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La quarta tappa del progetto

Nasce “The Room of Feeling” all’Istituto Marconi-Mangano di Catania: curare il dolore invisibile con la vernice delle emozioni CLICCA PER IL VIDEO

martedì 2 Giugno 2026

Nasce la quarta “The Room of Feeling” all’interno dell’Istituto Marconi-Mangano nel quartiere catanese di Via Palermo. Un vaso rotto riparato con l’oro del kintsugi giapponese è il tema di questa stanza.

Il corridoio di una scuola è solitamente un luogo di transito rapido, una terra di mezzo satura di voci sovrapposte, risate amplificate dal cemento, lo sbattere dei diari e il suono metallico della campanella. C’è un momento, però, in cui la frenesia scolastica avverte il bisogno di un baricentro, di una battuta d’arresto che non sia una sanzione o un voto, ma un’opportunità di ascolto.

È da questa urgenza invisibile, eppure tangibile tra i banchi, che nasce The Room of Feeling (La stanza delle emozioni). Una stanza che non è semplicemente un perimetro fisico delimitato da quattro pareti, ma un ecosistema protetto, un filtro progettato per decantare le complessità del mondo esterno e trasformarle in consapevolezza interna.

Il progetto ha già toccato e trasformato l’atmosfera di quattro province della Sicilia. Non si tratta di un intervento sporadico, ma dell’espressione visibile di un accordo strutturato, una rete denominata SiSalus nata con l’intento preciso di mappare la salute e gli stili di vita degli studenti partendo dal cuore stesso dell’istituzione scolastica.

Attraverso una sinergia che unisce l’arte pubblica, il supporto psicologico e le istituzioni sanitarie e regionali (grazie ai fondi stanziati dalla Legge Regionale n. 26 del 2024), le scuole stanno smettendo di essere solo luoghi di riproduzione del sapere per diventare spazi di elaborazione dell’esistere.

All’inaugurazione, il direttore dell’U.O.C. Servizio Territoriale Dipendenze patologiche che afferisce al Dipartimento di Salute mentale dell’Asp di Catania, Fabio Brogna: “Ci vorrebbe una The Room of Feeling in ogni scuola”, con l’impegno dell’Asp di Catania a garantire operatori presenti nella stanza una o due volte a settimana.

 

I Kintsugi: le ferite che diventano oro 

Ogni tappa di ‘The Room of Feeling’ ha un concept che nasce dall’ascolto dei ragazzi e diventa la struttura figurativa della stanza. A Catania, dalla parola imperfezione, è emerso il kintsugi: la tecnica giapponese che ripara i vasi rotti con l’oro, rendendo la frattura il punto più visibile, non quello da nascondere.

Non la guarigione come cancellazione della ferita, ma la riparazione come atto che le restituisce dignità. Che dice: sei stato rotto, e questo conta. Un oggetto riparato con il kintsugi non torna com’era: diventa più prezioso. Adesso costruiamo qualcosa con i pezzi. 

Il progetto a Catania coinvolge due istituti. L’I.C. Vittorino da Feltre, scuola polo provinciale della Rete SALUS Scuole SHE Sicilia, coordina @Lab_School per l’intera provincia e ha individuato come sede della quarta stanza il plesso IPSS “Lucia Mangano” dell’IISS Marconi-Mangano di via Besana.

In tre giorni di circle time, laboratori di pittura e media education, studenti, docenti, genitori e personale scolastico hanno lavorato fianco a fianco costruendo uno spazio che parla di ascolto, partecipazione e comunità. La stanza ha anche una cassetta: per depositare in anonimato quello che altrimenti resta dentro.

 

Il racconto dell’artista: Igor Scalisi Palminteri e la “vernice delle emozioni”

“La pittura, il teatro, le discipline artistiche sono fondamentali nello sviluppo e nella crescita delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Noi crediamo in questi strumenti perché possono aprire orizzonti. Orizzonti fuori e orizzonti dentro. Questo spazio è la comunità scolastica che consegna alla stessa comunità un luogo protetto. È un luogo che fa anche da filtro tra l’interno e l’esterno, tra quello che i ragazzi possono vivere fuori, le difficoltà, delle quali poi possono parlare in questa stanza”, dichiara l’artista palermitano Igor Scalisi Palminteri.

Il nocciolo metodologico dell’iniziativa si sviluppa infatti su tre pilastri fondamentali:

  1. Il Laboratorio di Pittura: La trasformazione fisica della stanza attraverso il colore, guidata dall’artista ma vissuta collettivamente.

  2. Il Circle Time: Il momento in cui la disposizione geometrica delle sedie in cerchio elimina le gerarchie e permette ai ragazzi di guardarsi negli occhi e raccontarsi senza il timore del giudizio.

  3. La Media Education: Una fase successiva ai laboratori pratici, concepita come uno spazio virtuale e protetto in cui l’espressione può avvenire anche in forma anonima.

