A volte, i buoni propisiti devono scontrarsi con la realtà. Questo è il caso in cui rientra il PUDM di Palermo. Acronimo che identifica la dicitura “Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo”. Un atto di cui il Comune non si è ancora dotato e dal quale dipende il destino di tutto l’arenile del capoluogo siciliano. Dalla Costa Sud a Sferracavallo. Da Vergine Maria all’Arenella. Anche se, va detto, l’atto è tornato in cima all’agenda politica soprattutto dopo le ultime vicende relative al litorale di Mondello. Proprio per questo, nei giorni scorsi, in molti hanno auspicato una rapida approvazione della delibera. Ma l’estate incombe e i passaggi burocratici dell’atto non sembrano essere compatibili con tempi così stretti. Facile quindi che la delibera possa trovare applicazione solo a partire dal 2027.
Il PUDM di Palermo, una delibera dalle lunghe vicissitudini
Ad oggi infatti, il Comune di Palermo non si è dotato di un PUDM all’avanguardia. A dire il vero, Palazzo delle Aquile ci aveva provato nel lontano 2016 durante l’Amministrazione Orlando ter. Salvo poi incontrare ostacoli non superati nelle osservazioni mosse allora dall’assessorato regionale al Terrritorio e all’Ambiente. Dopo un nuovo passaggio in Giunta durante l’epoca dell’Orlando quater, a riprovarci questa volta è l’Amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla. Per farlo servirà seguire le linee guida dell’assessorato regionale. Un primo passaggio importante si è registrato a novembre 2025 con l’approvazione della delibera in Giunta. Il documento però deve ancora passare dal Consiglio Comunale. E al momento, anche volendo, Sala Martorana non potrebbe analizzarlo.
La delibera non risulta all’ordine del giorno
L’atto, infatti, non risulta all’ordine del giorno del Consiglio Comunale. Il motivo è presto detto. Prima dell’arrivo in aula infatti, gli uffici dovranno terminare l’analisi delle 47 osservazioni mosse al PUDM da parte dei cittadini. Un iter al quale sono andate incontro in precedenza tutte le grandi manovre del Comune di Palermo, come ad esempio i lavori del sistema tram.
Osservazioni che sono state recapitate agli uffici solo a fine gennaio e che richiederanno ancora qualche settimana di tempo per la loro analisi. Dopodichè, il Consiglio Comunale potrà prendere i dovuti provvedimenti. Ma non è finita qui. Dopo l’ok dell’aula infatti, l’atto dovrà essere inviato all’assessorato regionale al Territorio e all’Ambiente per l’ottenimento della VAS. Atto per il quale possono passare fino a 90 giorni. Solo dopo l’eventuale decreto infatti, il PUDM di Palermo avrà efficacia. Termini ben oltre quelli imposti dall’inizio della stagione estiva. Tradotto, almeno per il 2026, la palla rimarrà in mano alla Regione.
Sunseri: “Non si può semplificare tutto in uno slogan”
Questione sottolineata dal deputato regionale del M5S Luigi Sunseri. Il parlamentare pentastellato, sui propri canali social, ha richiamato tutti a non lasciarsi andare a facili entusiasmi. “Non si può semplificare tutto in uno slogan significa ignorare passaggi tecnici, tempi procedimentali e responsabilità istituzionali che non possono essere compressi per convenienza politica o comunicativa – ha scritto Luigi Sunseri -. Il PUDM riguarda l’intera fascia costiera di Palermo: da Sferracavallo a Mondello, dall’Addaura all’Arenella, fino a Sant’Erasmo e alla Bandita. Parliamo di equilibrio tra fruizione pubblica, tutela ambientale, concessioni demaniali, sviluppo economico e legalità. Non è materia da tifoserie. Governare un processo amministrativo significa rispettare le regole, garantire trasparenza, valutare ogni osservazione, assumersi la responsabilità delle scelte“.




