Condividi
Nuovi fondi in arrivo

La Sicilia tra erosione costiera e cambiamenti climatici, Savarino: “Evento catastrofico. Imprese balneari? Al lavoro per i ristori”

sabato 24 Gennaio 2026

La Sicilia si rialza dopo il ciclone Harry. Continua a salire la stima dei danni causati dall’anomala ondata di maltempo che si è scagliata contro l’Isola, con effetti devastanti dall’arcipelago delle Eolie a Lampedusa e Linosa, mettendo a serio repentaglio la viabilità delle Isole minori. Interi litorali rasi al suolo e cancellati hanno riacceso i riflettori sulla sicurezza delle coste e sulla prevenzione. Un tema, quello della fragilità del suolo, che questa volta è stato costretto a fare i conti con i repentini cambiamenti climatici che in pochi anni hanno mutato il volto del Mediterraneo.

Il ciclone Harry ha superato le aspettative, infrangendo record, seppur non proprio positivi. Secondo le osservazioni Ispra sarebbe stata registrata un’onda massima di 16,6 metri a ridosso del Canale di Sicilia. Più o meno un palazzo di cinque piani, per avere un’idea più chiara. Picchi che hanno superato anche la tempesta Gloria, circa 14,2m nel gennaio 2020 alle Baleari.

Un evento dunque straordinario, che impone comunque delle riflessioni, considerando anche gli ultimi dati registrati da Legambiente che disegnano un quadro da non sottovalutare, con un focus particolare sulle province di Messina, Agrigento, Trapani e Ragusa. Oltre il 6% della costa è andato perduto negli ultimi quindici anni e il 77% della fascia costiera è a serio rischio di erosione. Mentre il 56% delle coste è stato cancellato dall’avanzata del cemento legale e illegale. A questo si aggiunge che dal 2010 a giugno 2024 è aumentato il numero degli eventi meteo estremi nei comuni costieri, con la Sicilia al primo posto con quasi il 21% del totale nazionale.

Una fotografia nitida scattata anche dagli ultimi dati Ispra di questa estate, con oltre 1.890 km di spiagge italiane che hanno subito cambiamenti significativi tra il 2006 e il 2020, con alterazioni dell’assetto della linea di riva superiori a 5 m, pari a circa il 23% dell’intera costa, ovvero al 56% delle sole spiagge, con 965 km che risultano in avanzamento e 934 km in erosione. L’Agrigentino e il Messinese si confermano tra le province italiane con il maggior numero di chilometri di costa in erosione e con significativi cambiamenti nel periodo 2006-2020. La Sicilia si trova così al secondo posto per chilometri di spiagge in erosione e in avanzamento nel 2020 rispetto al 2006, dietro alla sola Calabria.

Non c’erano barriere che potevano reggere, alcuni pannelli in mare sono stati smantellati e le rocce sono finite sul litorale. E’ stato un evento catastrofico e raro. E’ chiaro che dobbiamo proteggerci dai cambiamenti climatici e su questo ci stiamo lavorando“. Così l’assessore al Territorio a all’Ambiente Giusi Savarino, che ha lanciato un appello ai sindaci di “caricare i loro progetti anche di fattibilità sulla piattaforma Rendis, che è un requisito tecnico indispensabile per poter accedere a fondi extraregionali sull’erosione della costa. E’ una piattaforma che ti dà anche la misura della gravità e dell’urgenza  dell’intervento, rischio vita, strade, quindi è un requisito assolutamente importante. Ho mandato già delle note insieme al mio dirigente a tutti i sindaci costieri per spiegare come funziona e cosa fare“.

La prevenzione diventa così il primo strumento utile per cercare di alleviare i danni catastrofici che uno straordinario evento meteorologico può trascinare dietro di sé. Il database informatico Rendis (Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo) è un sistema fondamentale per la pianificazione degli interventi strutturali e per la valutazione del rischio sul territorio. Gestito dall’Ispra, per conto del ministero dell’Ambiente, la piattaforma nazionale è utilizzata per monitorare, proporre e finanziare interventi contro il dissesto idrogeologico in Italia, con accesso riservato a Regioni, Autorità di distretto e Ministero. Ad oggi però sono pochi i Comuni siciliani ad aver caricato i propri progetti sul Rendis. Il motivo? Tra le possibili ipotesi anche quelle relative alle tempistiche burocratiche, legate alle autorizzazioni ambientali e alla progettazione. Alcuni amministratori, infatti, preferirebbero concentrarsi su progettazioni a breve margine.

Il tema dell’erosione costiera non è passato inosservato in assessorato e gli interventi in questi ultimi anni non sono mancati: “Eravamo già attivi per recuperare ulteriori risorse – ha spiegato l’esponente della giunta Schifani – ne abbiamo recuperate alcune. Tra i 21 interventi finanziari annunciati dal Mase alcuni riguardano l’erosione della costa. Quindi sono soldi aggiuntivi oltre ai 50 milioni con i fondi Fsc. Abbiamo riprogrammato dei fondi, finanziato una vecchia graduatoria per altri 75 milioni di euro, graduatoria che era rimasta senza fondi dopo il Covid, perché erano stati impiegati per la pandemia e stiamo per uscire con altri fondi per l’erosione della costa“. 

Il primo censimento, stilato dalla Protezione civile regionale e presentato dal presidente della Regione Renato Schifani, al termine della giunta straordinaria convocata giovedì scorso nella quale è stato dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale, stima una cifra provvisoria dei danni superiore ai 740 milioni di euro. Inoltre, sono stati stanziati 50 milioni di euro di risorse regionali immediatamente spendibili per affrontare le situazioni più gravi nei territori ed è stato deliberato un disegno di legge finanziario che, una volta approvato dall’Ars, consentirà di accedere a 20 milioni di fondi globali. Via anche alla richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale.

Tra gli esclusi di questa quantificazione i danni economici subiti dalle attività produttive, ricettive e turistico-balneari. All’interno del comparto, in attesa di nuovi sviluppi, la preoccupazione è tanta. L’assessore Savarino ha però rassicurato, ribadendo il suo impegno in sinergia con il governatore: “Stiamo lavorando perché normalmente il rischio mareggiata rientra per loro nel rischio di impresa. Questa però non è stata una mareggiata, è stato un ciclone, un evento catastrofico straordinario, per cui, con il presidente Schifani, chiederemo nell’ordinanza ministeriale di inserire la voce di ristori anche per loro“.

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Riforma della dirigenza, Abbate: “Presentati 26 emendamenti, evitare che la riforma si blocchi” CLICCA PER IL VIDEO

Il presidente della I Commissione Ignazio Abbate ha deciso di allungare i tempi per la presentazione degli emendamenti, fissando il nuovo limite a martedì 16 giugno

BarSicilia

Maria Terranova a Bar Sicilia: “Termini Imerese modello per il campo largo. Candidata alle regionali? Continuo a fare la sindaca” CLICCA PER IL VIDEO

Ospite di Bar Sicilia la regina delle preferenze in quest’ultime elezioni amministrative, la sindaca di Termini Imerese Maria Terranova

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.

ilSicilia.it