  “Il momento del Circle Time, quando i ragazzi possono avere uno spazio protetto dove raccontarsi, è forse il cuore di questo progetto. Oppure il momento della Media Education che segue ai laboratori di pittura, dove in maniera ancora più protetta perché anonima possono dire delle cose che sentono dentro. Ecco, questo è il cuore vero del laboratorio: poter trasmettere e dire anche con fierezza ciò che provano”, aggiunge.

“Siamo sicuramente a un giro di boa, adesso le attività si interromperanno e dopo l’estate, alla ripresa delle attività scolastiche, riprenderemo con il progetto a settembre con gli altri cinque laboratori nelle altre cinque province. A questa attività se ne aggiungerà una molto importante che stiamo preparando insieme all’attore e regista Dario Muratore, ed è uno spettacolo teatrale che molto probabilmente si intitolerà The Room”, conclude l’artista.

Il fenomeno a Catania: i dati e le nuove sostanze psicoattive

Il contesto non è astratto. A Catania i pazienti che hanno avuto contatti con i Ser.D sono tra i 7.000 e gli 8.000¹, di cui circa 3.000 dipendenti da sostanze. Ma il numero che conta davvero è quello che non si vede: le persone che non accedono ai servizi sono, secondo le stime, fino a tre volte di più.

Fabio Brogna

Spiega il dottor Fabio Brogna, direttore U.O.C. Servizio Territoriale Dipendenze patologiche che afferisce al Dipartimento di Salute mentale dell’Asp di Catania: “Il dato più significativo non riguarda i numeri assoluti, ma la direzione in cui si muovono. Le dipendenze patologiche nelle fasce giovanili, dalle tossicodipendenze al gioco d’azzardo, dalle dipendenze digitali ai disturbi comportamentali e alimentari, registrano ogni anno un aumento medio del 15% rispetto all’anno precedente”.

L’età media dei consumatori è scesa dai 35-40 anni di qualche decennio fa alla fascia 20-25, e anche inferiore. Quasi il 40% dei giovani tra 15 e 19 anni dichiara di aver consumato almeno una sostanza psicoattiva illegale.

Un capitolo a parte meritano le Nuove Sostanze Psicoattive”, spiega il direttore Brogna.

Cannaboidi sintetici

Spice drugs, derivati della ketamina, catinoni e cannabinoidi sintetici. Quasi tutte nascono in laboratorio. Alcune possono essere sintetizzate dagli stessi consumatori, modificando qualche molecola. È così che sfuggono alle tabelle delle sostanze proibite, pur mantenendo effetti analoghi o più pericolosi”. Il caso più insidioso è quello dei cannabinoidi sintetici.

Che aggiunge: “Molti ragazzi credono di stare usando qualcosa di simile alla cannabis naturale. Non è così. Il THC sintetico ha concentrazioni enormemente più alte, non rilevabili con i test standard, e produce allucinazioni, deliri, manifestazioni psicotiche acute. Tra i clinici esiste un acronimo, Spice psychosis. Come tutte le sostanze, le NPS possono portare all’overdose”. Nel 2025, secondo i dati ISS, il policonsumo è quasi raddoppiato: il 45,5% tra gli 11-13 anni, il 70,7% tra i 14-17.

 

 

La voce delle Istituzioni: la rete “SiSalus” e i protocolli d’intesa

Se l’arte fornisce la carne e il sangue al progetto, la struttura istituzionale ne garantisce lo scheletro e la sostenibilità nel tempo.

“Ci vorrebbe una The Room of Feeling in ogni scuola. Siamo disposti come ASP di Catania a sostenere questa iniziativa, una o due volte a settimana mettere a disposizione degli operatori che potranno essere o psicologi o psicoterapeuti, o educatori, o assistenti sociali o medici a seconda della necessità”, dice il dottor Brogna.

Una proposta che nasce da una lettura precisa: The Room of Feeling si inserisce in un contesto che esiste già, riportando al centro ciò che i ragazzi provano. Non dalla sostanza, ma dall’emozione che ci sta sotto.

Maria Grazia Vasta

Una proposta a cui risponde Maria Grazia Vasta, referente per l’educazione alla salute dell’Ufficio Scolastico Regionale, Ufficio VI Ambito Territoriale di Catania, presente all’inaugurazione: “Mi auguro che progetti come questo possano continuare nel tempo ed espandersi. Noi faremo sempre la nostra parte di sostegno alle scuole e di divulgazione dei progetti”.

Da aprile 2026 infatti sono operative due nuove unità mobili dell’Asp. A bordo, équipe multiprofessionali composte da medico, psicoterapeuta, infermiere, assistente sociale ed educatore, che portano il servizio nei quartieri a rischio e nei piccoli comuni. Le unità mobili dialogano con il Centro di Pronta Accoglienza per le dipendenze patologiche, attivato dall’Asp di Catania nel 2025 e aperto h24 sette giorni su sette, con i Ser.D territoriali, con i futuri drop-in: l’Asp sta lavorando con i Comuni della provincia per attivarne uno in area metropolitana e punti di ascolto distribuiti.

