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Il punto sulle candidature nell'Isola

Province, si va verso il “derby mazarese” a Trapani: il toto-liste a Palermo entra nel vivo

giovedì 3 Aprile 2025
palazzo dei normanni

Cresce l’attesa sulle elezioni delle Province in Sicilia. Dopo oltre un decennio di commissariamenti ed interim, Città Metropolitane e Liberi Consorzi si apprestano ad avere organi regolarmente eletti, anche se con voto di secondo livello. A scegliere i rappresentanti degli organi di raccordo non saranno infatti i cittadini, bensì sindaci e consiglieri comunali dei vari territori coinvolti. Il tutto attraverso un sistema di voto ponderato decisamente arzigogolato e con un’assegnazione dei seggi ispirata al metodo proporzionale.

Le coalizioni stanno provando a trovare una sintesi. Anche se, soprattutto sul fronte del centrodestra, in diverse aree dell’Isola si potrebbe andare in ordine sparso. Fatto che potrebbe aprire al fronte progressista PD-M5S, arricchito da AVS e Controcorrente, possibili varchi in cui infilarsi. E’ il caso soprattutto dei Liberi Consorzi. Enti per il quali si eleggerà il Consiglio Provinciale ma soprattutto i relativi presidenti. Discorso diverso nei tre capoluoghi principali (Palermo, Catania e Messina), dove si nomineranno i componenti del Consiglio Metropolitano. Fronte sul quale i coordinamenti dei vari partiti si sono attivati per chiudere al più presto le liste. Ma anche in questo caso non sono mancate le fratture, alcune delle quali ancora in corso.

Verso il “derby mazarese” a Trapani

Con riguardo ai Liberi Consorzi, ci sono molte partite aperte. A Trapani si potrebbe andare a profilare un derby tutto mazarese. Il centrodestra infatti si sarebbe compattato sul profilo del sindaco di Castelvetrano Giovanni Lentini. Una candidatura appoggiata fin dall’inizio dall’azzurro Tony Scilla e dall’esponente della Lega Mimmo Turano, assessore regionale all’Istruzione e Formazione. Profilo al quale il centrosinistra starebbe pensando di contrapporre il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci. Un profilo civico compatibile con quello che è lo spirito della lista “L’Alternativa” e su cui potrebbe convergere anche il Partito Democratico. L’ufficialità però non c’è ancora. Per quella bisognerà attendere le prossime ore.

Scontro nel centrodestra a Siracusa

Nervi tesi a Siracusa, dove il centrodestra si è spaccato sul nome di Michelangelo Giansiracusa. Il profilo del sindaco di Ferla sarebbe gradito all’Mpa, in particolare al deputato regionale Giuseppe Carta, e al gruppo politico vicino al parlamentare regionale Carlo Auteri. E proprio contro i due si sarebbero schierati i coordinamenti provinciali di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Moderati che, in una lettera senza firme, hanno attaccato senza mezzi termini l’appoggio dei due esponenti dell’Ars allo stesso Giansiracusa, ritenuto troppo vicino ad Azione e ad ambienti di sinistra.

Coalizione divisa a Enna e Caltanissetta

Situazione complicata anche ad Enna e Caltanissetta. Sul capoluogo più alto della Sicilia, il centrodestra sarebbe spaccato in due fronti. Il primo, sostenuto da Forza Italia e Grande Sicilia, porta al profilo del sindaco di Nissoria Rosario Corianni. Il secondo invece vedrebbe protagonista Antonio Cammarata, ovvero il sindaco di Piazza Armerina. Personalità sulla quale si sarebbe accentrato il consenso di Fratelli d’Italia, UdC e Lega. Ancora non è chiara la posizione della Democrazia Cristiana. In casa giallorossa invece, il centrosinistra ha deciso di sostenere il volto del sindaco di Calascibetta, ovvero Antonio Capizzi.

Sul fronte nisseno, l’asse progressista schiera Terenziano Di Stefano, sindaco di Gela e profilo vicino al coordinatore regionale del M5S Nuccio Di Paola. Una candidatura dalla quale i pentastellati si aspettano tanto, vista anche la divisione che regna fra gli avversari. Anche a Caltanissetta infatti, il centrodestra rischia di andare diviso. Due i nomi che girano fra i corridoi di Palazzo dei Normanni. Si tratta del sindaco del capoluogo nisseno Walter Tesauro, sostenuto da Forza Italia, e di Massimiliano Conti, sindaco di Niscemi. Profilo sul quale ci sarebbero i “si” di Fratelli d’Italia, Lega, DC e Noi Moderati.

Giochi fatti ad Agrigento e Ragusa

Appare più chiaro, almeno sulla carta, il quadro su Agrigento e su Ragusa. Alle spalle del Mediterraneo, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, Democrazia Cristiana e Udc hanno deciso di sostenere il sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino. Di diverso avviso sarebbero i gruppi territoriali di Forza Italia e MpA. Partiti che, con il sostegno di un’ala del PD vicina al capogruppo all’Ars Michele Catanzaro, starebbero pensando di sostenere il sindaco di Aragona Giuseppe Pendolino. Mossa osteggiata sia dal segretario regionale Dem Anthony Barbagallo che dal capogruppo della Democrazia Cristiana Carmelo Pace.

Giochi fatti invece a Ragusa. Nella provincia iblea Fratelli d’Italia, Lega, Grande Sicilia e Forza Italia hanno dichiarato di appoggiare il profilo di Maria Rita Schembari, sindaco di Comiso. Un nome molto vicino al capogruppo meloniano a Sala d’Ercole Giorgio Assenza e sul quale ha deciso di convergere anche il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì. Una presa di posizione che non ha trovato l’adesione della Democrazia Cristiana. I democristiani che sul territorio ibleo vantano un’ampia rappresentanza garantita dal presidente della commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, sosterranno il nome di Gianfranco Fidone. Sul sindaco di Acate si registra anche l’appoggio del gruppo civico Radici Iblee. Candidature alle quali se ne aggiungerà una terza appoggiata dai gruppi di centrosinistra. Si tratta del sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna.

