La chiusura delle liste è ormai prossima. Ma una cosa è certa. A Palermo il toto nomi per eleggere il Consiglio Metropolitano di quella che una volta era la Provincia continuerà anche dopo il 7 aprile. Dal deposito delle candidature al voto effettivo passeranno circa tre settimane. Una ventina di giorni che offriranno ai pontieri della politica finestre di opportunità da sfruttare al fine di accrescere la propria area di influenza. Come è noto, quelle del 27 aprile saranno elezioni di secondo livello. In pratica, a decidere i futuri consiglieri metropolitani non saranno i cittadini, come auspicato da tanti (chi a parole chi nei fatti), bensì da sindaci e consiglieri del territorio. Una sorta di “grandi elettori” in salsa siciliana. I numeri non mentono. In pratica, a decidere la futura composizione del Consiglio Metropolitano saranno soprattutto gli esponenti di Sala Martorana.
Occhi puntati sul Consiglio Comunale di Palermo
Quaranta voti. Anzi quarantuno, considerando anche quello del sindaco Roberto Lagalla. Gli occhi degli addetti ai lavori saranno quindi riversati sul “seggio” di Palazzo Comitini. E non è un caso che qualche consigliere comunale abbia chiesto o comunque abbia deciso di scendere in campo. Queste elezioni rappresentano soprattutto una piattaforma per i futuri appuntamenti elettorali, elezioni amministrative del 2027 in primis. Le alleanze per combattere le guerre si rafforzano in tempo di pace. Un principio che qualcuno sta provando a portare avanti.
La notizia arriva dai microfoni di Radio Palazzo. Negli ultimi giorni infatti, si inseguono rumors su un nuovo avvicendamento politico nel Consiglio Comunale di Palermo. Frequenze che raramente sbagliano e che avevano previsto un cambio di passo, poi avvenuto, del vicepresidente Giuseppe Mancuso, oggi approdato a Noi Moderati dopo l’esperienza a Lavoriamo Per Palermo.
Mal di pancia in qualche big del centrodestra
Le stesse frequenze che ora pronosticano un possibile cambio di casacca di un consigliere comunale di maggioranza da un partito ad un altro. Un avvicendamento che quindi potrebbe spostare gli equilibri della coalizione a sostegno del sindaco Roberto Lagalla. La manovra potrebbe avere un primo momento in questa competizione elettorale, per poi concretizzarsi qualche settimana dopo in Consiglio Comunale. Un voto in meno di lista da parte di un consigliere comunale di Palermo, infatti, difficilmente potrebbe sfuggire agli occhi attenti dei politici.
Gossip che sarebbe legato, risalendo la corrente del fiume, ad un ulteriore potenziale movimento di un big palermitano. Uno di quelli che ha avuto ruoli importanti al Comune di Palermo. Le malelingue parlano in particolare di mal di pancia all’interno di Fratelli d’Italia. C’è chi fra i meloniani infatti avrebbe sbottato per un mancato riconoscimento del proprio apporto nel partito. Ma per capire se si tratta di chiacchere da bar o di reali mosse politiche, basterà attendere soltanto qualche settimana.
Ma queste elezioni provinciali rappresentano poi un’occasione anche per chi al momento non ha una casa politica. A tal proposito, i componenti del Gruppo Misto potrebbero essere determinanti nell’assegnazione di un seggio. Fatto che diventa interessante soprattutto guardando agli equilibri del centrosinistra, dove la distribuzione delle candidature è praticamente equipollente fra la lista del PD e quella de “L’Alternativa”, soggetto politico in cui sono confluiti M5S, AVS, Oso e Controcorrente.
Sulle candidature, passi in avanti per PD e FdI
In attesa che si schiariscono le nuvole della politica, i partiti si apprestano a chiudere le proprie liste. Le principali novità delle ultime ore riguarderebbero il Partito Democratico e Fratelli d’Italia. In casa Dem si è tenuta ieri pomeriggio una riunione nella sede di via Bentivegna. Presenti alcuni parlamentari regionali, fra cui Valentina Chinnici, il capogruppo a Palermo Rosario Arcoleo e alcuni sindaci del territorio. Fra questi anche l’ex parlamentare nazionale Franco Ribaudo, sindaco di Marineo e papabile per una candidatura per le prossime provinciali. Vertice nel quale l’anima rossa del fronte progressista ha deciso di chiudere la porta sulle candidature dei consiglieri comunali palermitani, dando così spazio all’anima provinciale del partito. Detto di Franco Ribaudo, gli altri papabili per un posto in lista sarebbero il sindaco di Carini Giovì Monteleone, il sindaco di Capaci Pietro Puccio, il sindaco di Polizzi Generosa Gandolfo Librizzi e il sindaco di Petralia Soprana Pietro Macaluso.
Sul fronte Fratelli d’Italia invece, i meloniani sarebbero pervenuti ad un accordo di massima. Sarebbe passata la linea del commissario regionale Luca Sbardella, il quale avrebbe chiesto un passo indietro ai propri rappresentanti cittadini di punta (Antonio Rini e Giuseppe Milazzo) rispetto ad una possibile candidatura. Fra i nomi venuti fuori dall’ultimo vertice di partito figurano il sindaco di Corleone Walter Ra, il sindaco di Valledolmo Angelo Conti (deputato regionale Fabrizio Ferrara e dall’eurodeputato Giuseppe Milazzo). Rumors parlano di una possibile chance per il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci.
Che succede fra i moderati e i civici?
In casa Democrazia Cristiana si attende una riunione di partito che dovrebbe avvenire nelle prossime ore. Bocche cucite sulle candidature, sulle quali dipenderà molto l’influenza del coordinamento provinciale e regionale. Idee chiare invece in casa Lega. Il Carroccio punterà su sindaci e consiglieri della provincia. Rimangono fuori dal turno di amministrative quindi sia Sabrina Figuccia che Alessandro Anello. Fra i papabili ad una candidatura figurano il sindaco di Alimena Giuseppe Scrivano, volto storico del Carroccio in Sicilia ed impegnato politicamente in passato con l’ex ministro leghista Roberto Maroni, del sindaco di Casteldaccia Francesco Di Giacinto e dell’asssessore al comune di Bagheria Francesco Gurrado. E’ corsa contro il tempo invece per Noi Moderati. L’obiettivo è raccogliere le firme necessarie entro il tempo limite di lunedì. Fatto reso difficile dalla farraginosità della legge elettorale. Unica certezza: la candidatura del vicepresidente del Consiglio Comunale Giuseppe Mancuso.
C’è poi “L’Alternativa“, lista civica che comprende in sè i rappresentanti di M5S, AVS, Controcorrente e di altri gruppi civici. Un plotone che punta a ribaltare i ruoli all’interno del centrosinistra. Ne faranno parte l’ex vicesindaco di Palermo Fabio Giambrone, il capogruppo del M5S al Comune di Palermo Antonino Randazzo, l’esponente di “Oso” Giulia Argiroffi, il consigliere comunale di Termini Imerese Francesco Paolo D’Angelo e la consigliere comunale di Carini Fosca Giambanco. In casa Forza Italia, l’ala vicina al deputato regionale Edy Tamajo potrebbe schierare la coppia composta da Catia Meli e Pasquale Terrani. Profili ai quali si potrebbe affiancare quello di Alberto Arcidiacono, sindaco di Monreale e vicino politicamente non solo al deputato regionale Marco Intravaia ma anche al vicepresidente della Camera Giorgio Mulè.