In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, oggi alla Galleria d’Arte Moderna (GAM) di Palermo, in via Sant’Anna, sono stati esposti i lavori realizzati dai bambini e ragazzi del Centro Diurno Le Magnolie di Cefalà Diana. All’evento era presente anche il presidente della III Commissione Attività produttive, Gaspare Vitrano.
Un progetto pioneristico di laboratori artistici che unisce terapie, autonomia e inclusione sociale, nato da un protocollo d’intesa tra il centro convenzionato con l’Asp Palermo e la Regione Siciliana, un progetto che mette insieme disabilità e integrazione lavorativa, con il supporto della GAM, con cui sono stati organizzati una serie di laboratori, dalla pittura alla lavorazione della terracotta.
Il Centro Le Magnolie, accreditato dall’Assessorato regionale della Salute (D.D.G. 245/2021) e convenzionato con l’Asp Palermo, opera da anni nel territorio che comprende Cefalà Diana, Bagheria, Palermo, Misilmeri e altri comuni del Distretto Sanitario n. 36. È una struttura a valenza terapeutica e socio-riabilitativa dedicata esclusivamente a bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico dai 6 ai 16 anni. Gli utenti vengono indirizzati dall’Unità Complessa di Autismo dell’ASP (ex ASP 6) e i percorsi sono sviluppati in stretta collaborazione con i servizi territoriali.
Si tratta proprio di una struttura a valenza terapeutica e socio-riabilitativa i cui interventi sono finalizzati all’acquisizione di competenze per il raggiungimento dei migliori risultati possibili di autonomia personale, di interazione sociale e di inserimento nel mondo del lavoro.
“Abbiamo proposto alla GAM, nell’ambito dell’integrazione sociale e dell’autonomia, dei laboratori artistici“, ha spiegato Santino Porcaro, componente dell’associazione. “Tre incontri dedicati alla pittura su tela, alla lavorazione della terracotta per vasi e altri manufatti. Il prodotto finale è l’esposizione di oggi di tutti i lavori fatti dai bambini nella sede della Galleria d’Arte Moderna“.
I laboratori sono stati preparati dal team del centro, 2o operatori tra educatori e altre varie figure, tra cui lo stesso Porcaro, la dottoressa Comando, analista comportamentale, e il direttore sanitario il dotore Costanza, e poi svolti direttamente alla GAM. I ragazzi, dopo una fase di preparazione interna, hanno lavorato fianco a fianco con gli educatori di Civita Sicilia, tra le opere della collezione permanente.
“È stata un’esperienza nuova sia per i nostri bambini sia per il centro. Tutto nell’obiettivo di integrare i nostri ragazzi anche in laboratori e in un contesto sociale ‘normale’. Dalla disabilità si sono prodotti dei lavori dove i bambini si sono un po’ cimentati“. L’esposizione ha mostrato opere che raccontano creatività, manualità e capacità espressive, trasformando l’arte in uno strumento concreto di autonomia personale e interazione sociale.
L’iniziativa, definita unica nel suo genere sul territorio e prima di questo tipo, ha visto la massima collaborazione tra Le Magnolie, la GAM e Civita Sicilia. “Il risultato è stato eccellente“, ha commentato il componente dell’associazione.”È stato importante per i bambini, per le famiglie e per la GAM fare un’opera di integrazione reale nel mondo normale di questi ragazzi“.
Il progetto non si ferma qui. Come annunciato, è solo l’inizio di un percorso condiviso: “Il rapporto con la GAM continuerà. Questo è l’avvio di un progetto di integrazione da parte dei disabili, in questo caso ragazzi autistici, nel contesto della normalità. L’autismo visto come integrazione e operatività per quanto riguarda le autonomie di questi bambini e delle loro famiglie“.
Le opere resteranno visibili alla GAM, un’occasione per tutti i palermitani e i visitatori di scoprire, attraverso l’arte, un volto nuovo, fatto di talento, colore e possibilità.
Un segnale concreto, in una giornata simbolo come quella del 2 aprile, che l’inclusione non è solo un principio, ma può diventare realtà quando istituzioni culturali, servizi sanitari e famiglie lavorano insieme. Il Centro Le Magnolie e la GAM hanno dimostrato che, con creatività e collaborazione, si può aprire una strada nuova verso un’autentica integrazione sociale.




