Sfuma il sogno promozione diretta? Allo stadio Benito Stirpe il Palermo non sfata il tabù scontri diretti, costretto ad accontentarsi di un pareggio contro il Frosinone. Termina 1-1 la trentaquattresima giornata del campionato di serie B. A decretare l’esito del match una al dir poco perfetta punizione battuta da Calò e la rete di prepotenza di Ranocchia.
La formazione di Inzaghi ha l’atteggiamento giusto, ben diverso da quello sfoggiato a Monza, ma qualcosa va storto. I rosa si rivelano spreconi, anche con un pizzico di sfortuna. Il risultato, però, parla chiaro: un punto a testa, con gli uomini di Alvini che adesso consolidano sempre di più il secondo posto in classifica in vista del rush finale, costretti però a guardarsi le spalle dal Monza. Resta così invariato il distacco tra le due squadre. Obiettivo dei siciliani, in ritardo di quattro punti, sarà ora quello di chiedere al meglio la stagione e cercare di ricaricare le pile in vista dei playoff.
Piccoli cambiamenti e accorgimenti in casa Palermo. Il tecnico piacentino non azzarda e punta su Gomis tra i pali, al posto di un Jonoren uscito claudicante nel corso della sfida casalinga contro l’Avellino. Indietreggia la propria posizione Pierozzi, braccetto di destra in difesa, in linea con capitan Bani e Ceccaroni a sinistra. Quinto lungo la fascia di destra Rui Modesto, rientrato dopo la squalifica rimediata contro il Padova. Confermatissimo nella corsia mancina Augello, mentre a centrocampo è inamovibile il duo Segre-Ranocchia. In attacco Palumbo e Le Douaron alle spalle di Pohjanpalo.
Avvio convincente e propositivo del club di viale del Fante, riuscendo a contenere e arginare l’aggressività dei ciociari. Non a caso la prima occasione del match è confezionata da Ceccaroni. Al sesto minuto di gioco Pierozzi dalla destra apre per il numero 32, che di testa non inquadra lo specchio della porta. I gialloblù rispondono colpo su colpo, con la fantasia e l’estro prima di Ghedjemis e poi di Kvernadze, ma la chance più ghiotta passa tra i piedi di Calò, con un tiro dalla distanza che riesce ad impensierire Gomis, pronto e reattivo ad ogni incursione dei padroni di casa.
La sfida si conferma quella delle grandi occasioni: clima incandescente, tensione alle stelle, tanta tattica e attenzione sul terreno di gioco. Il secondo posto in palio pesa come un macigno sulla testa delle due compagini. Il Frosinone approfitta dei buchi a centrocampo dei rosa per affilare i coltelli e affondare la lama. La compattezza della retroguardia, guidata in cabina di regia da un sempreverde Bani, allevia le pungenti incursioni, riuscendo spesso a ripartire preso per mano da Pierozzi, tra i migliori in campo.
I siciliani non demordono e non si lasciano intimorire. Due campanellini di allarme mettono in allarme Palmisani: prima il mancino a giro rasoterra di Rui Modesto, poi il tiro dalla distanza di Ranocchia, costringendo l’estremo difensore numero 22 ad intervenire. Superata la mezz’ora l’equilibrio è tangibile, ma a prendere il sopravento sul finale sono gli ospiti. Al quarantaquattresimo pasticcio in area tra Monterisi e Palmisani. Il pressing di Pohjanpalo sul capitano avversario si rivela vincente, ma l’incornata non premia la caparbietà del finlandese, che con un pizzico di sfortuna non va oltre il palo.
Al rientro dagli spogliatoi Inzaghi mischia le carte in tavola e opta per la prima sostituzione: dentro Peda, fuori Rui Modesto. Prestazione sufficiente per il neoacquisto giunto a gennaio, ma non ancora all’altezza delle aspettative. Il portoghese si contraddistingue per energia, carica e grinta, ma la troppa foga, soprattutto negli interventi e nelle entrate, si rivela un’arma a doppio taglio. Questa volta, però, l’ex Udinese può ritenersi fortunato. Proprio il polacco è subito sotto i riflettori, con un tiro dal limite poco dopo il fischio d’inizio del secondo tempo.
Regna l’equilibrio. La squadra del tecnico piacentino tenta di bucareil muro ciociaro, ma l’ariete rosanero non sfonda. E al sessantaduesimo è anche l’ora di rinfrescare la fascia destra, con Gyasi al posto di Pierozzi, accompagnato fuori dallo staff sanitario. Quattro minuti dopo nuovo squillo dalle parti di Palmisani. Palumbo ruba un prezioso pallone in mezzo al campo. L’apertura dalle parti di Augello si rivela un ottimo assist per Segre, che di testa fatica ad inquadrare lo specchio della porta.
A venti minuti dalla fine il Palermo abbassa il ritmo. La formazione di Alvini ne approfitta trainato da Ghedjemis e Kvernadze. Al settantacinquesimo la sentenza, con Calò che tira fuori dal cilindro il gol del vantaggio. Da ottima posizione, su punizione, il regista si cimenta in una delle sue specialità con una deliziosa pennellata che non lascia scampo a Gomis, piazzando il pallone sotto la l’incrocio dei pali: 1-0. Chiamati alla rimonta, i rosa tentano il tutto per tutto con Vasic al posto di Ceccaroni. Sul finale fuori anche Palumbo per Giovane.
Quando ogni speranza sembra ormai persa, all’ottantanovesimo è Ranocchia a riaccendere le sorti della sfida allo Stirpe, dagli sviluppi di una rimessa laterale, con un ben calibrato tiro dalla distanza: 1-1. I sei minuti di recupero volano tra tensione e frenesia. Gli schemi saltano, ma il tabellino resta immutato.




