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L'inchiesta

Mafia, condanne definitive per il business della marijuana: scattano 10 arresti tra Caltanissetta e Palermo CLICCA PER IL VIDEO

sabato 7 Febbraio 2026

Si chiude definitivamente il cerchio sull’inchiesta che ha svelato l’esistenza di una vera e propria filiera industriale della marijuana tra le province di Caltanissetta e Palermo. I Carabinieri del Nucleo Investigativo nisseno, con il supporto dei colleghi di Palermo, Partinico e Misilmeri, hanno eseguito gli ordini di carcerazione per dieci persone, condannate con sentenza passata in giudicato a pene che oscillano tra i 5 e i 10 anni di reclusione.

Il provvedimento colpisce i membri di un’organizzazione criminale strutturata, specializzata nella coltivazione su vasta scala e nel traffico di stupefacenti. Se cinque dei condannati si sono costituiti spontaneamente lo scorso 4 febbraio, per gli altri cinque l’arresto è scattato nelle scorse ore, segnando la parola “fine” su un iter giudiziario iniziato nel 2022.

L’indagine: un tesoro verde nel vigneto

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Caltanissetta, era nata nel giugno 2021 dopo il ritrovamento di 15.000 piante a Butera. Il culmine delle indagini fu però raggiunto il 21 giugno 2022 nelle campagne di Riesi, in contrada Figotto. Qui, un blitz imponente che coinvolse lo Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” e il Nucleo Elicotteri portò alla scoperta di una piantagione colossale: 20.000 piante di marijuana tipo «skunk», abilmente nascoste tra i filari di un vigneto per sfuggire ai controlli dall’alto.

Un business da 16 milioni di euro

L’organizzazione non si limitava alla coltivazione, ma gestiva l’intero ciclo biologico e logistico. I Carabinieri hanno accertato l’uso di camion con doppifondi ingegnosi ricavati nei cassoni, utilizzati per trasportare tonnellate di droga in tutta la Sicilia. Il sequestro di allora, circa 8 tonnellate di sostanza, sottrasse al mercato illecito un profitto stimato in 16 milioni di euro.

I nomi

I destinatari dei provvedimenti restrittivi sono: Salvatore Martini (Belmonte Mezzagno), Pietro D’Angelo, Antonino Chiovaro, Atanasio Fava, Gaetano Cordova (Palermo), Pietro Canestro, Nunzio Settimo, Massimiliano Cottonaro (Partinico), Giovanni Giuseppe Lonobile e Giuseppe Alessandro La Marca (Riesi).

Tutti gli arrestati sono stati trasferiti presso diverse strutture carcerarie per espiare le pene residue, confermando l’efficacia dell’azione di contrasto al narcotraffico condotta dall’Arma dei Carabinieri e dalla Magistratura nissena.

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