Ricorre oggi il trentaquattresimo anniversario dalla morte di Libero Grassi, l’imprenditore che il 29 agosto 1991 venne brutalmente ucciso dalla mafia a Palermo.
A distanza di anni Grassi viene ancora oggi ricordato per il suo coraggio e per aver dato vita ad una nuova stagione di lotta alla mafia, colpendo al cuore quella società civile che fino ad allora non era ancora riuscita a fare concretamente i conti con le estorsioni. Resta impressa nella memoria la sua lettera aperta, scritta nel gennaio 1991, pubblicata dal Giornale di Sicilia, al suo “ignoto estorsore” per chiedergli di “risparmiare telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia“. Libero Grassi in questa sua battaglia era stato lasciato solo soprattutto dagli imprenditori.
Il ricordo della politica
Tanti i messaggi provenienti dal mondo della politica siciliana in memoria di Libero Grassi.

In occasione dell’anniversario, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha ricordato “l’esempio straordinario di Libero Grassi ha aperto una breccia che ha squarciato un muro di paure ed ha fatto luce sull’oppressione del racket delle estorsioni mafiose. Una voce inedita in tempi difficilissimi che si è lentamente, ma coraggiosamente trasformata in un coro che ha, di fatto, cambiato una cultura di sottomissione. Ricordarlo e ringraziarlo è fondamentale anche per contribuire ad imitarne le azioni ed abbattere le ultime barriere di reticenza ancora presenti nella nostra società. Grassi, da imprenditore e cittadino, ha dimostrato infatti che la mafia si può e si deve combattere quotidianamente attraverso gesti ‘normali’ come un diniego ai soprusi. Per questo il suo NO è il manifesto più genuino di una Sicilia normale“.

“Palermo si ferma per ricordare un uomo coraggioso, un imprenditore onesto che ha avuto la forza di dire no al pizzo, sfidando apertamente la mafia in anni in cui farlo significava firmare una condanna a morte. La sua testimonianza è un monito ancora attuale e necessario“. Ha dichiarato il sindaco di Palermo Roberto Lagalla che ha aggiunto come “oggi, accanto alla memoria, siamo chiamati alla responsabilità. L’esortazione dei familiari di Libero Grassi ci invita a guardare con onestà alla realtà: non bastano le celebrazioni, serve un impegno concreto per sottrarre spazio e consenso alla criminalità, soprattutto nei quartieri più fragili della nostra città. Dobbiamo offrire alternative vere: scuole, servizi, lavoro, cultura. È lì che si gioca la battaglia più profonda contro la mafia. A nome della città, rinnovo l’impegno dell’Amministrazione comunale nel contrasto alla cultura mafiosa, non solo con la repressione e la denuncia, ma anche e soprattutto con la costruzione di opportunità. Onorare Libero Grassi significa agire ogni giorno affinché nessuno sia più costretto a scegliere tra il silenzio e la morte“.

Il ricordo di Grassi arriva fino a Roma. Il presidente del Senato Ignazio La Russa si è espresso attraverso i propri canali social: “Sono trascorsi 34 anni da quando l’imprenditore Libero Grassi venne ucciso a Palermo per aver detto no al pizzo e alla mafia, pagando con la vita la sua integrità. La sua testimonianza è tuttora un esempio di dignità e responsabilità che la Nazione ha il dovere di custodire e trasmettere alle future generazioni“.

L’assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo ha sottolineato come “oggi non celebriamo solo l’anniversario di un omicidio di mafia, ma ricordiamo la scelta di un uomo che decise di non abbassare la testa. Libero Grassi non è una foto in bianco e nero: è un esempio che dovrebbe interpellarci ogni giorno. Troppo spesso la parola antimafia viene ridotta a un rito di circostanza. E invece dovrebbe diventare pratica quotidiana: nel mondo dell’impresa, nella politica, nei comportamenti dei cittadini. Grassi ci ha insegnato che dire no non è un atto eroico, ma una scelta normale di dignità. È questo il messaggio che dobbiamo avere il coraggio di ripetere, senza paura e senza alibi“. Tamajo ha infine sottolineato l’attualità dell’appello lanciato in questi giorni dalla figlia di Libero Grassi, Alice: “Ha ragione quando denuncia il disinteresse della società civile. La mafia non spara come un tempo, ma continua a insinuarsi nell’economia, nei quartieri, nei rapporti sociali. Per questo il miglior modo di ricordare Libero Grassi è costruire ogni giorno alternative credibili: lavoro, opportunità, sviluppo sano“.

L’europarlamentare di Avs Leoluca Orlando ha ricordato come Grassi fosse “un punto di riferimento culturale, una persona dalla forte etica. Un uomo scomodo perché il mondo degli industriali era legato a doppio filo alla mafia. A distanza di 34 anni dal suo omicidio continua ad essere punto di riferimento ed esempio di una nuova coscienza civile per gli imprenditori. Il sacrificio di Grassi non è stato vano ma purtroppo molte attività commerciali, come evidenziano recenti inchieste, continuano ad essere vessate dalla mafia con richieste di pizzo. Cosa nostra continua ad infiltrarsi nell’economia e a prosperare nelle aree di fragilità sociale“. Orlando ha ricordato, inoltre, la moglie di Grassi, Pina Maisano “che per anni continuò con grande impegno civile la battaglia di Libero Grassi dentro e fuori le istituzioni“.

“A 34 anni di distanza dall’uccisione di Libero Grassi, Palermo e la Sicilia non dimenticano il suo coraggio“. Ha dichiarato il deputato regionale di Forza Italia Marco Intravaia. “L’imprenditore – ha aggiunto – si oppose al pagamento del racket e questa decisione gli costò la vita. Oggi sono ancora in tanti ad essere vittima di taglieggiamento e fortunatamente sono in aumento anche le denunce, ma la mafia continua a mantenere il controllo di pezzi di territorio e ad imporre il pizzo a tanti imprenditori. La battaglia di Libero Grassi è un esempio per tutti a non abbassare la guardia di fronte al ricatto mafioso“.

Il vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana Mario Giambona ha evidenziato come “il suo coraggio continua ad essere un monito e una guida per tutti noi, soprattutto per i giovani siciliani che vogliono costruire una terra libera dalla criminalità organizzata, dalla magia e fondata sulla dignità del lavoro e della legalità. Il ricordo di Grassi non può e non deve esaurirsi nella commemorazione ma deve tradursi in impegno concreto: nel sostenere le imprese che denunciano, nel rafforzare l’educazione alla legalità nelle scuole, nel contrastare ogni forma di collusione tra politica, economia e mafie. È da questo che passa il futuro della Sicilia. Al momento la normativa risulta efficiente, ma inevitabilmente ha bisogno di essere aggiornata e rafforzata con nuove risorse e nuovi strumenti. Per questo motivo nei prossimi giorni presenterò una proposta che prevede un maggiore supporto alle vittime e nella prevenzione dei reati“.
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