Dopo mesi di stop, sospensioni e riprese a singhiozzo, la costruzione dell’asilo nido in via XXVII Maggio, nel quartiere Sperone di Palermo, entra in una nuova fase. Il Comune ha preso formalmente atto di un nuovo cronoprogramma dei lavori, che fissa l’ultimazione dell’opera all’11 maggio 2026, in linea con le scadenze aggiornate del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
La decisione è contenuta nella determinazione dirigenziale n. 1759 del 4 febbraio 2026, firmata dal dirigente dell’Ufficio edilizia per la prima infanzia, che recepisce il cronoprogramma trasmesso dall’operatore economico esecutore e aggiorna ufficialmente i tempi di realizzazione dell’intervento finanziato con fondi PNRR.
Il contesto: un’opera PNRR da oltre 760 mila euro
L’intervento riguarda la costruzione di un asilo nido per l’incremento dell’offerta formativa nel quartiere Sperone ed è interamente finanziato con fondi europei Next Generation EU per un importo complessivo di 767.531,20 euro, senza cofinanziamento comunale. Il progetto rientra nella Missione 4 del PNRR, dedicata a istruzione e ricerca.
I lavori sono stati affidati nell’ambito degli accordi quadro gestiti da Invitalia, con un articolato percorso amministrativo che ha visto, nel tempo, il passaggio del ramo d’azienda dall’originario aggiudicatario I.F.M. Italiana Facility Management a Codex s.c.a.r.l., fino all’individuazione dell’impresa esecutrice XManpower s.r.l., con sede a Palermo.
Sospensioni, riprese e slittamenti
Come già raccontato nell’articolo pubblicato nei mesi scorsi, il cantiere ha attraversato una fase complessa. I lavori, consegnati in via d’urgenza il 30 novembre 2023, hanno avuto un concreto avvio solo il 18 giugno 2024.
Da allora si sono susseguite due sospensioni: la prima nell’agosto 2024, con ripresa a settembre; la seconda, più lunga, dal 3 dicembre 2024 al 21 maggio 2025, su istanza dell’operatore economico.
La ripresa definitiva delle attività è stata formalizzata con verbale del 22 maggio 2025. Successivamente, il 6 novembre 2025, è stato stipulato il contratto specifico che disciplina l’esecuzione dell’opera, fissando una durata complessiva di 540 giorni naturali e consecutivi, con il termine ultimo per il collaudo al 30 giugno 2026, come richiesto dall’ente finanziatore europeo.
Il nuovo cronoprogramma: tutte le fasi fino a maggio
Il cronoprogramma aggiornato, allegato agli atti comunali, dettaglia l’organizzazione delle lavorazioni da novembre fino a maggio, scandendo con precisione le fasi operative. Tra gli interventi previsti figurano il completamento delle strutture, le opere di copertura, i tamponamenti, l’installazione di tutti gli impianti (elettrico, idrico-sanitario, gas, termico, fotovoltaico e rete dati), oltre a tramezzature, intonaci, pavimentazioni, serramenti, allacciamenti e sistemazioni esterne. La chiusura del cantiere è programmata con lo smobilizzo finale entro il mese di maggio.

Nelle prossime settimane di febbraio, il cantiere seguirà un ritmo serrato con interventi programmati per avanzare nelle numerose lavorazioni tecniche previste dal progetto, che spaziano dalle opere strutturali ai complessi sistemi impiantistici.
Il mese di marzo rappresenterà il periodo di massima attività. In questa fase si concentreranno i lavori relativi alle finiture e agli impianti tecnologici, inclusi quelli idrico-sanitari, termici e i sistemi alimentati da fonti rinnovabili come il solare termico e il fotovoltaico.
Con l’arrivo di aprile, le attività si sposteranno verso la rifinitura dei dettagli e la posa dei serramenti e anche l’avvio delle opere di pavimentazione, sia interna che esterna, e i necessari allacciamenti degli impianti alla rete.
La conclusione definitiva dei lavori per il mese di maggio con le ultime fasi operative segneranno il completamento delle pitture, delle pavimentazioni esterne e, infine, lo smobilizzo del cantiere, consegnando così l’opera alla cittadinanza.
Il Comune sottolinea che il nuovo calendario è compatibile con le scadenze europee, anche alla luce dell’ultima revisione del PNRR approvata dal Consiglio dell’Unione europea il 27 novembre 2025, che per gli asili nido fissa il target al completamento dei lavori entro il 30 giugno 2026.
Cosa cambia rispetto al passato
Rispetto alla fase di stallo raccontata nell’articolo precedente, ad aprile 2025, l’elemento di novità è dunque la formalizzazione di una data certa di fine lavori, accompagnata da un cronoprogramma dettagliato e validato dall’amministrazione comunale. La determinazione dirigenziale prende atto del differimento, ma conferma la piena copertura finanziaria dell’opera e il rispetto dei vincoli PNRR, evitando il rischio di perdita dei fondi.
L’aggiornamento amministrativo non cancella le difficoltà che hanno segnato il percorso dell’opera, ma introduce un aspetti concreti rispetto alla fase turbolenta raccontata nei mesi scorsi.
Resta ora affidato alla continuità del cantiere il compito di trasformare le scadenze amministrative in un’infrastruttura concreta per il quartiere Sperone, uno dei contesti urbani più fragili della città, dove l’ampliamento dei servizi per la prima infanzia rappresenta un tassello strategico sul piano sociale ed educativo.
Ora il rispetto delle scadenze diventa decisivo, non solo per evitare la perdita dei fondi europei, ma anche per restituire al quartiere un servizio educativo atteso da anni, in un contesto dove la presenza di un asilo nido rappresenta un presidio sociale oltre che infrastrutturale.



