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Ballano 5 miliardi di euro di crediti non riscossi

Rottamazione quinquies a Palermo, tocca al Consiglio comunale: tutti i dettagli sulla delibera

giovedì 4 Giugno 2026

Mettersi in regola con i pagamenti, aiutando al contempo il Comune di Palermo a sbloccare ulteriore capacità di spesa. In Consiglio comunale arriva la delibera relativa alla cosiddetta “rottamazione quinquies“. Procedura agevolata di pagamento voluta dal Governo Nazionale e relativa a debiti verso l’erario contratti fra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2o23. La proposta, redatta dall’assessore al Bilancio Brigida Alaimo e dai suoi tecnici, è stata depositata lo scorso 25 maggio.

Un programma di recupero crediti in cui rientrano “tutti i debiti, tributari e patrimoniali, con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti, risultanti dai carichi affidati dal Comune all’agente della riscossione“. Ne faranno parte anche i carichi già oggetto di precedenti rottamazioni, venute meno a causa del mancato o non tempestivo pagamento degli importi dovuti. Grazie al ricorso alla procedura agevolata, il debitore verserà unicamente “le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso spese per le procedure esecutive e per i diritti di notifica“. Sono pertanto cassate gli importi dovuti ab origine a titolo di interessi, sanzioni, more e aggi.

I tempi della rottamazione quinquies a Palermo

Secondo quanto previsto dalla delibera, a partire dal 15 settembre 2026 l’Agenzia di riscossione renderà disponibile ai debitori i dati per individuare i cariche definibili tramite la rottamazione quinquies. Fra il 16 settembre e il 31 ottobre, il soggetto che vorrà aderire alla definizione agevolata dovrà presentare apposita dichiarazione tramite apposita piattaforma telematica. Successivamente, entro il 31 dicembre, l’Agenzia di Riscossione comunicherà ai debitori l’ammontare complessivo delle somme dovute.

Due le modalità di pagamento: in unica rata entro il 31 gennaio 2027, oppure tramite una rateizzazione fino a 54 rate bimestralicon scadenza il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027; in caso di pagamento rateale, si applicano gli interessi al tasso del 3% annuo a decorrere dal 1° febbraio 2027“. In caso di mancato o di insufficiente pagamento si applicherà la decadenza della misure. Ciò fatta salva una soglia di tolleranze sul tardivo pagamento di 5 giorni.

Obiettivo: combattere il sovraccreditamento ed investire sulla città

Secondo le stime messe nero su bianco all’interno della delibera, fra il 1 gennaio del 2000 e il 31 dicembre 2023 risultano importi da riscuotere per poco meno di 6,1 miliardi di euro. Cifra che, al netto di sanzioni ed interessi, si attesterebbe a poco meno di 5 miliardi di euro. Un computo fatto sulle spettanze relative a ICI, IMU, TASI, TARI, TARES, TARSU e sanzioni del codice stradale. Un elemento che, soprattutto negli anni immediatamente antecedenti al voto sul piano di riequilibrio, ha pesato sugli equilibri di bilancio del Comune di Palermo.

Ciò con particolare riferimento al cosiddetto fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE). Ovvero le somme che l’Amministrazione Comunale ha dovuto accumulare per coprire le eventuali situazioni di insolvenza sui vari crediti vantati dagli uffici di Palazzo delle Aquile. Ed è proprio sull’abbattimento della condizione di sovraccreditamento che i tecnici dell’assessorato al Bilancio puntano per sbloccare ulteriore capacità di spesa per l’ente.

Un buon auspicio sul quale ha parzialmente frenato il ragioniere generale del Comune di Palermo Bohuslav Basile. Nel parere di contabilità favorevole fornito sulla delibera della rottamazione quinquies, Basile specifica infatti che “in un Comune sottoposto a procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, ogni eventuale effetto migliorativo derivante dalla riscossione delle somme oggetto di definizione agevolata dovrà essere prioritariamente orientato al consolidamento degli equilibri di bilancio, al miglioramento del risultato di amministrazione, alla riduzione del disavanzo e al rispetto degli obiettivi assunti dall’Ente nell’ambito del Piano di riequilibrio e dell’Accordo sottoscritto con lo Stato“.

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