La poesia non è soltanto un genere letterario, ma una modalità di pensiero. È un modo di stare nel mondo che precede la pagina scritta e che, ciclicamente, torna a interrogarla. Nei momenti di crisi dei linguaggi e di saturazione delle parole, la poesia sente il bisogno di uscire dal libro, di esporsi, di rimettere in gioco il corpo e la voce. È in questo spazio di ritorno e di frizione tra scrittura e presenza che si colloca la poesia performativa, non come esercizio sperimentale, ma come risposta culturale a un tempo che chiede forme nuove di ascolto.
Da questa esigenza nasce “VocAzione”, a cura di Dario Tomasello, un ciclo di incontri tra poesia, teatro e parola, che si svolge tra Taormina e Messina con ospiti d’eccezione. La rassegna apre il 2026 della Fondazione Taormina Arte e si configura come un progetto condiviso tra i due territori, dedicato alla riscoperta della dimensione orale e teatrale della poesia, realizzato in collaborazione con l’Università di Messina e con il Dipartimento COSPES.
“L’intenzione è quella di continuare a promuovere e organizzare manifestazioni culturali sul territorio, ampliando la rete dei soggetti e dei partner coinvolti. In questo caso abbiamo lavorato insieme all’Università di Messina, con cui abbiamo costruito un calendario di eventi che vede protagonisti tre performer chiamati ad affrontare, in chiave teatrale e con un linguaggio accessibile, temi complessi e tutt’altro che leggeri”, racconta Felice Panebianco, sovrintendente della Fondazione Taormina Arte.
Le voci dei protagonisti
“Si tratta di un’iniziativa condivisa con la Fondazione Taormina Arte – spiega Dario Tomasello – che nasce con l’obiettivo di riscoprire la vocazione performativa della poesia. Un percorso che prende forma attraverso la voce di tre artisti e un calendario di incontri pensato come spazio di attraversamento tra parola, corpo e scena”.
Sul piano teorico e culturale, il progetto intercetta una trasformazione più ampia del linguaggio poetico contemporaneo.
“Viviamo una fase in cui la poesia sta cercando di riappropriarsi della propria origine come medium orale e fisico. Non una poesia legata esclusivamente alla dimensione letteraria, ma una poesia che nasce dal corpo, dalla presenza e dalla relazione con lo spazio”, sottolinea Annalucia Codazzo, dell’Università del Salento.
A chiudere il quadro è Daniele Timpano, che richiama il legame tra produzione artistica, oralità e scrittura ibrida: “L’idea è quella di mettere insieme una collana di libri e di contesti poetici firmati da autori non strettamente poeti, ma con una forte vocazione performativa. Una scrittura in versi che nasce da autori ibridi, che hanno già a che fare con il corpo e con la voce. È una poesia che non è soltanto da leggere o imparare a scuola, ma qualcosa di vivo, che continua a essere prodotta e agita nel presente”.
IL PROGRAMMA

Il calendario di “VocAzione” si sviluppa in sei appuntamenti, tra Taormina e Messina, costruendo un dialogo continuo tra i due territori e tra i diversi spazi della produzione culturale. I primi due incontri si sono già svolti, inaugurando la rassegna con una risposta attenta e partecipe da parte del pubblico.
A Taormina, il ciclo ha preso avvio il 12 gennaio 2026 con Poemi focomelici, performance di Daniele Timpano, presentata da Dario Tomasello e Annalucia Codazzo.
Il calendario proseguirà il 18 febbraio con Cunto Saraceno, affidato a Gaspare Balsamo, che dialogherà con Dario Tomasello e Maria Rita Chierchia. La rassegna si chiuderà il 2 marzo, con Io ignoro cosa dell’amore, performance di Guido Celli, presentata da Dario Tomasello.
A Messina, invece, il percorso si è aperto il 13 gennaio. sempre con Poemi focomelici di Timpano.
Il secondo appuntamento è in programma il 19 febbraio, con Cunto Saraceno di Gaspare Balsamo, introdotto da Maria Rita Chierchia, mentre la conclusione è prevista il 3 marzo, alle ore 11:00, con Io ignoro cosa dell’amore di Guido Celli, presentato da Dario Tomasello.