A spiegarlo, con la precisione è proprio la referente Usr Maria Grazia Vasta: “La scuola è fondamentale ed è stata identificata come punto fondamentale proprio nei vari protocolli d’intesa che si sono succeduti, a cominciare a livello nazionale a scendere fino a quello del 2022 a livello regionale. Cos’è accaduto? È stata identificata la scuola proprio come il bacino dove poter intervenire a livello preventivo per tutto quello che riguarda salute e stili di vita”.

Che aggiunge: “Sono stati firmati dei protocolli d’intesa tra l’ex direttore generale Suraniti, successivamente dal dottor Pierro che ha preso il suo posto, e si è formato un accordo di scopo prevedendo la nascita di una rete che è stata chiamata rete SiSalus, che ha previsto tutte e nove le province. Attraversata poi successivamente una legge regionale, la numero 26 del 2024, dove sono stati stanziati anche dei fondi, si è arrivati al risultato che è quello che è stato presentato oggi: cioè un progetto che coinvolge tutte le scuole di tutto l’ambito territoriale ma anche regionale”.

Asp Catania

“Prevede la presenza o comunque a richiesta della presenza di uno psicologo, di uno psicoterapeuta, di educatori, assistenti sociali, medici a secondo di quello che serve nella stanza. E l’obiettivo comune è proprio quello di fare in modo che ogni scuola possa avere la sua Room of Feeling”, conclude.

L’efficacia della stanza quindi non si limita alla dimensione espressiva del laboratorio artistico. L’accordo di rete prevede infatti un’integrazione strutturata con i servizi sanitari territoriali. Come confermato dalle autorità sanitarie (rappresentate dall’Asp di Catania e dai servizi di Unità Mobile per gli interventi di prevenzione e supporto alle dipendenze patologiche), il progetto prevede la disponibilità fissa o su richiesta di figure professionali altamente specializzate.

Un’equipe multidisciplinare composta da psicologi, psicoterapeuti, educatori, assistenti sociali e medici è pronta a intervenire a seconda delle necessità specifiche che emergono dalle dinamiche interne alla stanza delle emozioni. L’obiettivo comune è chiaro: fare in modo che ogni istituto possa disporre di una Room of Feeling, garantendo una presenza costante e strutturata che supporti la crescita psicologica e prevenga il disagio giovanile.

 

Il giro di boa e il futuro del progetto

Mentre le prime luci della sera filtrano dalle finestre della scuola, illuminando i dettagli cromatici del murales e le sedie ancora disposte in cerchio, Igor Scalisi Palminteri traccia un bilancio di questa prima fase, consapevole che il percorso è solo a metà della sua traiettoria. “Siamo sicuramente a un giro di boa”, conclude l’artista guardando i ragazzi che lentamente lasciano l’aula. “Adesso le attività si interromperanno e dopo l’estate, alla ripresa delle attività scolastiche, riprenderemo con il progetto a settembre con gli altri cinque laboratori nelle altre cinque province”.

Il ritorno tra i banchi in autunno non segnerà però una semplice replica di quanto già fatto, ma vedrà l’introduzione di un nuovo linguaggio espressivo destinato ad ampliare ulteriormente la portata emotiva dell’intervento. Una nuova e importante attività si aggiungerà a quelle pittoriche e digitali, una collaborazione nata dall’incontro tra l’arte visiva e l’arte scenica.

“A questa attività se ne aggiungerà una molto importante che stiamo preparando insieme all’attore e regista Dario Muratore”, anticipa Scalisi Palminteri con visibile entusiasmo. “Ed è uno spettacolo teatrale che molto probabilmente si intitolerà The Room”.

Il teatro, dunque, entrerà nella rete SiSalus come ulteriore dispositivo di svelamento, permettendo ai corpi, alle voci e alle storie dei ragazzi di farsi racconto scenico, completando quel viaggio iniziato davanti a una parete colorata e a un foglio anonimo su uno schermo. The Room of Feeling è la dimostrazione che quando la scuola si apre all’ascolto autentico e si dota degli strumenti giusti, è in grado di curare le proprie crepe, trasformandole, proprio come nel kintsugi, nel punto di massima resistenza e bellezza dell’intera comunità.

The Room of Feeling è un progetto di arte partecipata e prevenzione delle dipendenze ideato dal pittore di quartiere palermitano Igor Scalisi Palminteri nell’ambito di @Lab_School. il progetto fa parte dell’azione trasversale del programma finanziato con oltre 1,7 milioni di euro (FSE+ 2021-2027) dall’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione Professionale della Regione Siciliana, gestito dalla Rete SALUS Scuole SHE Sicilia con scuola capofila l’I.C. “G.E. Rizzo” di Melilli. Nove province, nove stanze permanenti dell’ascolto entro novembre 2026.

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