Un proiettile adagiato sotto il lucchetto della saracinesca: questo è il messaggio intimidatorio che, circa due settimane fa, è stato recapitato a Giuseppe Quartararo, imprenditore edile titolare di un’attività a Monreale.
L’uomo, come riporta oggi il Giornale di Sicilia, ha denunciato immediatamente l’accaduto ai carabinieri della cittadina normanna, che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili.
Per Quartararo non si tratta del primo episodio del genere. L’imprenditore riferisce infatti di avere già subito analoghe intimidazioni durante lavori svolti in alcuni cantieri di Palermo, in particolare nelle zone di Ballarò e San Lorenzo.
Questo grave episodio si colloca all’interno di una scia di eventi che, negli ultimi mesi, testimonia una netta ripresa della pressione estorsiva sul territorio.
Un attacco preceduto, il 22 maggio, dal rogo che ha distrutto quattro furgoni della ditta edile “La Serenissima” in via Luigi Cosenz, nel quartiere Cep di Palermo, e seguito, il 24 maggio, dall’incendio che ha colpito un’agenzia immobiliare Tecnocasa in via Don Orione.
Tra i fatti più recenti e d’impatto si inserisce l’attentato di mercoledì scorso a Carini, dove ignoti hanno cosparso di benzina e incendiato circa venti vetture esposte nello showroom della “Sicily by Car” di Tommaso Dragotto.
I carabinieri e gli inquirenti seguono con la massima attenzione questi sviluppi, ipotizzando che dietro ai diversi raid ci sia una precisa strategia criminale. Il fenomeno del pizzo, di fatto mai cessato, sta tornando a farsi sentire con azioni evidenti e dal forte impatto dimostrativo.




