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Refugees Welcome, arriva a Palermo il progetto di accoglienza in famiglia di rifugiati

sabato 10 Giugno 2017

Palermo, da secoli terra di approdi per i migranti di tutto il mondo e simbolica Capitale dell’accoglienza, sposa Refugees Welcome, progetto che promuove l’ospitalità domestica per richiedenti asilo e rifugiati, attraverso un programma già accreditato sul piano internazionale ed attivo in altre 15 città d’Italia. Refugees Welcome Italia è un’organizzazione apartitica e senza scopo di lucro che, avvalendosi di una piattaforma tecnologica e di un team di professionisti qualificati, mette in contatto giovani rifugiati con persone – singole, coppie, famiglie – disposte ad ospitarli a casa propria. Un’esperienza di scambio e di condivisione a tutti i livelli, che ha già al suo attivo 40 convivenze in diverse parti del Paese. L’obiettivo di Refugees Welcome Italia è quello di promuovere un nuovo modello di accoglienza in cui l’ospitalità familiare possa affiancarsi ed integrarsi alle modalità attualmente esistenti di prima e seconda accoglienza.Il progetto mira infatti a creare un cambiamento culturale a partire dalla consapevolezza che l’ospitalità in famiglia sia il modo migliore per facilitare l’inclusione sociale dei rifugiati, contribuendo più di ogni altro intervento al superamento della dimensione di vulnerabilità, passività e disagio tipica dei centri di accoglienza e favorendo l’espressione delle potenzialità personali, la partecipazione e il raggiungimento del benessere.

L’accoglienza in famiglia costituisce una grande opportunità di arricchimento culturale ed emotivo anche per i cittadini che decidono di aprire le porte della propria casa. Chi ospita in casa un rifugiato ha la possibilità di conoscere una nuova cultura, aiutare una persona a costruire un progetto di vita nel nostro Paese, esercitare una cittadinanza più consapevole e attiva e costruire nuovi legami di comunità. Il percorso inizia sulla piattaforma on line www.refugees-welcome.it, alla quale possono iscriversi sia le famiglie che vogliono aprire le porte della propria casa, sia coloro che desiderano far parte del progetto come attivisti. L’associazione si avvale poi del lavoro sul campo di un team di professionisti altamente qualificati, che si occupano di trovare il miglior abbinamento possibile tra le persone disposte ad ospitare ed i rifugiati, sulla base delle necessità e delle caratteristiche di entrambi. L’intero processo viene seguito in tutte le sue fasi con metodologie specifiche e rigorose, dalla selezione dei profili ad una verifica costante dell’andamento dell’accoglienza.

“Crediamo fermamente che l’accoglienza in famiglia possa essere, per i rifugiati, un passaggio fondamentale verso l’indipendenza, un momento per  investire in un progetto di vita nuovo. – spiega Sara Consolato, responsabile nazionale Refugees Welcome Italia  Le convivenze avviate, anche se ancora poche, lo dimostrano. Penso a Rayane, che grazie anche al supporto della famiglia che la sta ospitando, ha vinto una borsa di studio per una prestigiosa università romana, al giovane Mohammed, che ha scoperto l’interesse per la cucina e ora spera di diventare un cuoco o a Saidou, che con l’aiuto della coppia che gli ha offerto ospitalità sta cercando un lavoro migliore”.  “Il gruppo territoriale Palermo si è formato grazie all’impegno di attivisti ed esperti che stanno investendo tempo e competenze per lo sviluppo del progetto – aggiunge Cristina Alga, referente territoriale di Refugees Welcome Palermo – Giuristi, attivisti dei diritti umani, psicologi, medici, giornalisti, operatori sociali: abbiamo davvero competenze variegate così tutti coloro che sceglieranno di accogliere potranno contare su un supporto ampio, continuativo e allegro. I migranti per cui cerchiamo ospitalità sono soprattutto neo-maggiorenni, hanno l’energia ed il bisogno di costruire un progetto di vita di tutti i ventenni del mondo, per questo, per loro e per chi ospita, la convivenza è un’esperienza di scambio e arricchimento reciproco appassionante”. 

È il caso di Luca e Senem, giovane coppia italo-turca, che vive a Palermo, decisa ad ospitare in casa Kawsu, “un ragazzo gambiano di 18 anni, orfano, senza una casa, senza un lavoro – spiega Luca – in un paese straniero di cui ancora non comprende bene la lingua. Ma ha già cominciato a studiare l’italiano e presto sosterrà l’esame per la licenza media” “Sabato 10 alle ore 17.00 all’Orto Botanico – aggiunge Senem – saremo entrambi protagonisti dell’appuntamento La biblioteca vivente, all’interno della manifestazione Una Marina di libri. Per un giorno noi saremo una storia felice da raccontare”.

Refugees Welcome offre ospitalità a coloro che, ottenuto lo status di rifugiato o altra forma di protezione internazionale, sono in uscita dai centri di accoglienza, ma non sono ancora pienamente indipendenti e rischiano di trovarsi in una dimensione di marginalità che può compromettere i primi passi compiuti per inserirsi nel nostro Paese. Fra questi, i più vulnerabili sono i neo maggiorenni. Si tratta di ragazzi stranieri arrivati in Italia da minorenni, soli, senza famiglia al seguito. Generalmente vengono accolti in centri dedicati, dove iniziano un percorso di integrazione che rischia di essere bruscamente interrotto al compimento della maggiore età, quando sono costretti a lasciare queste strutture per andare nei centri per adulti. Da oggi Refugees Welcome  Italia è attivo anche a Palermo e famiglie, single, gruppi di amici che hanno una stanza libera hanno adesso la possibilità di fare la propria parte e contribuire a questo processo di cambiamento per una nuova cultura dell’accoglienza. L’iscrizione può attivarsi attraverso la piattaforma refugees-welcome.it.

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