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La ventesima giornata

Palermo, contro lo Spezia decide Segre: ora il Barbera è una fortezza

domenica 18 Gennaio 2026

Dal Barbera non si passa. Anche lo Spezia si ferma al cospetto dell’impianto di viale del Fante, contro un Palermo sempre in partita, ma fin troppo sprecone ed anche po’ sfortunato, con una traversa e un palo centrato. Termina 1-0 il match valido per ventesima giornata di serie B tra i liguri e i rosanero. Nonostante un incontro vivace e ricco di occasioni, si decide tutto nei primi secondi, con il gol lampo di Segre, giunto al quarto centro stagionale

Davanti ai 24.745 tifosi presenti oggi allo stadio, i siciliani iniziano con il piede giusto il girone di ritorno, inanellando l’ottavo risultato utile di fila e il quinto successo consecutivo tra le mura domestiche. I rosa si confermano così la miglior difesa della categoria cadetta, ma anche in piena corsa per un posto tra le prime due in classifica e dunque per la promozione diretta, a meno uno dal Monza terzo e a meno quattro dal Venezia secondo.

Squalificato mister Inzaghi, siede in panchina il secondo, Maurizio D’Angelo. Formazione titolare confermata per otto undicesimi rispetto all’ultima uscita di Mantova. Saldo tra i pali Joronen, piccoli ritocchi in difesa, con Bereszynski preferito oggi a Peda, capitan Bani e Veroli. Resta quindi in panchina Ceccaroni, fermo negli ultimi due giorni a causa di una sindrome influenzale. Blocco di centrocampo intatto, con la coppia Segre-Ranocchia e Pierozzi e Augello quinti, rispettivamente a destra e a sinistra. Piccola novità in attacco, con il rientro dal primo minuto di Gyasi, al fianco di Palumbo, alle spalle di Pohjanpalo.

Appena undici secondi. E’ questo il tempo che basta al club di viale del Fante per portarsi subito in vantaggio, lasciando di sasso i liguri: sventagliata di Augello per il suo opposto, Pierozzi, che di testa doma il pallone per il tacco di Pohjanpalo, bravo ad innescare l’inserimento di Segre che sorprende tutti. Spiazzato Radunovic è 1-0. La compagine di Donadoni non ci sta e tenta di rialzare la testa già al terzo minuto di gioco. Joronen smanaccia un tentativo di cross, ma la sfera termina tra i piedi di Di Serio che sfrutta la ghiotta occasione a porta sguarnita. A diri di “no” è Veroli, che di testa, sulla linea, cristallizza il tabellino. Un avvio scoppiettante e ricco di colpi di scena, per un match che già alla vigilia prometteva scintille, tra sogni di promozione e speranze di salvezza.

I rosanero si rivelano imprevedibili e incontenibili in ripartenza. La difesa bianconera trema in più occasioni e al quarto d’ora i padroni di casa sfiorano il raddoppio, sulla scia di un super propositivo Pohjanpalo. Il finlandese, in complicità con Gyasi, lancia prima Segre a tu per tu con Radunovic, che questa volta, però, non si lascia sorprendere. Pochi secondi dopo, il finlandese apre di esterno per Pierozzi, ma Ranocchia, in posizione defilata sul primo palo, fatica a trovare la giusta coordinazione. Macchina da gol e non solo. Il numero 20 rosa è il padrone assoluto dell’area di rigore. Un ruolo chiave in attacco è ricoperto anche da Gyasi. Spesso in supporto dell’ex Venezia, il numero 11 non sarà ancora al 100% della condizione, ma l’imponente fisicità garantisce densità e copertura anche lungo la corsia mancina, garantendo sostegno ad Augello. Energie esaurite con il trascorrere del tempo, peccando di imprecisione nel finale.

Le chance più pericolose arrivano dalla destra e dai piedi di Pierozzi, come al trentaquattresimo, quando in sintonia con Palumbo trova la giocata vincente, senza però riuscire ad inquadrare lo specchio della porta dopo la parabola dell’ex Modena. Il numero 27, però, si pesta i piedi con Pohjanpalo, e l’incornata termina di poco alta sopra la traversa. Nonostante una prestazione sufficiente, è proprio il numero 5 ad apparire il più incostante, sempre alla ricerca del giusto guizzo, ma spesso in ritardo e non abbastanza efficace rispetto all’ampio bagaglio tecnico a disposizione. Soffre sulle seconde palle anche Segre. Dopo la sorprendete rete, il numero 8 si lascia sopraffare dalla foga e dall’egoismo. Partita pulita, ordinata e precisa invece per Ranocchia, certamente il migliore in mezzo al campo, contro la fitta rete degli ospiti composta da Cassata, Valoti e Comotto.

Il primo tempo si chiude così 1-0, anche e soprattutto grazie agli interventi decisivi su Joronen, muro invalicabile su Di Serio, al ventunesimo, e sul colpo di testa di Soleri al quarantaduesimo. Al rientro dagli spogliatoi doppio cambio per il Palermo: dentro Le Douaron e Ceccaroni, fuori Gyasi e Veroli. Partita più che sufficiente per quest’ultimo, nel difficile compito di sostituire il compagno di reparto, ma l’esigenza di un maggiore equilibrio, nel tentativo di domare uno Spezia costantemente in crescita nel corso delle ultime battute della prima frazione, ha certamente prevalso. Nei secondi quarantacinque minuti i ritmi calano sensibilmente e D’Angelo rinfresca ancora la difesa, poco meno di un quarto d’ora più tardi, con l’ingresso di Peda al posto di Bereszynski.

A mezz’ora dalla fine sono i liguri a riaccendere la sfida, mettendo a dura prova la solidità della compagine siciliana. Sono ben due i gol annullati per fuorigioco nel giro di pochi minuti. Uno scossone che sveglia il Palermo, pronto a ruggire al settantaduesimo: prima la traversa di Le Douaron, su cross di Augello, poi il palo di Bani dagli sviluppi di un calcio d’angolo, entrambi di testa. Ad accarezzare il raddoppio è anche Palumbo, chiuso a pochi passi dalla linea di porta da Aurelio, bravo ad anticipare anche l’arrivo di Ceccaroni. Gli uomini di Donadoni rispondono colpo su colpo e ad andare vicino al pareggio è Verde, con un tiro a giro al limite dell’area.

Spazio al settantasettesimo anche per Gomes, subentrato a Palumbo, che impatta subito molto bene il match. I siciliani passano così al 3-5-2, con Le Douaron e Pohjanpalo più vicini e sullo stesso raggio d’azione. Corona è l’ultima carta a disposizione, entrato al posto del finlandese all’ottantaquattresimo. Finale di fuoco, con Radunovic che si oppone anche a Ceccaroni. A regalare l’ultimo brivido, in pieno recupero, è Artistico, che supera Joronen, ma non calibra la mira, centrando in pieno il palo. Al termine dei cinque minuti al Barbera termina 1-0.

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