La dura legge del Barbera. Solo guai per chi oltrepassa la soglia dell’impianto di viale del Fante, che ormai da otto turni non lascia più scampo agli avversari, trasformandosi in una vera e propria fortezza invalicabile. Termina 3-0 il match valido per la ventiseiesima giornata di campionato tra Palermo e Sudtirol. A segno il capocannoniere Pohjanpalo, un incredibile Le Douaron e Ceccaroni, capace di deliziare i 24.915 tifosi presenti oggi tra gli spalti, con un inserimenti mozzafiato, ormai specialità della casa a cui non ci si abitua mai abbastanza.
Il quattordicesimo risultato utile di fila certifica la crescita esponenziale dei siciliani, che con gli ennesimi tre punti gonfiano ulteriormente il proprio bottino, adesso a quota 51, restando aggrappati alle prime della classe. I rosanero, terzi, approfittano così del pareggio di ieri del Frosinone, secondo a +2, in attesa del Monza, in scena nella serata di oggi a Carrara.
Pochi dubbi per l’undici di Inzaghi: Joronen in porta; Peda, capitan Bani e Ceccaroni in difesa; Pierozzi e Augello certezze e punti fermi lungo le fasce, rispettivamente a destra e a sinistra; il duo Segre-Ranocchia cuore pulsante del centrocampo; tridente d’attacco Palumbo e Le Douaron, ancora una volta preferito nel ballottaggio col neoacquisto Johnsen, alle spalle di Pohjanpalo.
Avvio scoppiettante per i rosa, in un match che fin dai primi minuti si rivela molto fisico. La prima ghiotta chance la regala Ranocchia. Il numero 10 scatena il mancino dalla distanza, ma Adamonis si distende bene e smanaccia via il pallone da sotto l’incrocio dei pali, deviando in corner. Il duello tra l’ex Juventus e il portiere lituano, col medesimo esito, si ripeterà appena cinque minuti più tardi, questa volta su schema, dagli sviluppi di un calcio d’angolo. Nel mezzo, la risposta velenosa degli altoatesini. Molina esprime il meglio di sé sulla sinistra, lasciando sul posto Palumbo e Augello e servendo in area Casiraghi. I riflessi di Joronen, però, non si appannano davanti alla conclusione del numero 6.
Le pressioni e le incursioni lungo la fascia mancina saranno così una costante per tutta la durata della partita. Al contrario, la corsia di destra si mostra solida e rocciosa. Due sono i punti forti e i talismani in campo: la lucidità e la grinta di Segre e Ranocchia, consci dell’avversario scomodo di giornata, e Bani, capitano capace di guidare e manovrare la difesa, intercettando i palloni più insidiosi, con chiusure decisive. Meno attivo del solito e apparentemente più sporco e disorientato Palumbo. A vestire i panni di faro dell’attacco è così Le Douaron, primo difensore, sempre pronto a creare scompiglio e densità in area.
La formazione palermitana resta compatta e non si lascia scalfire degli attacchi degli uomini di Castori, tra i più fallosi di tutto il campionato. Con lo scorrere del tempo nel cronometro la sfida si rivela sempre più tattica, in bilico sul filo dei nervi. Al ridosso del ventesimo la svolta. Padroni di casa all’arrembaggio, Segre crede e combatte su una sfera vagante in area dopo la deviazione della difesa avversaria. Adamonis atterra il numero 8, ma per il direttore di gara Crezzini è giallo per simulazione. Piccoli attimi di concitazione, poi l’intervento del var stravolge tutto: marcia indietro sul cartellino e calcio di rigore. Alla battuta Pohjanpalo. Dal dischetto il cecchino vichingo non sbaglia e tabellino si sblocca: 1-0.
L’irreprensibile Sudtirol subisce il colpo, ma non demorde, tornando subito alla carica. Sei minuti dopo Casiraghi accarezza il pari, ma il diagonale non inquadra lo specchio della porta e sfila sul fondo accompagnato dai sospiri di sollievo dei tifosi rosanero. Nel momento più delicato il club di viale del Fante si riscopre cinico e determinato. Il duro lavoro di pressing, condotto tra alti e bassi, porta finalmente i suoi frutti. Dagli sviluppi di una rimessa laterale, sono i difensori rosa a fare il lavoro sporco, lasciando il campo a Le Douaron. Il francese si sistema il pallone, guarda la porta e trova l’ispirazione, tirando fuori dal cilindro un vero e proprio colpo da maestro che spiazza Adamonis: 2-0.
Al rientro dagli spogliatoi è il Sudtirol ad aver il miglior impatto sul campo, ma ancora una volta la squadra di Inzaghi non fa sconti e alla prima occasione utile mette il sigillo all’incontro. Al cinquantaduesimo, dal cerchio di centrocampo Ranocchia dipinge una parabola perfetta per l’inserimento fulmineo di Ceccaroni. La specialità della casa per il numero 32, che non si lascia intimorire neanche dalla gabbia di Molina e El Kaouakibi e con la punta del piede destro confeziona un delizioso pallonetto imprendibile anche per il portiere lituano: 3-0.
Calato il tris, mister Inzaghi sfodera la prima arma a sua disposizione: fuori un esausto Bani, dentro Magnani. Botta e risposta in campo. I biancorossi provano ad alzare la testa, ma la punizione di Casiraghi termine di poco alta sopra la traversa, senza il necessario intervento di Joronen. Dall’altro lato Palumbo tenta il colpaccio con un sinistro al volo. Seconda vita per l’ex Modana in questa frazione di gioco, una bussola ritrovata, un diesel in continuo crescendo, ma non ancora ai livelli sfoggiati nei turni precedenti.
Altre due sostituzione al sessantacinquesimo in casa Palermo: fuori Pierozzi e Le Douaron, dentro Gyasi e Johnsen. L’ingresso del norvegese è dei migliori, regalando spettacolo e divertimento con l’ex compagno al Venezia. La ritrovata intesa dura appena dieci minuti, per lasciare spazio a Corona e Blin. Fuori così Pohjanpalo e Ranocchia. Unico dispiacere per in numero 10? Non aver potuto vivere la gioia del gol. Un elegante sinistro al volo, non convalidato per fallo in attacco del numero 20 sull’estremo difensore avversario. I rosanero gestiscono e tentano persino il poker in più di un’occasione, anche con i neoentrati. Al termine dei quattro minuti di recupero termina 3-0 al Barbera.




