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L’Ars alla fine approva l’esercizio provvisorio ma in Aula è bagarre. Asse Pd 5 Stelle

venerdì 29 Dicembre 2017

L’Assemblea regionale siciliana ha approvato il disegno di legge sull’esercizio provvisorio, limitato alle sole norme finanziarie. In Aula al momento del voto erano presenti 60 deputati. Sono stati 31 i voti favorevoli al ddl. Le forze d’opposizione si sono astenute.

Il voto in Aula è stato accompagnato da polemiche. Pd e M5s, che ritengono il voto non valido, hanno convocato una conferenza stampa. Ma il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ha ritenuto valida la votazione del ddl sull’esercizio provvisorio, che sarà in vigore fino al 31 marzo.

Con un emendamento, via libera anche alla norma sui disabili, che prevede la semplificazione della procedura per l’erogazione dei fondi. Non sono mancati momenti di tensione in Aula, quando il Movimento 5 Stelle ha contestato l’approvazione del testo, poiché alla verifica dei presenti e il momento della votazione, i deputati dell’opposizione hanno estratto la tessera elettronica dall’apposito congegno che consente di votare. Una polemica che il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha subito rintuzzato dicendo che “non votare l’esercizio provvisorio avrebbe provocato un grave danno economico alla Sicilia e ai siciliani che si sostiene volere difendere”.

“L’Ars delle banane. Miccichè ha calpestato il regolamento, così si comprime la democrazia. Mai visto nulla di simile”. Il Movimento 5 stelle all’Ars attacca a testa bassa “dopo il voto-farsa all’Ars sul disegno di legge sull’esercizio provvisorio, senza il numero legale”. La capogruppo del Movimento, Valentina Zafarana, assieme al vicepresidente dell’Ars Giancarlo Cancelleri e al capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo, hanno dato vita ad una conferenza stampa improvvisata a chiusura dell’Aula per denunciare il “vergognoso comportamento del presidente dell’Ars Miccichè che ha consentito l’approvazione del ddl senza numero legale”.

“Non si è mai visto – hanno aggiunto i tre – che la presenza in Aula venga determinata dal numero dei tesserini, è sempre stata calcolata dal numero dei voti, tanto è vero che quando si effettua la verifica del numero legale si chiede di votare con uno dei tre tasti: il rosso, il verde o il bianco”.

“Dopo il voto – ha affermato Cancelleri – Musumeci se ne è andato con la testa bassa e la coda fra le gambe per quello che aveva combinato Miccichè. Quello che è successo è inaccettabile e oltretutto ha coperto il vero dato politico: non c’è una maggioranza”.

 

 

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