Derby Forza Italia – Fratelli d’Italia per la leadership a Palermo

La battaglia per le elezioni provinciali non riguarda però solo i Liberi Consorzi. L’attenzione della politica è massima anche sul capoluogo siciliano. A Palermo infatti si dovranno eleggere i 18 consiglieri metropolitani che affiancheranno, almeno per i prossimi due anni e tre mesi, l’attività politica del sindaco Roberto Lagalla. Gli occhi degli addetti ai lavori sono focalizzati sul derby, tutto interno al centrodestra, fra Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Anche se si tratta di elezioni di secondo livello, sia per gli azzurri che per i meloniani arrivare primi potrebbe avere importanza capitale. Non solo per un fatto di immagine, ma anche e soprattutto per la futura scelta delle cariche politiche. Come quelle di Vicesindaco metropolitano, del presidente del Consiglio Metropolitano e dei relativi consiglieri delegati. Figure, quest’ultime, che avranno una sorta di ruolo simile a quello degli assessori nei comuni, con relative competenze specifiche di cui occuparsi. Anche se, sulla questione, sarà necessario una futura circolare organizzativa.

In casa Forza Italia, l’ala vicina al deputato regionale Edy Tamajo potrebbe schierare la coppia composta da Catia Meli e Pasquale Terrani. Profili ai quali si potrebbe affiancare quello di Alberto Arcidiacono, sindaco di Monreale e vicino politicamente non solo al deputato regionale Marco Intravaia ma anche al vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. Da capire se l’ex capogruppo azzurro Gianluca Inzerillo deciderà o meno di scendere in campo.

All’interno di Fratelli d’Italia invece regna il massimo riservo. I meloniani hanno avuto in questi giorni diversi incontri relativi all’appuntamento elettorale del 27 aprile. Dal Consiglio Comunale erano arrivate richieste di candidatura sia dal capogruppo Giuseppe Milazzo che dal presidente della commissione Urbanistica Antonio Rini. Ma dal coordinamento regionale sarebbe giunto l’ordine di privilegiare i territori. Se sarà così o meno lo dirà la lista ufficiale che sará presentata entro domenica. Fino ad alllora si resta nel campo dei rumors. A tal proposito, i microfoni sempre accesi di Radio Palazzo parlano di una possibile chance per il sindaco di Corleone Walter Ra, per il sindaco di Valledolmo Angelo Conti e per quello di Roccamena Pippo Palmeri.

Tridente per la Lega, Noi Moderati punta a sua lista

Idee chiare invece in casa Lega. Il Carroccio punterà su sindaci e consiglieri della provincia. Rimangono fuori dal turno di amministrative quindi sia Sabrina Figuccia che Alessandro Anello. Fra i papabili ad una candidatura figurano il sindaco di Alimena Giuseppe Scrivano, volto storico del Carroccio in Sicilia ed impegnato politicamente in passato con l’ex ministro leghista Roberto Maroni, del sindaco di Casteldaccia Francesco Di Giacinto e dell’asssessore al comune di Bagheria Francesco Gurrado.

In casa Democrazia Cristiana invece rimangono da sciogliere i dubbi sulla linea de tenere sulle prossime elezioni provinciali. Continuano a rincorrersi i rumors di una possibile candidatura per Salvo Imperiale (profilo che sarebbe sostenuto anche dal sindaco di Bagheria Filippo Tripoli), anche se dal partito la linea sarebbe quella di dare spazio ai rappresentanti del territorio metropolitano. Vengono inoltre confermate le voci che parlano di una lista in corso di composizione da parte di Noi Moderati, la quale sarà capitanata dal vicepresidente del Consiglio Comunale Giuseppe Mancuso.

Cosa succede nel centrosinistra palermitano

Guardando al centrosinistra, l’incertezza regna anche in casa PD. I dem, a Palermo, andranno da soli. Un unicum in tutta l’Isola. Fra i papabili per un posto in lista ci sarebbero tutti i consiglieri comunali di Palermo (Rosario Arcoleo, Mariangela Di Gangi, Teresa Piccione e Fabio Teresi), nonchè una serie di sindaci della provincia. Alveo di nomi di cui potrebbero far parte il sindaco di Marineo Franco Ribaudo, il sindaco di Carini Giovì Monteleone, il sindaco di Capaci Pietro Puccio, il sindaco di Polizzi Generosa Gandolfo Librizzi e il sindaco di Petralia Soprana Pietro Macaluso. Il quadro però è ancora poco chiaro. Le interlocuzioni proseguiranno nei prossimi giorni. E non sono da escludere colpi di scena.

C’è poi “L’Alternativa“, lista civica che comprende in sè i rappresentanti di M5S, AVS, Controcorrente e di altri gruppi civici. Un plotone che punta a ribaltare i ruoli all’interno del centrosinistra. Ne faranno parte l’ex vicesindaco di Palermo Fabio Giambrone, il capogruppo del M5S al Comune di Palermo Antonino Randazzo, l’esponente di “Oso” Giulia Argiroffi, il consigliere comunale di Termini Imerese Francesco Paolo D’Angelo e la consigliere comunale di Carini Fosca Giambanco. Ritirata invece la candidatura del consigliere comunale di Polizzi Generosa Gandolfo Lo Verde, il quale era stato scelto dal gruppo di Controcorrente.

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