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Il sopralluogo

Ministro Musumeci a Santa Teresa di Riva (ME): “Alla riunione del Consiglio dei Ministri chiederemo lo stato di emergenza nazionale” CLICCA PER IL VIDEO

giovedì 22 Gennaio 2026
“Riuniremo il Consiglio dei Ministri la prossima settimana e, dopo una sommaria istruzione del Dipartimento proporremo la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale insieme alla delibera di una prima risorsa che consentirà agli enti locali di procedere con i primi interventi come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli”. Lo ha detto il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci a Santa Teresa Riva, nel messinese, dove sta effettuando un sopralluogo dopo il ciclone Harry che si è abbattuto sulle isole maggiori e sulla Calabria.
Nello Musumeci a Santa Teresa di Riva

Musumeci al Lungomare Ognina a Catania: “Aspettiamo dalla Regione la richiesta di stato di emergenza”

“Aspettiamo che dalla Regione arrivi formalmente la richiesta di stato di emergenza per la Sicilia, i Comuni sono chiamati in queste ore a procedere alla verifica dei danni, ad avanzare una sommaria stima e trasmettere gli atti alla Regione. Sulla scorta dei documenti ricevuti dei comuni colpiti la Regione formula la richiesta al Dipartimento nazionale e quindi al ministro che poi porta al Consiglio dei ministri la richiesta. Tutto può avvenire nello spazio di tre o quattro giorni”, ha aggiunto il ministro della Protezione civile Nello Musumeci.

“Se si ricostruisce si deve pensare che possa esserci una replica, fra dieci, venti o 50 anni, ma occorre ricostruire con una nuova pianificazione. Bisogna capire quante sono le attività danneggiate, quale quelle coperte da assicurazione. Ricordo che da qualche mese in Italia l’assicurazione contro le catastrofi è obbligatoria contro una catastrofe e quindi in generale, e quindi è una ricognizione che va fatta attentamente”. Non escludiamo neanche l’ipotesi di mettere intanto subito a disposizione dei Comuni, se sono attrezzati, di diventare soggetti attuatori per potere direttamente farsi carico del ripristino dei luoghi dove la ricostruzione dovesse apparire, come mi è sembrato di capire nel Messinese, particolarmente complessa e complicata. Lì bisognerà naturalmente procedere alla dichiarazione dello stato di ricostruzione”, ha detto il ministro della Protezione civile Nello Musumeci prima di un sopralluogo nei luoghi della Sicilia Orientali danneggiati dal ciclone Harry, con il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, sul lungomare Ognina di Catania.
“Quello che è accaduto in Calabria e in Sardegna fa rabbia, nella mia Sicilia lo fa in modo in modo particolare. Il problema, sapete qual è? Che fra qualche giorno avremo dimenticato. E questo, purtroppo, è un limite culturale che abbiamo noi italiani in generale”. Speriamo che questa lezione possa servire intanto a rimettere in moto le attività commerciali, perché a essere state colpite sono soprattutto aree preposte e vocate a un turismo essenzialmente estivo e balneare. Questa è la prima cosa, ma spero che possa servire a far capire che col mare dovremo fare i conti in futuro, quindi non soltanto. La replica di un ciclone che può avvenire, non sappiamo quanto, ma sappiamo che avverrà e soprattutto per quello che dicono gli scienziati, che fra 70-80 anni una parte delle coste italiane saranno ricoperte dal mare, il mare si innalzerà di circa un metro. Questo impone sin da ora, nelle opere di pianificazione urbanistica, di pensare al futuro. Magari noi con il nostro fatalismo diremo: ‘ci pensa chi viene dopo’. E intanto continuiamo a pagare i danni. Lo Stato ogni anno spende tre miliardi di euro per la ricostruzione post calamità. Con la prevenzione, con tre miliardi potremmo davvero evitare tanti rischi, tanti danni, anche anche umani”, ha continuato Musumeci.
Per Musumeci “Noi siciliani, lasciatemelo dire, non abbiamo bisogno delle spinte emotive di altre parti d’Italia che comunque hanno sempre manifestato e manifestano grande solidarietà. Rimbocchiamoci le maniche come fanno altrove. Sappiamo che dobbiamo fare i conti con queste criticità. Bisogna convivere con i rischi, noi siciliani che siamo abituati al rischio sismico, al rischio. Vulcanico al rischio frane idrogeologico. Non abbiamo bisogno di spinte altrui, sappiamo che è così, siamo caduti bene e prendiamo respiro, rialziamoci e cerchiamo di capire cosa bisogna fare per ripristinare le condizioni essenziali.
“Non ci sarà un problema di risorse finanziarie. Ecco, questo lo dico subito, il problema sarà di progettualità. E di capacità di spesa, perché si opererà in deroga ad alcune importanti procedure ordinarie. “Non ci sono state vittime né feriti perché l’allerta ha funzionato. E questa è la cosa più importante. Avere preannunciato e proceduto alla evacuazione delle case e delle aree maggiormente esposte alle mareggiate ha evitato il peggio. Dopodiché possiamo cominciare a ricostruire e io sono sicuro che dobbiamo ringraziare gli amministratori comunali, dobbiamo ringraziare i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, la protezione civile e il volontariato. Hanno lavorato davvero con grande impegno e con grande passione”, conclude Musumeci.

Presidente Protezione civile, Ciciliano: “Dato importante è assenza di feriti e vittime. Ripristinare i collegamenti interrotti”

“L’evento è stato particolarmente intenso: ha interessato tre regioni: Sicilia, Calabria e Sardegna. Bisogna registrare che non ci sono stati morti e feriti e questo, secondo, me è il dato più importante di tutti, perché la protezione civile, soprattutto all’inizio, salvaguarda la vita umana. Dopo il danno ovviamente si valuta e nell’ambito del danno si deve lavorare con quelle che sono le principali priorità”. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, a Catania, col ministro Nello Musumeci, per un sopralluogo nelle zone colpite dal ciclone Harry.
Fabio Ciciliano
“La Siciliaha aggiuntoha avuto danni importanti sulla viabilità costiera, sulle infrastrutture ferroviarie. E quindi ovviamente è necessario lavorare in questa direzione. Ha avuto dei danni sui porti e gli approdi delle isole minori, dove bisogna lavorare per il ripristino di quelli che sono i trasferimenti e quindi i movimenti dei passeggeri, ma non soltanto, anche quello che è il traffico commerciale che significa rifiuti, carburanti, farmaci e tutto quello che ovviamente è necessario. I turisti lo sono anche, ma in questo momento è necessario ripristinare quelle che sono i servizi essenziali che sono assolutamente prioritari”.
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