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Omicidio a Palermo: uomo strangola la compagna e chiama la polizia | Fotogallery

mercoledì 17 Aprile 2019

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Un uomo, un cittadino tunisino, ha strangolato la sua compagna, una donna italiana, e subito dopo ha chiamato la polizia per costituirsi.

L’ennesimo femminicidio è avvenuto a Palermo, il 17 aprile, nell’abitazione della coppia, al primo piano di via Antonino Pecoraro Lombardo n. 28, a due passi dalla stazione Notarbartolo.

Sul posto sono intervenute diverse pattuglie della polizia. La vittima si chiamava Elvira Bruno; l’assassino è il marito, Moncef Naili, di 54 anni, che vive da diversi anni a Palermo dove fa il cuoco; la coppia ha due figlie.

L’uomo si trova in questo momento in Questura dove viene interrogato. Le indagini sono condotte dagli investigatori della squadra mobile che stanno compiendo i rilievi del caso nell’appartamento dove è avvenuto l’omicidio.

Dopo i rilievi, intorno alle 14,30 la Scientifica della polizia di Stato ha lasciato l’abitazione di via Pecoraro in attesa che arrivasse il mezzo per portare via il cadavere dall’appartamento.

Moncef Naili, 54 anni, il cuoco di origini tunisine che stamane ha telefonato alla polizia dopo avere strangolato Elvira Bruno, di 53 anni avrebbe confessato, quindi, di avere ucciso la moglie. La testimonianza è stata raccolta dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dal pm Federica La Chioma.

La donna, che avrebbe tentato di reagire, aveva avviato le pratiche per la separazione. I due coniugi si erano sposati nel 2016, ma dopo poco tempo il matrimonio sarebbe entrato in crisi. Nell’ultimo mese più volte la donna, che aveva iniziato a lavorare come badante, aveva espresso l’intenzione di abbandonare il marito a causa delle sue scenate di gelosia.

Questa mattina si è consumato il dramma e il cuoco, che da qualche mese lavorava in modo saltuario in un pub in via Galileo Galilei, l’ha uccisa. Quando la donna è stramazzata per terra ha cercato inutilmente di rianimarla, poi ha nascosto il viso con una coperta e solo dopo un paio d’ore ha chiamato il 113: “Ho ucciso mia moglie, venite a prendermi“, avrebbe detto al telefono.

Gli agenti hanno trovato il cadavere in camera da letto. I sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare la morte. Gli investigatori della squadra mobile, che conducono le indagini, hanno interrogato anche i parenti di Elvira Bruno, che aveva due figlie frutto di un precedente matrimonio.

Una delle due, che si è presentata questa mattina sul luogo del delitto, è stata interrogata dagli investigatori insieme all’ex marito della vittima; la seconda figlia abita a Milano. Moncef Naili è adesso in stato di fermo per omicidio volontario aggravato da motivi abbietti.

Gli investigatori non credono all’omicidio d’impeto. La donna avrebbe anche tentato di reagire, come dimostrano i graffi sul viso dell’assassino.

 

Foto D. Ma.

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