Oggi Palermo si raccoglie nel ricordo di due uomini che hanno scelto di non arretrare davanti alla mafia: il giudice Gaetano Costa e il vice questore Ninni Cassarà.
“Le loro storie appartengono a stagioni diverse della stessa battaglia, ma sono unite da un identico tratto: il coraggio di restare fedeli al proprio dovere quando farlo significava mettere a rischio la propria vita. Ricordarli non significa soltanto celebrare due eroi. Significa interrogare la nostra coscienza civile. La mafia non ha cercato soltanto di uccidere delle persone: ha tentato di cancellare l’idea stessa che lo Stato potesse essere libero, credibile e più forte della paura. Non ci è riuscita, perché il loro esempio ha continuato a generare responsabilità, impegno e speranza. Il mio pensiero va anche a chi è stato assassinato insieme a Ninni Cassarà, l’agente Roberto Antiochia, che gli era accanto fino all’ultimo istante, e a tutte le donne e gli uomini che hanno condiviso il peso della lotta contro Cosa nostra, spesso nel silenzio e lontano dai riflettori. Ogni nome spezzato dalla violenza mafiosa è una parte della storia della nostra città e della nostra democrazia.
“Nel giorno dell’anniversario del loro assassinio, vogliamo rendere omaggio al magistrato Gaetano Costa, al vice questore Ninni Cassarà e all’agente di scorta Roberto Antiochia. È nostro obbligo morale mantenere viva la memoria di questi servitori dello Stato, uccisi barbaramente nelle estati del 1980 e del 1985. Il loro sacrificio continua a rappresentare una delle pagine più alte del coraggio e del senso dello Stato nella lotta alla mafia. Custodiamo l’esempio che ci hanno lasciato rinnovando ogni giorno l’impegno delle istituzioni nel contrasto a ogni forma di criminalità organizzata e promuovendo i valori della legalità tra le nuove generazioni”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
“A noi spetta il compito più difficile: fare in modo che la memoria non diventi un rito. La memoria è autentica solo se sa trasformarsi in scelte quotidiane, in educazione alla legalità, in istituzioni credibili, in una comunità che non accetta compromessi con l’illegalità e non lascia mai soli coloro che difendono il bene comune. Palermo onora oggi Gaetano Costa e Ninni Cassarà con gratitudine e rispetto. Ma il modo più vero per essere all’altezza del loro sacrificio è continuare a costruire una città in cui la libertà non sia un privilegio conquistato da pochi, bensì un diritto garantito a tutti. È questo il significato più profondo della loro eredità, ed è l’impegno che, come sindaco, rinnovo davanti alla città”. Lo dichiara il sindaco Roberto Lagalla.

“Oggi ricorre il quarantunesimo anniversario dell’assassinio del commissario Ninni Cassarà, insieme all’agente di scorta Roberto Antiochia. Caddero sotto i colpi di Kalashnikov a pochi passi da casa, condannati a morte dalla mafia che vedeva nelle indagini di Cassarà un serio pericolo per sé e i suoi interessi. Dopo oltre un quarantennio, il loro sacrificio non è stato vano: Cassarà e Antiochia sono un esempio per tutti noi, istituzioni e società civile, a procedere sulla via della trasparenza e della legalità. Da allora molte sono state le vittorie dello Stato sulla mafia, ma non bisogna mai abbassare la guardia perché la criminalità organizzata è sempre pronta a rialzare la testa”. Sono le parole del deputato regionale Marco Intravaia, componente della Commissione Regionale Antimafia, nel ricordare il commissario Ninni Cassarà ucciso insieme all’agente di scorta Roberto Antiochia nel 41° anniversario della loro morte.
