Alt, marcia indietro. Il Consiglio Comunale impone un cambio di linea sul nuovo regolamento Cup di Palermo. Un atto che andrà a regolare il destino di attività quali i servizi pubblicitari e l’occupazione di suolo pubblico. In aula sono emersi infatti dei dubbi sulla proposta presentata dagli assessori Giuliano Forzinetti e Brigida Alaimo, nonché dai relativi uffici. La delibera è arrivata troppo tardi, ovvero a quattro giorni dalla scadenza imposta dalla normativa (31 marzo). Temporeggiare infatti vorrebbe dire, almeno secondo quanto dichiarato in aula dal ragioniere generale Bohuslav Basile, “rischiare di perdere un gettito di 10 milioni di euro all’anno“. E il tempo di approfondire le modifiche previste dall’impianto normativo avanzato dagli esponenti dell’Amministrazione non c’è.
La proposta, mossa trasversalmente dall’aula consiliare, è stata quindi molto semplice. Cancellare dalla delibera tutte le innovazioni previste al testo base, fatta eccezione per le modifiche richieste dalla sentenza del Tar di gennaio 2026. Fatto che dovrebbe mettere il regolamento Cup al riparo da nuovi ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale. Almeno sulla carta. Niente da fare, quindi, sia per gli aumenti previsti del 15% sulla cartellonistica pubblicitaria che per le agevolazioni fino al 30% per alcune tipologie di occupazione di suole pubblico. I componenti di Sala Martorana si sono aggiornati così a lunedì mattina. Momento nel quale dovrebbero essere presentati alcuni emendamenti per apporre i correttivi auspicati in aula.
Seduta aperta e subito bloccata: pregiudiziale votata all’unanimità
Che la delibera potesse avere un percorso in salita, c’era da metterlo in conto. E, nei fatti, le ipotesi della vigilia si sono rivelate fondate. La seduta, infatti, si è aperta con la questione pregiudiziale presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe Milazzo. Motivo del contendere è stata la mancata presenza degli esponenti dell’Avvocatura Comunale, del direttore generale Eugenio Ceglia e del ragioniere generale Bohuslav Basile. Secondo il presidente della commissione Bilancio infatti, la presenza degli uffici era necessaria per dissipare alcuni dubbi. Tra i presunti problemi della delibera evidenziati in aula figurerebbe la possibilità che alcune spigolature normative possano offrire il fianco a nuovi ricorsi al TAR, vanificando ancora una volta il lavoro fatto dall’aula consiliare.
“Non è il Consiglio Comunale che sta ritardando l’approvazione dell’atto – ha dichiarato nel suo intervento Giuseppe Milazzo -. Lo stesso non può essere esitato se il Consiglio non viene messo nella chiara condizione di sicurezza sul fatto che il voto non determinerà la soccombenza dell’ente in sede di ricorso presso il tribunale tributario. Il tema lo abbiamo approfondito in commissione Bilancio. Abbiamo dato parere favorevole con riserva, allegando il verbale. Dobbiamo essere certi che il regolamento non sarà esposto a nuovi ricorsi. Il Consiglio deve avere questa sicurezza“.
I dubbi del Consiglio Comunale
Della stessa opinione è stato l’esponente di “Oso” Ugo Forello. Il vicepresidente della commissione Bilancio ha condotto un intervento molto duro nei confronti degli uffici e degli assessori competenti. “Quest’atto, così com’è strutturato, non è approvabile. Anzi, qualora approvato, verrebbe quasi certamente annullato dal TAR. E questo è grave. Non solo è stato impiegato un tempo inaccettabile per presentare questa delibera, fra l’altro a pochi giorni dalla scadenza, ma è stato presentato pure male. Non so se l’incapacità è degli uffici o di chi li comanda. Comunque sia, non è approvabile. Quest’atto presenta diversi e svariati motivi di criticità. A tal proposito, il nuovo responsabile dell’Ufficio Tributi ha presentato quatto pagine dettagliate con possibili emendamenti, in modo da evitare possibili profili di illegittimità dell’atto. Quindi, rischiamo di votare un atto che abbia le stesse criticità di quelli del passato“. Risultato: pregiudiziale votata all’unanimità e seduta sospesa fino al primo pomeriggio.
Chiesta l’apposizione delle sole modifiche chieste dal Tar
Il dibattito è ripartito intorno alle 15. Presenti tutti i soggetti chiesti sia da Giuseppe Milazzo che da Ugo Forello. Ad aprire la seconda tranche della discussione generale è stato proprio l’esponente di “Oso”. “La delibera si auto-definisce ‘riadozione a seguito di conformazione alla sentenza TARS 262 del 2026’. Ieri avevo chiesto il paragone fra il vecchio testo annullato dal tribunale amministrativo e l’atto all’ordine del giorno. Fra i due regolamenti c’è una proposta enorme. Con questo regolamento Cup entriamo nel merito di diverse modifiche su vari settori. Non solo sull’area Patrimonio, ma anche in quella del SUAP, andando ad intervenire su una serie di questioni sulle quali il TAR non si è mai espresso“.
“Alcune modifiche sono interessanti, ma non ci possiamo esprimere in due giorni – ha aggiunto Forello -. Richiedono un’istruttoria ben diversa rispetto a quella che oggi siamo costretti a fare. La proposta, trasversale, è quella di porre le modifiche ritenute necessarie sulla base delle sentenze del TAR. E poi, in un secondo momento, analizzare le modifiche richieste oggi. In quel momento ci saranno una serie di valutazioni che andranno fatte. Riprendiamo il regolamento precedente. Modifichiamo quello che il TAR ci chiedeva. Il resto, che presenta diversi profili di criticità, rimandiamolo“.
Seduta aggiornata a lunedì mattina
Poi Forello si lascia andare ad alcune considerazioni. “Mi rendo conto che dobbiamo andare alla spasmodica ricerca del consenso elettorale. Ma prima di tutto, dobbiamo fare gli interessi del Comune. Io sono stanco di ricevere da associazioni che rappresenta determinate categorie, come quella dei soggetti attivi nella pubblicità, lettere con le quali ci preavvisano che quello che stiamo facendo è illegittimo. Anche perchè poi, molto speso, vincono i ricorsi presentati. Non vorrei – ha concluso Forello – che ci fosse quasi un’intenzione o un’intenzionalità da parte del Comune di fare atti deboli, attaccabili giudizialmente e che vengono poi annullati. Quando basterebbe invece il un’attività di formazione di questi regolamenti con una propedeutica attività di confronto con le associazioni. Non successivamente. Sentirle prima non è solo opportuno, ma è anche necessario“.
Dopo gli interventi dei dirigenti e degli assessori coinvolti, la seduta è stata così aggiornata a lunedì mattina. Niente convocazione nel weekend quindi, così come era stato prospettato nella giornata di ieri.




