La parola d’ordine è integrazione. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, intervistato all’Etna Forum dal direttore editoriale de ilSicilia.it, Maurizio Scaglione, ribadisce la linea del governo Meloni sulle politiche migratorie: “La nostra politica per i migranti è chiara, lo è sempre stata sin dal primo momento. Il migrante che viene in Italia regolarmente può lavorare, può mettere su famiglia, e io ne conosco a centinaia a Catania e in provincia. Ma nessuno può pensare, meno che meno la sinistra, che il governo Meloni possa cedere di un solo centimetro sulla necessità di porre fine a questo vergognoso commercio di carne umana messo in atto dalle mafie dei Paesi di partenza”.
“Chi viene in Italia è sempre benvenuto, purché ricordi di essere in un Paese ospite”, ha sottolineato Musumeci. Un principio che per l’ex governatore della Sicilia passa dall’integrazione e dal rispetto delle regole: “Integrarsi non significa che l’Italia debba obbedire alle imposizioni dei migranti. Integrarsi significa: noi ti dobbiamo la scuola, l’istruzione, il diritto a una casa; tu devi avere un lavoro dignitoso, ma non puoi pensare di imporre le tue leggi a casa nostra. Questo non lo possiamo assolutamente consentire a nessuno”. Concetto che il ministro estende anche al rispetto delle differenze religiose e culturali: “Sei musulmano, vuoi pregare Maometto? Liberissimo di farlo. Ma non devi venire a imporre a noi l’obbligo di vergognarci di essere cristiani. Ognuno preghi il proprio Dio, rispetti le nostre leggi, impari la Costituzione e impari la lingua italiana. E non faccia andare in giro le donne con il volto coperto, perché in Italia la donna ha un ruolo da protagonista, non è relegata ai margini della società come invece avviene nei Paesi dai quali provengono i migranti”.
Alle critiche dell’opposizione sulle politiche migratorie del governo, Musumeci risponde con tono ironico: “Se l’idea forza della sinistra resta l’accoglienza dei migranti, io credo che noi governeremo ancora per altri vent’anni”.
A sostegno della sua posizione, il ministro richiama gli anni passati: “Ricordiamoci che dal 2011 al 2021, quindi nei dieci anni in cui la sinistra, sotto varie formule, è stata al governo senza mai prendere voti, ma soltanto grazie alle scelte quirinalizie, il Mediterraneo, il tratto di mare dalla costa africana alla costa siciliana, è diventato la tomba di ventitremila migranti. Ventitremila morti in quello spazio di mare”. “La preoccupazione della sinistra – ha aggiunto il ministro – era quella di assicurare l’apertura dell’Italia ai migranti irregolari, senza preoccuparsi invece di contrastare il fenomeno al momento della partenza. E proprio perché non contrastati, non impediti, non ostacolati al momento della partenza, i migranti hanno dovuto vedere infranto il loro sogno di arrivare in Italia e quindi in Europa, e hanno incontrato la morte in quel tratto di mare”. Poi l’affondo: “È un’ipocrisia quella della sinistra. Lo abbiamo detto mille volte e continuiamo a dirlo”.




