“Il sito Pfizer di Catania deve essere subito candidato come progetto strategico europeo nell’ambito del Critical Medicines Act, la nuova normativa europea appena approvata dal Parlamento e dal Consiglio. Si tratta di una scelta operativa che attiva strumenti concreti e accesso diretto ai finanziamenti Ue, legata al fatto che lo stabilimento etneo produce medicinali inclusi nella lista europea dei medicinali critici: il Tazocin®, antibiotico salvavita utilizzato negli ospedali, e il Methotrexate® in siringhe preriempite, fondamentale per patologie croniche diffuse. Questo dato, da solo, soddisfa i requisiti previsti dal regolamento per l’attivazione delle misure di tutela e rafforzamento della capacità produttiva europea”. Lo ha dichiarato l’eurodeputato Ruggero Razza, coordinatore del gruppo parlamentare Ecr in commissione per la Salute Pubblica a Bruxelles, che ha voluto ringraziare il ministro Urso per l’immediata presa in carico del tavolo di crisi.
“Il Critical Medicines Act – prosegue Razza – non è una dichiarazione di principio, ma un regolamento con effetti diretti, applicabili da ciascuno Stato membro. L’articolo 6 prevede la designazione di “progetti strategici” per gli impianti che producono medicinali critici o i loro principi attivi. Questa designazione comporta, ai sensi degli articoli 7 e 8, procedure autorizzative accelerate, tempi certi per le decisioni amministrative e un coordinamento europeo che riduce drasticamente gli ostacoli burocratici. Ma, ancora più rilevante è il capitolo finanziario. L’articolo 9 consente l’accesso prioritario ai fondi europei esistenti – tra cui EU4Health, Horizon Europe, InvestEU e i fondi di coesione – per sostenere investimenti, ammodernamenti e riconversioni produttive. L’articolo 10 introduce inoltre la possibilità per gli Stati membri di concedere aiuti di Stato in modo semplificato e rapido, proprio per evitare la perdita di capacità produttiva su medicinali critici”.
L’eurodeputato siciliano ricorda, inoltre, che “il regolamento interviene anche sul mercato. Gli articoli 11 e 12 modificano i criteri degli appalti pubblici, consentendo alle amministrazioni di privilegiare non solo il prezzo, ma anche la sicurezza delle forniture, la resilienza delle catene produttive e la localizzazione europea della produzione. Questo significa creare una domanda stabile e prevedibile per siti come quello di Catania. Infine, l’articolo 13 prevede strumenti di monitoraggio e intervento in caso di rischio di interruzione della produzione, consentendo alla Commissione e agli Stati membri di attivare misure straordinarie per garantire la continuità produttiva. È esattamente il quadro normativo pensato per situazioni come quella attuale”.
“Da almeno due anni sostengo che la situazione a Catania sia difficile e che la multinazionale ha da tempo espresso la volontà di lasciare il sito, nonostante investimenti copiosi. Tuttavia questa decisione, legata alla contrazione di mercato e alle copiose perdite, è antecedente alla entrata in vigore del nuovo quadro giuridico europeo. Sono certo dell’impegno del ministro Urso, ma sono allo stesso modo convinto che solo attivando la procedura di candidatura del sito Pfizer di Catania come progetto strategico europeo si potrà assicurare un futuro. L’azienda sia collaborante: poiché questo passaggio è indispensabile per sbloccare risorse, accelerare decisioni e garantire una prospettiva industriale solida non serve avere fretta adesso. Non si mette sul mercato un sito chiuso e con i lavoratori licenziati. Si facciano aiutare dalle istituzioni, ma garantiscano una fase tampone di 12 mesi”.





