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Il fatto avvenuto ad ottobre 2025

Operazione dei carabinieri nel Catanese: cinque arresti per tentato omicidio a Paternò

lunedì 5 Gennaio 2026
Carabinieri del comando provinciale di Catania stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone nell’ambito dell’inchiesta della Dda etnea sul tentato omicidio, commesso nell’ottobre del 2025, di un giovane di Paternò.
Secondo la ricostruzione della Procura l’agguato sarebbe scattato come rappresaglia per il ferimento del figlio di uno dei cinque destinatari del provvedimento del gip ed elemento di spicco di uno dei clan operanti a Paternò.
Per l’esecuzione dell’ordinanza cautelare, che ipotizza i reati di tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di armi aggravati dal metodo mafioso, sono impegnati oltre 50 carabinieri del comando provinciale di Catania, con il supporto dei reparti specializzati dell’Arma, tra i quali lo squadrone eliportato Cacciatori di Sicilia e il dodicesimo nucleo Elicotteri.
L’indagine del nucleo investigativo dei carabinieri di Catania e della compagnia di Paternò si incardina sul ferimento, avvenuto a Paternò il 30 agosto 2025 e apparentemente scaturito da futili motivi, di Michele Gabriele Giacoponello , in relazione al quale, il 27 novembre 2025, Alberto Forte era stato raggiunto da ordinanza di custodia in carcere.
Il ferimento, ricostruisce la Procura di Catania, aveva determinato un’escalation di tensioni e propositi di ritorsione, anche in considerazione del fatto che il ferito è figlio di Andrea Giacoponello, ritenuto esponente di spicco dell’associazione mafiosa Assinnata di Paternò, articolazione territoriale della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano, nonché cognato del boss Salvatore Assinnata.
Secondo le indagini dei carabinieri, il 1 ottobre 2025, a Paternò, un commando composto dai cinque indagati, capeggiati da Andrea Giacoponello, armati di pistola e mazza, ha fatto irruzione nell’officina del padre di Alberto Forte, ferendo l’obiettivo a una mano.
L’agguato fallì, nella ricostruzione fatta al telefono dallo stesso Alberto Forte con un familiare e intercettata dai carabinieri, per la sua pronta reazione, compreso l’avere sparato con una pistola contro i componenti del commando. La vittima non ha denunciato quanto gli era accaduto, ma si era recato all’ospedale Cannizzaro di Catania dicendo di essersi ferito in un incidente stradale.
Dalle intercettazioni è emerso che nell’officina c’era un sistema di videosorveglianza grazie al quale i carabinieri, dopo la sua acquisizione, hanno ricostruito le fasi finali del tentato omicidio.
Il provvedimento cautelare in carcere è stato eseguito nei confronti di Andrea Giacoponello, di 53 anni, Giorgio Castorina, di 31, Vincenzo Di Mauro, di 42, Antonio Di Cavolo, di 42 e Giuseppe Romeo, di 45
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