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La nota congiunta

Maltempo in Sicilia, Calabria e Sardegna. Antoci e Tridico (M5S): “L’Europa pronta a fare la sua parte. I fondi ci sono, ora tocca al Governo agire subito”

sabato 14 Marzo 2026
Tridico e Antoci

Nelle settimane successive al ciclone Harry, che il 20 gennaio scorso si è abbattuto con furia devastante sulla Calabria, la Sicilia e la Sardegna causando danni gravissimi a comunità, infrastrutture e territori già fragili, abbiamo scritto alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e al commissario per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto. Lo abbiamo fatto per sollecitare un intervento concreto dell’Unione europea a sostegno delle popolazioni colpite, chiedendo esplicitamente l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE). Oggi abbiamo ricevuto la risposta della Presidente von der Leyen, datata 12 marzo 2026. La Commissione esprime vicinanza alle comunità colpite e fornisce indicazioni precise sugli strumenti disponibili. Una risposta che accolgo con soddisfazione per la parte europea, ma che allo stesso tempo mette il governo italiano di fronte alle proprie responsabilità”. È quanto dichiarano in una nota congiunta gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle Pasquale Tridico e Giuseppe Antoci.

“La lettera chiarisce che il FSUE può essere attivato esclusivamente su richiesta dello Stato membro, in questo caso l’Italia, entro il termine perentorio di 12 settimane dalla data in cui si è verificato il primo danno. La domanda deve dimostrare che i danni diretti superano le soglie previste dal regolamento europeo. Von der Leyen ricorda inoltre che sono già disponibili, nell’ambito della politica di coesione per le tre regioni colpite, circa 352 milioni di euro a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per la prevenzione e la gestione dei rischi da catastrofi naturali, di cui 156 milioni ancora non assegnati e potenzialmente mobilitabili. L’Europa ha risposto. Ora deve farlo il governo Meloni”, aggiungono.

E continuando: “Questo è il punto politico che non possiamo non sottolineare. La Commissione europea ha confermato che gli strumenti esistono, che i fondi ci sono, che la procedura è attivabile. Ma tutto dipende da una scelta che spetta esclusivamente al governo nazionale: presentare formalmente la richiesta a Bruxelles. Le 12 settimane scorrono. Ogni giorno di inerzia è un giorno sottratto alle famiglie calabresi, siciliane e sarde che aspettano risposte concrete”.

“Chiediamo al governo di agire immediatamente, senza ulteriori ritardi. Non è accettabile che le risorse europee restino inutilizzate per mancanza di volontà politica di chi governa il Paese. Le regioni colpite hanno bisogno di fatti, non di dichiarazioni”

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