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La conferenza stampa

De Luca: “Tutte le coalizioni mi cercano e mi vogliono: ecco le condizioni che ho posto” CLICCA PER IL VIDEO

giovedì 28 Maggio 2026

Nel centrodestra e nel campo largo è partito il conto dei “feriti” dopo l’ultima tornata elettorale, ma c’è qualcuno che comunque esulta: Sud chiama Nord e Cateno De Luca. Il sindaco di Taormina, dati e slide alla mano, in una conferenza stampa all’Ars, ha illustrato i numeri di queste amministrative. 

Nella classifica dei voti conseguiti dai partiti nei Comuni chiamati alle urne ScN primeggia, superando entrambe le coalizioni contrapposte: “Siamo riusciti ad organizzarci in 14 comuni su 17, quelli in cui è stato adottato il sistema proporzionale. Il centrodestra ha perso 12-13 punti, ma non li ha guadagnati il centrosinistra. Controcorrente ha fagocitato i voti del Movimento 5 Stelle, nel centrosinistra non c’è stata una crescita. Una parte di quello che ha perso il centrodestra l’ha assorbito ScN“.

Il sindaco di Taormina ha snocciolato alcuni dati. Grande successo a Messina, dove Federico Basile ha vinto al primo turno con il 58,42%: “Non è mai stato confermato un sindaco a Messina, così come la stessa area politica non è mai arrivata a tre mandati. I cittadini messinesi non volevano elezioni anticipate e in quel momento Basile nei sondaggi era al 36%, ma ha scelto comunque di dimettersi perché era diventata una situazione insostenibile. ScN a Messina aveva 15 liste è ha ottenuto il 55%, aumentando il consenso di 20 punti“.

Nei Comuni con sistema maggioritario sono 25 i sindaci eletti con il sostegno di ScN, di cui 3 iscritti a Sud chiama Nord, Alì Terme, Limina, Graniti, 52 consiglieri comunali eletti in 19 Comuni e 15 assessori eletti in 7 Comuni. Nei Comuni con sistema proporzionale sono stati: eletti 5 sindaci con il sostegno di Sud chiama Nord di cui 2 iscritti a ScN Messina e Barcellona Pozzo di Gotto; 6 presidenti di Circoscrizione su 7 a Messina; 36 consiglieri comunali in 11 Comuni; 38 consiglieri circoscrizionali su 63 a Messina; 18 assessori in 4 Comuni.

E le alleanze? 2 con il centrodestra ad Augusta e Floridia; 3 con il centrosinistra a Enna, Termini Imerese e Marsala; 4 Sud chiama Nord da solo a Messina, Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto e Carini; un civico e Bronte; 3 con un pezzo del centrodestra a San Giovanni La Punta, Agrigento, Ribera; uno con il PD Ispica. Siamo ben voluti da tutte le coalizione“. Ha spiegato De Luca che ha aggiunto: “Non c’è un dato che permette di ricostruire un collocamento. Abbiamo fatto una scelta “sturziana”, al di là dei vari tavoli“. Incompatibili con il centrosinistra? “I numeri parlano. Siamo stati più vicini al centrosinistra che al centrodestra e dove eravamo con il centrosinistra abbiamo sempre vinto”.

Mi sento il ‘barbiere di Siviglia 4.0’: tutti mi cercano e tutti mi vogliono. ScN ha dimostrato di essere baricentrico. Schifani – ha aggiunto il leader di Sud chiama Nord – è prigioniero del suo cerchio magico. Ha la sindrome del re sole ed è diventato un re solo. E’ reo confesso, ha ammesso che va a rilento. Non c’è nulla di personale. Il problema sono le faide nella sua maggioranza non Cateno De Luca. Le faide sono aumentate e i capitribù non permettono di far passare nulla in aula. Una riforma in questi quattro anni non esistono. Le riforme più importanti le abbiamo fatte noi, ma a pezzi perché non ci sono le condizioni in aula. Schifani deve fare come Basile: si deve dimettere“.

Ma si guarda già al futuro, alle prossime elezioni regionali e alle condizioni sul tavolo per scegliere il miglior profilo possibile capace di guidare la Sicilia: Ho ricevuto a Messina gli esponenti nazionali sia di destra sia di sinistra. Queste sedute spiritiche proseguiranno, prossima settimana proseguirò gli incontri a Roma. Ho posto le mie condizioni. In primis andare al voto al più presto, almeno tre mesi prima della data delle elezioni nazionali. La Sicilia si deve staccare da condizionamenti nazionali, io ne ho subito le conseguenze nel 2022“.

Per Meloni, prosegue De Luca “la Sicilia è una palla al piede e subisce il logoramento della Sicilia. Meloni ha tutto l’interesse per chiudere questo logoramento. Meoni ha bisogno che il centrodestra venga rinnovato soprattutto in Sicilia. Ho parlato di elezioni anticipate già a dicembre, ora ne parlano in tanti. Queste elezioni amministrative sono servite e lo scossone che avrà il centrodestra al ballottaggio di Agrigento sarà forte e avrà delle conseguenze“.

Il centrosinistra dal canto suo “non ha però da esultare. Nella coalizione sono caduti già alcuni già pregiudizi, anche da parte del mio “figlioccio” La Vardera. Ogni area ha dei problemi seri. ScN non deve andare da nessuna parte. Sono gli altri che lo vogliono e devono decidere“.

Ultima condizione che verrà poste sul tavolo è una “visione diversa della Sicilia: programmatica, strategica e di controllo“. Chi sarà il candidato presidente della Regione?Non porrò una questione personale. Mi proporrò, ne ho diritto vista la mia storia, la mia competenza e anche considerando l’elettorato. Queste elezioni sono servite per dimostrare a tutti che esistiamo e non solo a Messina. Le nostre azioni di buon governo sono state riconosciute. Non pensavo di vincere al primo turno a Barcellona. Mi hanno chiesto se voglio fare il secondo di Mulè, ma perché Mulè non può essere il mio secondo?“. I prossimi passi sono dunque segnati e Sud chiama Nord è pronta a crescere ancora e ad estendere i propri confini, indicando anche il proprio candidato sindaco a Palermo.

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