Oltre 250 agenti della Polizia Penitenziaria hanno condotto una vasta operazione di controllo nel carcere di Siracusa, coordinata dal Provveditore Regionale Maurizio Veneziano. Il blitz ha portato al sequestro di ingenti quantità di stupefacenti e ben 67 telefoni cellulari, confermando le criticità strutturali del sistema detentivo.

Gioacchino Veneziano, Segretario Generale UILPA Sicilia, ha espresso plauso per il successo dell’intervento, lanciando però un monito urgente al Governo: “Come sindacati di Polizia Penitenziaria – dichiara Gioacchino Veneziano Segretario Generale UILPA Polizia Penitenziaria Sicilia – lo avevamo più volte segnalato che al carcere di Siracusa era necessario un intervento massiccio perché con le forze disponibili non si era in grado di portare a termine un intervento di tale dimensione che ha visto da stanotte impegnato a condurre in prima persona l’operazione, il Provveditore Regionale della Sicilia dottor Maurizio Veneziano”
“La gittata dell’operazione notturna è dimostrata non solo dalle oltre 250 unità di Polizia Penitenziaria impegnate– aggiunge il sindacalista regionale dei settore della Uil– ma anche dal risultato, che ha visto il ritrovamento di una grande quantità di sostanze stupefacenti, e ben e 67 apparati telefonici, dimostra ancora una volta che l’impegno del Governo al contrasto del crimine all’interno delle carceri deve essere maggiore perché a queste operazioni sono oramai necessarie ovunque, visto che la voragine negli organici ha reso vulnerabile la sicurezza già a partire dall’esterno dei penitenziari siciliani privi di sentinelle e/o pattuglie”
“E’ la testimonianza – conclude Veneziano – che il personale di Polizia Penitenziaria Siciliano pur davanti a voragini negli organici con la carenza di oltre 1.000 unità di cui 200 tra Ispettori e Sovrintendenti quando chiamato ad compiere operazioni di servizio che vanno oltre il normale orario di lavoro, con impieghi logoranti e lontani centinaia di chilometri dalla ordinaria sede di servizio, sono sempre pronti per affermare la legalità all’interno delle carceri”




