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I lavori a Palazzo dei Normanni

La vertenza Almaviva nelle Commissioni Ars: stop all’emendamento, apertura in audizione

martedì 7 Aprile 2026
Sit in protesta lavoratori Almaviva a Palazzo d'Orleans

Si apre una delle settimane più importanti per gli ex Almaviva. Una vertenza lunga ormai mesi e che inizia a intravedere una speranza all’orizzonte. La partita si gioca tra le mura di Palazzo dei Normanni. Dopo numerosi sit-in e presidi, da Palazzo d’Orleans all’assessorato alla Salute, le 387 famiglie osservano con attenzioni le attività dell’Ars. Oggi i lavori in Commissione, domani, in calendario, l’approdo a Sala d’Ercole del ddl stralcio proveniente dalla VI Commissione, presieduta da Pippo Laccoto.

Stop (momentaneo) all’emendamento in II Commissione

La scorsa settimana si è conclusa con un nulla di fatto. Il presidente dell’Assemblea Gaetano Galvagno si era fatto carico degli appelli di lavoratori e sindacati, presentando in conferenza dei capigruppo una proposta per legare al numero unico europeo 116-117 il bacino degli ex lavoratori Almaviva. Un accordo che non si è formalizzato, slittando tutto a dopo Pasqua e lasciando spazio alla votazione del bilancio consolidato e della variazione di bilancio, in relazione alla cancellazione del debito delle Regioni nei confronti dello Stato riguardante le anticipazioni di liquidità (CLICCA QUI).

Oggi è andato in scena un remake. L’emendamento, a firma di tutti i capigruppo, sia di maggioranza sia di opposizione, è stato sottoposto al vaglio della II Commissione Bilancio, guidata da Dario Daidone, inserito in un vasto fascicolo di proposte di modifica riguardanti proprio il disegno di legge di carattere ordinamentale, con gli articoli di competenza scartati dall’ultima Finanziaria regionale.

L’emendamento, però, non ha ottenuto il lascia passare e l’esame è stato rinviato a domani, in attesa di una documentazione aggiuntiva e più dettagliata da parte dell’assessore Daniela Faraoni. Indiscrezioni parlano di animi accesi e discussioni infuocate. Un clima non molto diverso da quello registrato in capigruppo. Tensioni prettamente di natura politica. Il rischio, però, è che non possa trovare spazio all’interno del disegno di legge che domani sarà votato a Sala d’Ercole.

La misura ha l’obiettivo di dare tempestiva attivazione al servizio e applicare le disposizione per l’individuazione del personale già approvate con la legge di Stabilità di fine anno. In quel contesto, nel corso del rush finale, fu avanzata e approvata una proposta che apriva alla possibilità di coinvolgere i lavoratori Almaviva nell’implementazione delle infrastrutture digitali previste dall’articolo relativo all’abbattimento delle liste d’attesa. Da quel momento in poi è piombato il silenzio.

L’audizione in V Commissione

Mentre era in corso l’esame degli emendamenti, alla presenza degli assessorati competenti, alla Salute e alle Attività Produttive, al secondo piano di Palazzo dei Normanni il tema è stato trattato, ma sotto un’altra veste. La V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro, presieduta da Fabrizio Ferrara, ha convocato in audizione i sindacati: Francesco Assisi, segretario generale Fistel Cisl Sicilia, Carmelo Giuffrida, segretario generale Ugl Sicilia, Marco Scramuzza, segretario generale della Uil fpc Sicilia, e Fabio Maggio, segretario generale Slc Cgil Palermo.

In V Commissione è andata un po’ meglio. Un primo incontro, dopo circa due anni e mezzo, di pura interlocuzione tra le parti. I sindacati hanno così chiesto la necessità un’accelerazione per quanto riguarda il numero 116-117 e di far luce sull’altro progetto, quello sulla digitalizzazione, ancora fermo all’anno zero. La Commissione ha dimostrato interesse, aprendo le porte alle richieste, e assunto l’impegno, rinviando ad una nuova convocazione, questa volta anche con gli assessorati al Lavoro e alla Sanità.

I progetti sul tavolo

Ad oggi le strade percorribili sono due.

Passi avanti sono stati compiuti per quanto riguarda il progetto 116-117. Il decreto sul numero unico europeo per l’accesso alle cure mediche non urgenti è stato firmato e le risorse stanziate sono state assegnate al soggetto realizzatore (Tim) per l’attuazione dell’infrastruttura tecnologica utile all’avvio del servizio. I tempi per la realizzazione della piattaforma sono stimati in due o tre mesi, al termine dei quali dovrà essere definita la parte organizzativa, con la definizione del modello di gestione, l’individuazione del personale sanitario e degli addetti alla gestione delle chiamate. Una risposta, però, che non sancisce ancora né l’effettiva operatività del servizio né, soprattutto, il riassorbimento dei lavoratori coinvolti nella vertenza.

Per quanto concerne invece la digitalizzazione delle cartelle cliniche non è stato presentato formalmente alcun progetto alla struttura assessoriale. Il servizio è stato realizzato ed è già operativo in altre Regioni d’Italia e nei vari incontri è stato indicato come una delle possibili soluzioni per la ricollocazione della restante parte dei lavoratori.

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