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La diciannovesima giornata

Palermo sprecone a Mantova, rosanero acciuffati nel recupero da Marras: 1-1

domenica 11 Gennaio 2026

Il Palermo perde una grossa chance a Mantova, ma prosegue la striscia di risultati utili consecutivi.

Allo stadio Martelli di Mantova termina 1-1 la diciannovesima giornata di campionato di serie B. I rosanero confermano il quarto posto in classifica, ma non consolidano del tutto il gradino appena sotto il podio, a quota 34 punti, a meno tre dal Monza terzo. A segno Ceccaroni, ad avvio match, e Marras sul finale, in pieno recupero.

La formazione di viale del Fante inaugura il 2026 con Joronen tra i pali, Peda, Bani e Ceccaroni in difesa, Pierozzi e Augello quinti lungo le fasce, Segre e Ranocchia cuore pulsante del centrocampo e con la coppia VasicPalumbo alle spalle di Pohjanpalo.

Ritmi subito alti e intensi per le due compagini, senza risparmio di colpi. Tra i più pimpanti spicca Ranocchia, autore di una ghiotta occasione al secondo minuto, ma il destro termina alto sopra la traversa. Lascia il segno anche Vasic. Il serbo, lanciato da un eccellente Palumbo, concretizza le buone impressioni, senza troppi fronzoli, già all’ottavo minuto con assist al bacio per Ceccaroni. L’inserimento, arma vincete del numero 32, si rivela fatale per la difesa virgiliana: 0-1 (dopo una lunga revisione al var).

I rosa aggrediscono alti, si divertono e promettono faville. Una fiamma ardente che si affievolisce, però, con il passare dei minuti. Dopo una prima mezz’ora importante e convincente, sotto tutti punti di vista, la squadra di Inzaghi si culla sul vantaggio, gestendo il match e le aggressioni sporadiche dei padroni di casa. Il primo campanellino d’allarme giunge al diciottesimo, con la gran botta di Falletti dalla distanza, terminata di poco fuori alla destra di Joronen.

I lombardi non sfondano e i palermitani non spingono il piede sull’acceleratore. I tocchi sono sempre più imprecisi, ma le sbavature concesse agli avversari non impegnano e non impensieriscono l’estremo difensore finlandese, chiamato in causa con il contagocce, grazie anche alla solidità garantita da capitan Bani e dai compagni di reparto Ceccaroni e Peda. Il polacco conferma così la fiducia riposta dal proprio tecnico, senza far rimpiangere il più esperto Bereszynski.

Piccola curiosità. Al ventisettesimo la direzione della gara cambia volto. A causa di un piccolo problema al polpaccio l’arbitro Perenzoni lascia il campo. Al suo posto il quarto ufficiale, il palermitano Mucera. Uno stop che prolunga il recupero, con ben sette minuti in più concessi al termine del tempo regolamentare. La partita cambia ancora volto superata la soglia del quarantesimo. I siciliano tornano dalle parti di Bardi trainati da Pohjanpalo. Il tentativo di testa dell’ex Venezia, servito dalla parabola di Augello, termina alta sopra la traversa. Due minuti più tardi è Bardi-show. Il fresco ex rosanero tiene a galla i biancorossi con due decisive parate su Vasic e Pohjanpalo. Il numero 20 non demorde e alla seconda chance è Maggioni ad alzare il muro ed impedire la seconda rete di giornata.

Il Palermo crede nel raddoppio e nel recupero regala il brivido finale: tiro cross di Ranocchia, scivolata in area di Segre sul secondo palo, ma il numero 8 non aggancia per un soffio. Un’azione che riassume in toto la prestazione dei due centrocampisti, sempre più elementi essenziali dell’undici titolare di Inzaghi. Il gol siglato ad Avellino sembra aver donato una nuova prospettiva al numero 10, che con fatica e costanza è ormai proiettato al ritorno ai vecchi splendori, giocate e numeri capaci di far scattare subito la scintilla con i tifosi rosa. Partita di corsa e di sostanza, invece, per Segre, accompagnata da un pizzico di sfortuna.

Al rientro dagli spogliatoi è il Mantova a reggere le redini del gioco. La supremazia dei virgiliani dura appena dieci minuti. Il club di viale del Fante accende i motori e semina il panico tra le fila della retroguardia lombarda. Al cinquantottesimo uno scivolone dei biancorossi accende le speranza degli ospiti: in ripartenza Pohjanpalo allarga a sinistra per Palumbo, ma il tiro del numero 5 è troppo incrociato e non inquadra lo specchio della porta.

Il match perde dinamismo e fascino. La prima sostituzione arriva al sessantaquattresimo: dentro Le Douaron, fuori Vasic. Un cambio modulo certificato appena sei minuti più tardi con il triplo cambio: Blin, Gomes e Bereszynski per Palumbo, Ranocchia e Peda. Il Palermo passa così al 3-5-2, con l’attaccante francese pronta ad agire al fianco dell’ex Venezia. Ottima partita per il serbo numero 14, a cui manca solo il gol. Una prestazione sopra la sufficienza e che certifica l’ottimo stato di forma. Resta il timore sotto porta. Un timore, che con il tempo e con ulteriore minutaggio sulle gambe, mister Inzaghi spera di poter spazzare via. L’ex Padova sfoggia carattere e grandi doti tecniche, accumulando tanti falli e ritrovandosi spesso accerchiato dagli avversari. Pochi palloni, ma molo più efficace Palumbo. Il numero 5 si conferma perno della formazione rosanero. Non è l’assoluto protagonista del match, ma nei momenti di bisogno è sempre presente e reattivo, confermando tutte le aspettative. All’ottantaduesimo spazio anche per Giovane, al posto di Segre. Pochi secondi dopo, rosso inaspettato anche per il tecnico piacentino, protagonista, protagonista fuori dall’area tecnica, di un diverbio in campo con Cristiano Bani.

Il Palermo accarezza il raddoppio nel recupero con Bani, ma appena due minuti dopo i sogni di gloria si sgretolano. A chiudere il match sul filo di lana, al quinto minuto di recupero, è Marras. Dimenticato e solo, su un importante errore in fase di copertura di Augello, il neo-subentrato punisce i siciliani, fin troppo spreconi, infliggendo la decisiva sentenza. Al Martelli di Mantova termina 1-1.

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