Le malattie del sistema circolatorio restano una delle principali emergenze sanitarie in Italia. Il Ministero della Salute le indica come la prima causa di morte nel Paese e nel mondo, con un impatto rilevante anche in termini di disabilità. I dati Istat sulle cause di morte confermano il peso del fenomeno e nel 2023 attribuiscono a queste patologie 206.119 decessi, il valore più alto tra tutte le cause. Il dato richiama l’importanza della prevenzione cardiovascolare, soprattutto quando il rischio si intreccia con diabete, sovrappeso, obesità, ipertensione, colesterolo, trigliceridi e alterazioni della glicemia.
“Le malattie cardiometaboliche rivestono un grande problema sociale, oltre che medico. Rappresentano la prima causa di malattia e purtroppo anche di mortalità in Italia, in Europa e nei Paesi industrializzati. Ovviamente questo riguarda anche la Sicilia. È un problema sociale gigantesco e noi dobbiamo effettuare tutte le azioni possibili per scongiurare di arrivare a complicanze che hanno un impatto fortemente negativo sulla qualità di vita delle persone”.
A dichiararlo è Manfredi Rizzo, professore ordinario di Endocrinologia all’Università di Palermo e presidente della Società Europea del Diabete CEDA, per il Promise, il Programma Mattone Internazionale Salute, che nel quadro delle sue attività di promozione della salute sostiene iniziative volte alla sensibilizzazione, alla prevenzione, alla collaborazione tra sistemi sanitari europei e alla condivisione delle buone pratiche cliniche.
Controlli periodici e fattori di rischio
“Dobbiamo effettuare controlli periodici, anche semplici, con esami ematochimici e di laboratorio che consideriamo di routine. Parliamo del controllo della funzione di alcuni organi, come fegato e rene, e dei parametri metabolici, come colesterolo e glicemia. Si tratta quindi di verificare il metabolismo dei grassi e degli zuccheri. Se emergono segnali o valori alterati, si procede poi con accertamenti più specialistici”.
“I controlli vanno programmati soprattutto quando sono già presenti alterazioni cardiometaboliche. Parliamo di sovrappeso, obesità, diabete, ipertensione arteriosa, valori alterati di colesterolo o trigliceridi, ma anche di familiarità per queste problematiche. Ancora di più se c’è già stato un evento cardiovascolare. Tutto questo impone un monitoraggio più attento, con controlli più ravvicinati e un percorso che parta dal medico di medicina generale, il medico di famiglia, per arrivare poi allo specialista quando necessario”.
Stili di vita e prevenzione
“Lo stile di vita è un momento cruciale per la gestione e la prevenzione delle malattie cardiometaboliche. Oggi, però, è sempre più difficile mantenerlo corretto, perché fin da bambini e ragazzi abbiamo una vita molto più sedentaria. Siamo esposti a cibi dell’industria alimentare spesso ricchi di zuccheri e grassi, pensati per essere più appetitosi, e questo ci porta verso abitudini non sempre appropriate”.
“Gli ultimi dati del nostro assessorato regionale alla Salute sul sovrappeso e sull’obesità infantile e adolescenziale sono particolarmente negativi. In Sicilia oggi abbiamo un bambino o un adolescente su tre con sovrappeso o obesità, e uno su tre è davvero tanto. Significa che c’è poca attività fisica, un’alimentazione poco corretta e tanta sedentarietà. Per questo dobbiamo pensare alla prevenzione fin dall’età giovanile, per evitare le complicanze cardiovascolari associate a queste problematiche”.
I segnali da non ignorare
“Se iniziamo a percepire qualche sintomo, come stanchezza continua, capogiri, vertigini o bisogno frequente di andare in bagno, questi primi segnali impongono una visita specialistica. Lo stesso vale se la pressione inizia a essere scompensata o se gli esami di laboratorio non risultano adeguati. Sono campanelli d’allarme che non devono essere sottovalutati”.
“Il messaggio è non scoraggiarsi. Questi controlli vengono fatti con grande semplicità, in maniera adeguata e senza esami invasivi nella maggior parte dei casi. Appena compare qualche segnale, o quando ci sono valori alterati, bisogna rivolgersi al medico e, se necessario, a uno specialista in un centro dedicato. Intervenire presto significa proteggere la propria salute e ridurre il rischio di complicanze”.




