Inizia a prendere forma il puzzle della sanità siciliana. Era già nell’aria da tempo, ma ieri le voci e i pettegolezzi sempre più insistenti si sono concretizzati. Tra i tanti dossier più caldi sul tavolo della riunione di giunta svolta a Palazzo d’Orleans c’era anche il passaggio di Salvatore Iacolino al Policlinico di Messina. Un cambio di dimora per l’attuale dirigente generale del dipartimento regionale della Pianificazione strategica dell’assessorato della Salute che spiana la strada verso un nuovo quesito: chi sarà il nuovo inquilino del dipartimento?
Le origini del “caso Iacolino”
Che la posizione di Iacolino fosse in bilico non era poi così ignoto. La bolla è scoppia ad inizio ottobre 2025, con la presa di posizione degli assessori in quota Fratelli d’Italia, Elvira Amata, Giusi Savarino e Alessandro Aricò, che hanno disertato la riunione di giunta. Unico presente Francesco Scarpinato. Il gruppo avrebbe espresso la propria contrarietà alla riconferma del dirigente generale alla Pianificazione strategica, avanzando il nome di Mario La Rocca, attuale direttore del dipartimento ai Beni culturali. Scoppia il caos. Su La Rocca emergono delle incompatibilità (CLICCA QUI). Tensioni che si ripercuoteranno anche sul rapporto tra il presidente della Regione Renato Schifani e i meloniani. Iacolino, alla fine verrà riconfermato, ma le polemiche non si sono fermate, soprattutto in merito ai dubbi legati al profilo di La Rocca.
I rapporti tra il governatore e il partito guidato dal Commissario regionale Luca Sbardella sono poi diventati sempre più distesi, fino ad arrivare ad una possibile apertura. E così sono spuntate diverse piste per riscrivere il futuro di Iacolino: l’Asp di Palermo o il Policlinico di Messina. La prima via è stata esclusa poco dopo con il lascia passare alla nomina di Alberto Firenze a direttore generale. Un segnale verso la città dello Stretto è giunto con il passaggio di Giulio Santonocito dal Policlinico “G. Martino” di Messina all’A.O.U. Policlinico “G. Rodolico-San Marco” di Catania nelle vesti di direttore generale, dopo il pensionamento di Gaetano Sirna.
Sbardella: “Schifani ha preso un impegno e l’ha mantenuto”
Raggiunto telefonicamente da ilSicilia.it il commissario regionale di Fratelli d’Italia Luca Sbardella ha commentato l’addio di Iacolino al dipartimento regionale della Pianificazione strategica: “Il nostro ragionamento su Iacolino prescindeva dalla volontà di mettere La Rocca al suo posto. La Rocca aveva partecipato ad un bando su cui ritiene di essere in corsa, il più titolato ed erano state fatte delle considerazioni che La Rocca contesta. Per noi Iacolino non era la persona giusta per stare in quel posto. Il presidente Schifani aveva preso un impegno e l’ha mantenuto. Prendiamo atto che è una persona seria: se prende un impegno lo mantiene. C’è voluto un po’ di tempo, ma erano i tempi necessari, fisiologici“.
Il dopo Iacolino: La Rocca in pole, ma non solo…
E adesso? Trovare un profilo che possa guidare il dipartimento regionale della Pianificazione strategica non sarà semplice, anche se i nomi non mancano.
In pole resta senza dubbio Mario La Rocca. La volontà di Fratelli d’Italia non sarebbe cambiata. Per l’attuale direttore del dipartimento ai Beni culturali si tratterebbe di un ritorno in campo sanitario e al dipartimento che ha già guidato per anni, considerando anche il ruolo di capo gabinetto sempre presso gli uffici dell’assessorato alla Salute.
Il nome di La Rocca è certamente il più suggestivo, ma sul taccuino sono diversi i profili evidenziati. Una soluzione potrebbe essere proprio in casa. Si tratta del referente unico regionale del Pnrr Massimiliano Maisano, a cui è affidata la gestione operativa della Piattaforma regionale di telemedicina, percorso di attuazione avviato proprio da Iacolino. Profilo, inoltre, che sarebbe gradito dal presidente Schifani.
In corsa ci sarebbero anche il capo di gabinetto dell’assessore alla Salute Giuseppe Sgroi, il direttore generale del Policlinico di Palermo Maria Grazia Furnari e Salvatore Giglione, dirigente Area 1 – Affari generali e coordinamento del dipartimento della Funzione pubblica e del personale, ma con un lungo trascorso all’interno della macchina regionale, con un passato sia alla Pianificazione strategica sia al Daseo.
Tra le opzioni da non escludere c’è anche la possibilità che ad essere nominato sia un tecnico vicino al ministro Orazio Schillaci. Da Roma l’attenzione sulla gestione della sanità siciliana è sempre viva, soprattutto dopo i diversi casi che hanno dominato le cronache nei mesi passati.
L’atto di interpello e gli altri possibili scenari
La strada potrebbe essere anche un’altra. Voci all’interno di Fratelli d’Italia confermano, così come in passato, il pieno sostegno a Mario La Rocca, ma c’è chi fa notare un’altra possibilità. Sul sito della Regione, nella sezione “pubblicità posti dirigenziali vacanti” spunta anche l’atto d’interpello per il conferimento dell’incarico di dirigente generale del dipartimento regionale per la Pianificazione strategica. Il presidente Schifani potrebbe così ricorrere alla selezione per il reclutamento del nuovo direttore generale, che allora vinta da Iacolino. Gli stringenti parametri vedrebbero come principale candidato alla posizione proprio La Rocca.
Insomma, tutte le strade porterebbero all’attuale direttore del dipartimento ai Beni culturali.
Un aspetto però è da precisare. La proposta avanzata e approvata tra i banchi della giunta non avrà effetto immediato e potrebbero passare almeno uno o due mesi prima che Iacolino possa definitivamente essere designato direttore generale del Policlinico di Messina. Prima, infatti, la nomina sarà trasmessa, come di consueto, alla I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, e una volta espresso il parere di Palazzo dei Normanni dovrà effettuare il secondo step in giunta.
Un lasso di tempo in cui tante cose potrebbero cambiare proprio all’interno della squadra del governatore azzurro. A breve (data ancora non precisata) avverrà il rimpasto. Il presidente Schifani non l’ha nascosto: le interlocuzioni con i vari attori del centrodestra sono costanti e continui. Un ruolo importante all’interno dello scacchiere sarà ricoperto da Fratelli d’Italia che punterebbe l’assessorato alla Salute. Su quest’ultimo però, non ci sarebbero solo i meloniani. A rivendicare la delega, più a stampo politico, è anche Forza Italia. I malumori degli ultimi mesi, come più volte raccontato (CLICCA QUI), sarebbero legati anche (e soprattutto) ai due assessori tecnici: Daniela Faraoni e Alessandro Dagnino, assessore all’Economia. Tra i due, però, l’ex direttore generale dell’Asp di Palermo sarebbe la principale indiziata a lasciare la giunta.
Considerando dunque i vari nervi scoperti, nuovi possibili scenari potrebbero ben presto aprirsi.




