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Caso Antoci. Musumeci: “Se avesse voluto, il Pd lo avrebbe potuto candidare”

mercoledì 14 Febbraio 2018
Giuseppe Antoci

“Come per tutti coloro che sono impegnati nella lotta per la legalità, ho avuto grande rispetto anche per il dottor Antoci, al quale ho testimoniato solidarietà e vicinanza nel mio passato ruolo di presidente della Commissione regionale antimafia. Per questo il suo ‘protocollo’ sarà certamente applicato in molti altri enti, oltre che al Parco dei Nebrodi. Resto basito, quindi, per una polemica da campagna elettorale nei confronti di un governo che, nelle prime settimane dal suo insediamento, ha nominato alti ufficiali, magistrati e prefetti, con uno spirito di servizio alle istituzioni che non può essere scalfito da insinuazioni pericolose e diffamatorie, consapevoli come siamo che la lotta alle mafie si esercita, senza ostentazioni, con impegno e nel silenzio del dovere”.

Lo dice, in una nota, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in merito alla sostituzione di Antoci da presidente del Parco dei Nebrodi.Ancora più incomprensibile – aggiunge – è l’ipocrisia del Partito democratico che, se avesse voluto, avrebbe potuto valorizzare un proprio dirigente regionale, come Antoci, impegnato in tutte le campagne elettorali recenti, proponendolo per il Parlamento. Ma il partito ha preferito lasciarlo fuori“.

“Dal canto nostro, abbiamo esercitato – senza alcuna eccezione per tutti gli enti regionali – il diritto allo spoils system, applicando una legge del governo Crocetta, peraltro voluta proprio dal partito di Antoci. E al Parco dei Nebrodi abbiamo destinato un ufficiale del Corpo Forestale, noto per avere condotto impegnative indagini di polizia giudiziaria. Noi non abbiamo scelto un dirigente di partito. Appare disarmante come, ancora una volta, l’antimafia diventi strumento di campagna elettorale”.

La risposta di Musumeci arriva a stretto giro, dopo il duro commento giunto nelle scorse ore da diversi esponenti del Partito Democratico, fra cui l’ex governatore Rosario Crocetta: “Vergogna, Vergogna, Vergogna – aveva detto Crocetta – quello che mi sento dire, rispetto alla mancata nomina a presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. È un segnale tremendo, un vero e proprio gesto di tradimento istituzionale, nei confronti di un uomo che rischia la vita nella lotta contro la mafia”.

“Con Antoci – ha affermato Crocetta – abbiamo cacciato la mafia dai terreni dei Nebrodi, abbiamo risanato e rilanciato le politiche a favore del Parco. Tutto questo non conta è prevalsa la logica, non di decrocettizzare, ma quella di lottizzare. Ogni governo può scegliere i propri riferimenti ed io non contesterò, pur avendo il mio governo rispettato gli orientamenti politici di tutti i dirigenti, le nuove nomine. Ma non si dica più’ che sono stati revocati i dirigenti di Crocetta. Non ho avuto nessun rapporto personale o politico con i dirigenti, ma soltanto un corretto rapporto istituzionale. Oggi è prevalsa l’illusoria idea di piazzare su basi spartitorie ‘i propri referenti’ in posizioni apicali. “Ai nuovi dirigenti – conclude – faccio gli auguri di buon lavoro, osservando che tanti di loro hanno la mia stima, ma che alcuni di loro si portano sulle spalle – non certamente per orientamento politico – storie di gestioni non condivisibili. A quanti hanno lavorato bene in questi anni e sono stati vittime di un’ingiustificata epurazione, la mia sincera solidarietà”.

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