Le prossime due settimane tra i banchi della I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, saranno dense di lavoro. Come stabilito nel corso della conferenza dei capigruppo, entro mercoledì 28 gennaio dovrà essere esitato il ddl stralcio, contenete alcune delle norme scartate dall’ultima Finanziaria. Lunedì 19 gennaio, alle ore 12:00 scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti, con l’esame del testo che partirà dal giorno seguente, martedì 20, alle ore 10:00.
I cinque ddl ordinamentali, uno per Commissione di merito, avranno un percorso singolo e autonomo. L’idea che attualmente circola tra i corridoi di Palazzo dei Normanni è quella di approvare i cinque ddl di ordinamentali puri in un’unica seduta. Quello di spesa pura, invece, dovrebbe approdare a Sala d’Ercole in un secondo momento. Un quadro più nitido potrebbe essere tracciato la prossima settimana, martedì 20. Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno avrebbe convocato una riunione con tutti i presidenti di Commissione (in ordine: Ignazio Abbate, Dario Daidone, Gaspare Vitrano, Giuseppe Carta, Fabrizio Ferrara e Pippo Laccoto) per cercare di coordinare al meglio i lavori. L’obiettivo è quello di chiudere il tutto entro febbraio.
Il disegno di legge in Commissione Affari Istituzionali è stato uno dei primi depositati e, attualmente, conta in totale undici misure. Scorrendo tra gli articoli, sono tante le modifiche di legge previste che riguardano da vicino: l’indennità di fine rapporto del personale regionale; le disposizioni in materia di personale regionale; la pubblicazione dei decreti dirigenziali conclusivi di procedimenti amministrativi; il trattamento accessorio dei dipendenti della Regione; l’interpretazioni in materia di contabilità Enti locali, in particolar modo di conto di tesoreria; la polizia mortuaria e il trasporto di salme; il rapporto di lavoro con l’amministrazione forestale; gli incentivi concernenti la famiglia, le politiche e le autonomie locali; le materie di competenza della giunta regionale, includendo le autorizzazioni uniche Iafr (Impianti alimentati da fonti rinnovabili) ed escludendo il provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) in materia di energia dalla disciplina sulla valutazione di impatto ambientale.
Spunta anche un milione di euro per l’istituzione del centro di controllo e monitoraggio ambientale in grado di elaborazione di previsione di eventi meteo-climatici in tempo reale con le relative attività di nowcasting, nonché di fornire tempestivamente le previsioni meteo-climatiche elaborate agli enti e ai soggetti coinvolti nel sistema di protezione civile.
Tra le più corpose quella che riguarda i Liberi Consorzi e Citta Metropolitane in tema di: indennità, rimborso spese di viaggio, assenza e permessi retribuiti. Per quanto riguarda la prima, viene riconosciuta al presidente del Libero Consorzio “è riconosciuta una indennità, a carico del bilancio dell’ente, in misura pari a quella del sindaco del comune capoluogo, non cumulabile con quella percepita in qualità di sindaco” mentre “restano a carico dei rispettivi enti di area vasta gli oneri connessi con le attività in materia di status degli amministratori relativi ai permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assicurativi ed assistenziali previsti dalla normativa vigente“. Sul secondo “al fine di assicurare il concreto esercizio delle funzioni connesse alle rispettive cariche, ai consiglieri delle Città Metropolitane di Palermo, Catania e Messina nonché a quelli dei Liberi Consorzi comunali che risiedono fuori dal Comune ove ha sede il rispettivo ente, spetta esclusivamente il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute“. Sul terzo punto, invece, “i sindaci delle Città Metropolitane di Palermo, Catania e Messina, i presidenti dei Liberi Consorzi comunali, i consiglieri delle Città Metropolitane e i consiglieri dei Liberi Consorzi comunali hanno diritto di assentarsi dai rispettivi posti di lavoro per l’intera giornata in cui sono convocati i rispettivi consigli e/o la Conferenza metropolitana. Nel caso in cui i lavori dei predetti organi si svolgano in orario serale, i soggetti di cui al primo periodo hanno diritto a non riprendere l’attività lavorativa prima delle ore otto del giorno successivo; ove i lavori si protraggano oltre le ore una, hanno diritto di assentarsi dal posto di lavoro per l’intera giornata successiva“. Gli oneri derivanti da “quanto previsto fanno carico alla Città Metropolitana e al Libero Consorzio comunale” mentre “i consiglieri delle Città Metropolitane e dei Liberi Consorzi comunali è riconosciuto il diritto di assentarsi dai rispettivi posti di lavoro per un massimo di 36 ore lavorative al mese, elevate a 48 ore per i sindaci delle Città Metropolitane e per i presidenti dei Liberi Consorzi comunali“. I permessi “sono cumulabili con quelli previsti per il mandato svolto nel comune“.




