Un’edizione stellare e da primato. Il quindicesimo Marefestival di Salina Premio Massimo Troisi si chiude lasciando un segno destinato a rimanere nella storia della kermesse eoliana.
A spegnere i riflettori è stata la compagnia di Milazzo Tabularasa, che ha messo in scena Il Postino in versione teatrale. È la prima volta che il film dell’attore partenopeo, conosciuto in tutto il mondo, viene riadattato per la quarta arte.
Tre giorni in cui a Salina attraverso personaggi del grande e del piccolo schermo sono stati raccontati oltre sessant’anni di storia del cinema. “Siamo partiti dagli anni della televisione delle origini, dai Caroselli pubblicitari, alle prime apparizioni di Corinne Cléry fino ai teleromanzi di Giancarlo Giannini. Abbiamo poi attraversato gli anni Settanta e l’universo di 007, ricordando Corinne Cléry come prima Bond girl italiana. Da lì siamo arrivati al cinema più impegnato, quello profondamente legato alla Sicilia, attraverso le interpretazioni di Aurora Quattrocchi e i film che hanno raccontato la mafia e i grandi temi dell’Isola”. Ha dichiarato a ilSicilia.it il fondatore e direttore dell’evento Massimiliano Cavaleri. “Abbiamo fatto un video – ha aggiunto – dedicato al Giannini “siciliano” e ripercorso i film impegnati di Marco Risi, regista di Mary per sempre, Muro di gomma e tanti altri”. Poi l’aneddoto: “Tra l’altro proprio in Mary per sempre Aurora Quattrocchi debuttò al cinema e non vedeva Marco Risi da quarant’anni, e si sono rincontrati proprio qui a Salina”.
Uno dei momenti più simbolici del festival è stata la reinaugurazione della scultura di Massimo Troisi che quattordici anni fa il Marefestival aveva donato a Salina in occasione dell’intitolazione di una strada all’attore de Il Postino. L’opera con il tempo si era danneggiata a causa della salsedine. È stato incaricato lo stesso artista che realizza i premi Troisi per il restauro e proprio in occasione dell’edizione Maria Grazia Cucinotta, madrina del festival ha inaugurato il restyling della scultura.
Uno degli ospiti più significativi, sebbene fosse il meno noto è stato Gerardo Ferrara, storica controfigura di Massimo Troisi nel film. È stato proprio Ferrara a girare le scene in bicicletta quando le condizioni di salute dell’attore partenopeo erano ormai compromesse. Ferrara ha raggiunto Salina portando con sé la bicicletta di scena e un biglietto con una dedica che gli fece Troisi per ringraziarlo. “Questa dedica cartacea lui ce l’ha portata l’abbiamo scansionata e poi inserita dietro i premi di quest’anno, dove ci sono le motivazioni”, ha raccontato Cavaleri. “Forse è stato l’ospite meno famoso, ma sicuramente uno dei più importanti di questa edizione”, ammette il direttore creativo.
Spazio anche agli altri protagonisti, Corinne Cléry e Giancarlo Giannini hanno dato vita a un incontro che è andato oltre il format dell’intervista. I due dialoghi, inizialmente previsti separatamente, si sono trasformati in uno scambio sul palco tra ricordi, aneddoti e riferimenti ai tanti film che hanno segnato le loro carriere.
Tra gli ospiti anche Chiara Francini, Vincenzo Ferrara e Vincenzo De Lucia. Quest’ultimo è stato premiato come comico e imitatore e per l’occasione ha messo in scena un piccolo show in cui imitava alcuni dei personaggi televisivi più conosciuti dal pubblico come Maria De Filippi, Mara Venier, Barbara D’Urso, Sandra Milo e tanti altri. “C’è stato un bellissimo momento – racconta Cavaleri – in cui abbiamo proiettato un video di Sandra Milo al Marefestival prima che morisse e poi De Lucia l’ha ricordata imitandola. Poi ha fatto anche un bellissimo omaggio cantato a Ornella Vanoni”.
La chiusura della kermesse eoliana è coincisa con la prima rappresentazione teatrale al mondo de Il Postino: “Non era mai stato fatto in nessuna parte del mondo. È strano perché tutti i grandi film vengono fatti poi a teatro”, commenta Cavaleri. “Ci hanno pensato i circa venticinque attori della compagnia milazzese Tabularasa che non solo hanno creato un riadattamento originale del film, ma hanno anche creato dei testi alle musiche strumentali del film. Rivedere Il Postino nella storica piazza proprio dove è stato girato il film è stato bellissimo e credo che Troisi ci abbia guardato da lassù è stato molto emozionante”, ha concluso il direttore creativo Massimiliano Cavaleri.