“Ci sono uomini dello Stato che hanno scelto di servire le istituzioni fino alle estreme conseguenze, consapevoli dei rischi ma determinati a non arretrare di fronte alla violenza

mafiosa. Nel ricordare gli anniversari dell’assassinio del Procuratore Gaetano Costa, del vicequestore Ninni Cassarà e dell’agente della polizia Roberto Antiochia, rendiamo omaggio a tre servitori dello Stato che, con coraggio, competenza e senso del dovere, hanno segnato una stagione decisiva nella lotta a Cosa Nostra”. Lo scrive sui social la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo, sui delitti di mafia avvenuti il 6 agosto del 1985. “Gaetano Costa – aggiunge la presidente Colosimo – interpretò il ruolo del magistrato con assoluta indipendenza e rigore. Firmò personalmente importanti provvedimenti nei confronti di esponenti mafiosi, scegliendo di non piegarsi all’isolamento e alle intimidazioni. La sua fermezza dimostrò che la giustizia non può conoscere compromessi quando sono in gioco la legalità e la credibilità dello Stato”.
“Ninni Cassarà – ricorda Chiara Colosimo – fu tra i più straordinari investigatori della polizia. Il suo lavoro, sviluppato in stretta collaborazione con Giovanni Falcone e con il pool antimafia, contribuì alla realizzazione del rapporto ‘Greco + 161’, uno dei pilastri investigativi che rese possibile il maxiprocesso a Cosa Nostra, e alle indagini dell’operazione Pizza Connection, che portarono alla luce i legami internazionali del traffico di stupefacenti gestito dalla mafia siciliana. Accanto – continua la presidente dell’Antimafia – a lui cadde Roberto Antiochia, giovane agente che, pur trasferito a Roma, scelse volontariamente di tornare a Palermo per garantire la sicurezza del suo dirigente. Morì nel tentativo di proteggerlo, incarnando i più alti valori del servizio, della lealtà e del sacrificio. La memoria del loro esempio non appartiene soltanto al passato: è un impegno che continua a guidare le istituzioni nel difendere la legalità, rafforzare la giustizia e contrastare ogni forma di criminalità organizzata”.
Funzionari di Polizia rendendo omaggio a tre vittime di Cosa Nostra .Il vice questore aggiunto Ninni Cassarà e l’agente della scorta Roberto Antiochia vennero assassinati da Cosa Nostra il 6 agosto 1985 mentre rientravano presso l’abitazione del dirigente al termine di una giornata di lavoro. Cinque anni prima in quella stessa giornata venne ucciso il procuratore Gaetano Costa, “per la fermezza, l’indipendenza e il rigore con cui esercitò la funzione requirente, rifiutando ogni compromesso con il potere mafioso”.
Ninni Cassarà “fu uno dei più brillanti investigatori della Polizia di Stato e offrì un contributo decisivo alle indagini che avrebbero consentito di colpire l’organizzazione mafiosa con il maxiprocesso – ricorda l’Anfp– Al suo fianco cadde Roberto Antiochia, giovane poliziotto che, pur non essendo destinato stabilmente a Palermo, scelse volontariamente di affiancare Cassarà, offrendo un esempio altissimo di coraggio, lealtà e senso del dovere”. La memoria del sacrificio di Cassarà , Antiochia e Costa “non può ridursi a una ricorrenza formale”, ma rappresenta “un patrimonio civile che richiama tutti al rispetto dei principi costituzionali di legalità, imparzialità, uguaglianza e tutela dei diritti fondamentali”, sottolinea il segretario Enzo Letizia. Ricordarli significa “riaffermare che il contrasto alla criminalità organizzata si fonda sulla professionalità, sul coraggio e sulla piena fedeltà ai valori costituzionali”.
Lo dichiara Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Assemblea Regionale Siciliana, che oggi ha rappresentato il Parlamento siciliano alla cerimonia commemorativa.
“Il sacrificio di Cassarà e Antiochia – prosegue Figuccia – rappresenta una delle testimonianze più alte di coraggio, lealtà e autentico senso dello Stato. Ricordarli significa rinnovare quotidianamente il nostro impegno in difesa della legalità, della giustizia e delle istituzioni”.
“La memoria non può limitarsi alle commemorazioni: deve tradursi in responsabilità e azioni concrete, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni. Il loro esempio continua a indicare la strada a quanti credono in una Sicilia libera dalla mafia, fondata sul rispetto delle regole e sulla fiducia nello Stato. Ninni Cassarà e Roberto Antiochia vivono nelle nostre coscienze e nel nostro impegno quotidiano contro ogni forma di criminalità e sopraffazione”, conclude Figuccia.




