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Migranti, continua l’emergenza. Senise (COISP): “Numero di poliziotti insufficiente”

mercoledì 2 Ottobre 2019

Il massimo esponente del COISP Regionale Sicilia, Maurizio Senise, senza voler esprimere giudizi di merito sulle politiche migratorie adottate dall’esecutivo attualmente in carica, non può esimersi “dall’esternare forti preoccupazioni per una gestione della sicurezza che tutela sempre meno il personale in divisa nell’emergenza sul fronte migratorio”.

Il COISPprosegue Seniseha più volte rappresentato al Dipartimento l’insufficiente numero di poliziotti impiegati in questa emergenza, sottoposti a turni massacranti in barba a contratti ed accordi faticosamente ottenuti dal Sindacato negli ultimi decenni in difesa della categoria“.

Nei giorni scorsi, diversi servizi di scorta migranti, sono stati svolti in nome dell’emergenza senza tener conto delle prescrizioni ministeriali rispetto all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e delle unità da impiegare in proporzione al numero degli accompagnati“.

I diversi tentativi di rivolta, ad opera degli ospiti nei CPR di Milo (TP) e Pian del Lago (CL), sono stati contenuti con enorme rischio, fatica e professionalità dal personale dell’XI Reparto Mobile di Palermo divenuto, nelle circostanze, bersaglio di oggetti contundenti e suppellettili risultanti dai danni materiali alle strutture dei Centri in argomento da parte dei facinorosi“, sottolinea il  segretario regionale del COISP.

Il servizio di identificazione presso l’hot-spot di Lampedusa presenta le medesime condizioni di rischio per gli uomini in divisa ridotti a pochissime unità costrette a sobbarcarsi carichi di lavoro estenuanti a seguito dei frequenti sbarchi sull’isola. Il COISP, responsabilmente promuove la tutela della categoria rappresentata in tutte le Sedi nel rispetto delle prerogative sindacali conferite dalla Legge“.

Si auspica – continua Senise – che tali anomalie vengano al più presto risolte da chi ne ha le responsabilità, con provvedimenti efficaci per non trovarsi a raccontare il “peggio” a discapito dei tutori dell’ordine senza dover dire “lo avevamo già detto”.

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