L’indizio è nel luogo scelto: il Teatro Politeama Garibaldi. Non è soltanto il palcoscenico della conferenza stampa di Cateno De Luca, ma il punto di partenza del racconto politico che accompagna il lancio del suo “Governo di liberazione”. Nel teatro dedicato al protagonista della Spedizione dei Mille, il lessico della “liberazione” si intreccia con la promessa di una Sicilia emancipata da quella che il leader di Sud chiama Nord definisce “schiavitù politica e gestionale romanocentrica”.
Il caldo torrido delle giornate da bollino rosso non ha scalfito la partecipazione. La sala era gremita, cittadini, iscritti e rappresentanti politici, da sinistra a destra, riempiono il Teatro Politeama. Dal palco ottocentesco De Luca illustra la sua idea di Sicilia: “Al di sopra dei partiti, che renda protagoniste le autonomie locali e i corpi intermedi e valorizzi il civismo municipale. Una Sicilia progressista, con le carte in regola, che frantumi l’oligarchia stagnante e puzzolente di certi politici, di certi lobbisti e di certi burocrati che hanno imposto e vorrebbero continuare a imporre il pizzo legalizzato al sistema Sicilia”.
I dieci principi e i dieci nuovi assessorati scandiscono il programma del leader di Sud chiama Nord. In oltre un’ora di intervento De Luca detta la linea: militanza a punti, competenza, meritocrazia e spazio ai giovani. Proprio su questi ultimi insiste in particolare: “Li finanzieremo, li sosterremo e li accompagneremo. Devono essere loro a dare una lezione ai mestieranti della politica, a chi sceglie di candidarsi soltanto quando ha la certezza di essere eletto”.
Il parterre di politici presenti alla convention di Palermo racconta il peso politico di Sud chiama Nord nel gioco delle alleanze in vista delle prossime Regionali. Mentre il campo largo discute di primarie e il centrodestra lavora per ricomporre gli equilibri, il partito di De Luca viene corteggiato e osservato con attenzione dai diversi schieramenti. Dalle prime file, gli ospiti di centrodestra e centrosinistra si sono spostati sul palco, chiamati a confrontarsi sulla sfida lanciata dal leader di Sud chiama Nord. Gli unici assenti sono stati i dirigenti di Avs, che hanno confermato la loro contrarietà a un’eventuale alleanza.
Dal centrodestra arrivano segnali di apertura, ma con posizioni diverse. Se da un lato emerge la disponibilità al confronto sul programma, dall’altro non manca la difesa sull’operato dell’attuale esecutivo. “Mi è piaciuta l’impostazione di De Luca, è riuscito a mettere nero su bianco un programma che ha degli elementi assolutamente liberali. Sui programmi ci confrontiamo con piacere, la scelta dell’uomo o della donna diventa secondaria”, ha detto Marianna Caronia, deputata regionale di Noi Moderati. Per Vincenzo Figuccia della Lega “l’approccio di De Luca è liberale e gli dico vai avanti, il confronto non mancherà”.
Più orientati alla difesa dell’attuale governatore Fratelli d’Italia e Forza Italia. “Il governo Schifani sul piano economico ha raggiunto risultati insperati, è ingiusto criticarlo. Il programma di De Luca è ampiamente condivisibile anche perché è sovrapponibile a quello del centrodestra. Per il futuro siamo meno interessati alle persone e più al programma. Siamo aperti al dialogo, possiamo tranquillamente trovare un’intesa per un programma comune: ci si siede a tavolino, si disegna il perimetro della coalizione e si prenderanno le scelte”, ha commentato il commissario regionale di Fratelli d’Italia Luca Sbardella. Sulla stessa lunghezza d’onda l’azzurro Gaspare Vitrano: “Le idee del programma di De Luca sono condivisibili, alcune sono nel programma del governo Schifani che ha raggiunto ottimi risultati”.
Anche dal centrosinistra arrivano segnali di apertura: “Faccio un complimento a De Luca, oggi finalmente ho sentito parlare di programmi, pur non condividendo parte di quello che ha detto. Chi dimostra concretamente di prendere le distanze dal modello del centrodestra, come avvenuto ad esempio in occasione della mozione di sfiducia, può diventare un interlocutore”, ha commentato Luigi Sunseri, deputato del Movimento 5 Stelle. Proprio l’apprezzamento di Sunseri è stato ricambiato da De Luca durante il suo intervento conclusivo, quando lo ha definito “l’assessore al bilancio ideale”.
Per il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo, “l’iniziativa, partita con un video di Pio La Torre, ha toccato le corde del Pd su legalità e rapporto mafia-politica. Questo governo Schifani è stato il peggiore che io ricordi”.
Più freddo invece il commento di Gandolfo Lo Verde di Controcorrente: “Bisogna ridare credibilità alle istituzioni, noi in modo netto abbiamo detto da che parte vogliamo stare e da che parte non vogliamo stare”.
Sul tavolo tanti temi: dalla lotta alla mafia alla Super Zes, passando per una nuova idea di politica.
Alla convention di Palermo De Luca ufficializza la sua corsa e prova a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella partita per Palazzo d’Orléans. Dal palco del Politeama lancia l’identikit del prossimo presidente della Regione: “Onesto, competente, libero, coraggioso, responsabile, spregiudicato, instancabile, con un consenso personale che va al di là delle appartenenze politiche di centrodestra e centrosinistra”. Poi lancia la sfida agli avversari: “Se trovate un curriculum migliore del mio fatemelo sapere”.




