, con ingresso gratuito.




