“Sono stato messo alla porta“. Dall’emendamento fake al ben servito al campo largo. Ismaele La Vardera è “controcorrente”. L’ex Iena è pronto a correre da solo, già dalle prossime amministrative, dopo lo scandalo dell’emendamento fake in Finanziaria, approvato la notte di sabato 20 dicembre. Dall’assessore Alessandro Dagnino agli (ormai ex?) alleati, il deputato regionale ha sparato a zero sulle ultime vicende che l’hanno visto protagonista.
Dagnino diffida La Vardera
In una diretta sui propri canali social, La Vardera ha reso pubblica la diffida ricevuta da parte dell’assessore all’Economia. Il leader di Controcorrente ha ricostruito quei giorni: “Sono stato da lui quattro giorni prima e non ha capito nulla“. Nella diffida l’esponente della giunta Schifani si è difeso, smentendo l’incontro con La Vardera e ribadendo di essere venuto a conoscenza dell’emendamento solo la sera stessa.
“Giovedì sera a Piazza Pulita su La7 smentirò l’assessore. Mi auguro che tutti chiedano le dimissioni di Dagnino e che tutte le opposizioni compatte chiedano le dimissioni di un assessore incompetente e bugiardo. Non l’ho fatto per ridicolizzare le opposizioni o per dimostrare che i miei colleghi non controllano. Riconosco che la stessa sera può esserci confusione. Ho dato responsabilità solo al governo. Sono stato attaccato dal capogruppo del Partito Democratico Catanzaro e dai deputati del Movimento 5 Stelle Sunseri e Varrica che hanno detto che ho fatto show e che non si fa così opposizione. Ho dimostrato che c’è un governo allo sbando e un assessore che non è in grado. Il governo e i deputati della maggioranza non hanno fatto un post e ad attaccarmi è stato chi domani dovrebbe essere il mio alleato. Anche il Movimento 5 Stelle ha fatto un emendamento fake“.
Quest’ultimo riferimento è legato all’articolo 5 della Manovra, gli incentivi agli investimenti privati mediante interventi edili, con un emendamento a firma M5S, approvato, che recita: “Al comma 3, dopo le parole “parti comuni” sono aggiunte le seguenti parole: “nonché alle imprese aggiudicatarie per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina secondo il progetto pubblicato sulla rivista Topolino, numero 1401 del 3 ottobre 1982″“.
Addio al campo largo
“E’ sistema malato che ho raccontato e denunciato“. Ha proseguito La Vardera, che ha puntato il dito contro gli esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle.
“Controcorrente non è tollerato dalla maggioranza, verrebbero farmi fuori, non dico anche le opposizioni, perché sono brave persone. Capisco che posso stare sulle palle, ma non chi denigra il mio lavoro che non è uno show. Non ho solo denunciato, ma anche presentato una lettere al presidente Galvagno con delle proposte“. Poi l’annuncio: “Oggi prendo la scelta che Controcorrente, fino ad un chiarimento serio, si tira fuori dal campo progressista. Controcorrente esce fuori. Sarei dovuto andare questa sera ad una riunione e non andrò. Alle amministrative andremo da soli“.
“Sono stato messo alla porta da questi atteggiamenti“. Ha dichiarato in diretta l’ex Iena che ha chiamato in causa anche i segretari regionali: “Chiedono una loro posizione. Barbagallo cosa ne pensa delle dichiarazioni del suo capogruppo? Non siamo in vendita e non abbiamo paura di andare da soli. La solitudine è un problema perché ti espone e non sai cosa può succedere. Ho ricevuto chiamate dai vertici dello Stato italiano. Mi hanno detto che quello che ho fatto crea precedenti pericolosi. Mi definiscono cellula impazzita. Stiamo pronti perché adesso potrebbe succedere di tutto“.
Lasciato il passato alle spalle si guarda al futuro. Il prossimo appuntamento è ormai alle porte. “Il 14 febbraio presenteremo il nostro programma. Mobilitiamoci tutti su Palermo. Sarà la nostra festa. Un anno dalla nostra nascita. Ho un po’ di timore. La mia posizione solitaria non è bella. Controcorrente va vista come una risorsa, che porta la gente a votare e a credere nella politica“.
L’annuncio poche ore prima della diretta
“Il quadro delle ultime 72 ore dimostra una chiara volontà di fare fuori Controcorrente dal dibattito all’interno del cosiddetto campo alternativo a Schifani. Evidentemente alcuni soggetti non vedono il nostro movimento come una risorsa che parla al cuore dei siciliani, e che riporta al voto un elettorato che nessun altro movimento è in grado di riportare, ma come un soggetto ‘pericoloso’ che fuori da ogni schema mette paura ai suoi stessi alleati che, forse, hanno paura di perdere consensi. A noi non piace il politichese ed è giusto che i siciliani sappiano che, al momento, la nostra scelta è quella di sfilarci dal campo progressista, un campo confuso in cui spesso vale tutto. Dove si offre spazio a chi dice ‘Francia o Spagna purché se magna‘”. Lo dice il deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera.
“Rivendichiamo la nostra posizione di coerenza e di opposizione intransigente. Inoltre, chiediamo scusa ai colleghi che si sono sentiti ‘offesi’ dall’emendamento fake e che, anziché chiedere le dimissioni di Dagnino, hanno preferito attaccare noi. Il 14 febbraio, a un anno dalla nascita di Controcorrente, a Palermo lanceremo il nostro programma per una Sicilia diversa che riparte da quelle menti brillanti che non hanno più spazio in politica. Dimostreremo che la nostra forza ha le idee chiare e la spina dorsale giusta per cambiare davvero questa terra. Auguriamo agli altri buon lavoro, consapevoli che la Sicilia chiede chiarezza e un campo realmente coerente. Siamo consapevoli che questa posizione di isolamento politico, non per colpa nostra, è ‘pericolosa’ e ci espone ad attacchi da più fronti. Ma siamo sereni, perché non siamo in vendita. Siamo e resteremo sempre Controcorrente, con le idee chiare e mentre attendiamo che questo campo progressista si schiarisca le idee e rinsavisca nel metodo e nel merito dei partecipanti, preferiamo proseguire in autonomia. Annunciamo inoltre che non parteciperemo sin da ora e fino a data da destinarsi, a riunioni sia al tavolo regionale, sia a quelli per le amministrative nei Comuni“.



