Dopo settimane segnate da piogge intense e mareggiate che hanno messo in ginocchio ampie porzioni del territorio, l’attenzione del Parlamento siciliano si concentra ancora una volta sui danni causati e adesso anche sulle riserve naturali delle Saline di Trapani e Paceco e dello Stagnone di Marsala, dove il maltempo ha danneggiato parte degli argini compromettendo l’equilibrio tra produzione e tutela ambientale.
A sollevare il caso e a chiedere un intervento immediato è stata Cristina Ciminnisi, deputata regionale del M5S componente della IV Commissione Ambiente. Secondo la parlamentare, oltre alla gestione dell’emergenza legata agli effetti devastanti del ciclone, è necessario portare all’attenzione del Governo anche la situazione delle saline di Trapani, Paceco, Misiliscemi e, in parte, di Marsala, colpite dalle avverse condizioni meteo.
“Le Saline di Trapani e Paceco stanno vivendo una situazione di emergenza senza precedenti. L’erosione costiera, l’innalzamento del livello del mare e le alterazioni idrauliche hanno compromesso la struttura delle vasche e degli argini, trasformando gran parte del sistema in una distesa d’acqua indistinta”.
Una fragilità dell’intero sistema che viene fuori in realtà dall’interazione di più fattori, quali anche la gestione insufficiente delle acque e cambiamenti climatici. “Se non interveniamo subito, rischiamo danni permanenti all’ecosistema e alla salicoltura storica, compromettendo biodiversità, paesaggio e lavoro”, questo il messaggio della deputata.
Argini danneggiati e produzione a rischio
Le forti mareggiate hanno lesionato alcuni tratti degli argini che regolano l’ingresso e il deflusso delle acque nelle vasche salanti. Un danno che non riguarda soltanto le infrastrutture, ma che rischia di compromettere l’intero ciclo produttivo del sale marino trapanese, una produzione storica e fortemente identitaria per il territorio.
Come sottolineato dalla deputata pentastellata, quindi, occorrono interventi immediati per evitare di perdere la prossima stagione produttiva e per scongiurare conseguenze economiche pesanti per le imprese del comparto. La richiesta è quella di attivare misure urgenti capaci di “tamponare” l’emergenza, senza però perdere di vista una pianificazione strutturale.
Non solo economia: la tutela della biodiversità
Accanto al tema produttivo, la deputata ha richiamato con forza anche la dimensione ambientale. Le saline rappresentano uno scrigno di biodiversità, habitat di numerose specie di avifauna migratoria e di ecosistemi delicati che dipendono dall’equilibrio idraulico delle vasche. Per questo è necessario affiancare agli interventi sugli argini un piano straordinario di tutela ambientale che garantisca la conservazione degli habitat e la salvaguardia delle specie protette. Un’azione che non può prescindere dal coinvolgimento congiunto dell’assessorato alle Attività produttive e di quello al Territorio e Ambiente.
L’audizione congiunta in III e IV Commissione
Da qui la richiesta di un’audizione congiunta della III Commissione Attività produttive e della IV Commissione Ambiente, territorio e mobilità, convocata per domani 25 febbraio. L’obiettivo è fare il punto sull’attuale condizione delle saline, acquisire dati tecnici aggiornati e individuare soluzioni condivise.
La scelta di riunire le due Commissioni risponde proprio all’esigenza di affrontare in maniera integrata una questione che intreccia sviluppo economico e tutela ambientale. Il Governo regionale sarà chiamato a riferire sugli interventi già programmati e sulle risorse eventualmente disponibili per la messa in sicurezza delle aree danneggiate.
“Abbiamo richiesto un’audizione congiunta affinché il Governo possa in qualche modo essere a conoscenza di qual è l’attuale condizione e provare a individuare delle soluzioni che possano tamponare la situazione in emergenza ma anche dare una prospettiva di lungo periodo“.
La sfida è quindi duplice, proteggere un comparto produttivo che rappresenta un simbolo della Sicilia occidentale e, allo stesso tempo, garantire la salvaguardia di ecosistemi unici nel panorama mediterraneo. Un equilibrio delicato che oggi, dopo il passaggio del ciclone Harry, appare più fragile che mai e che richiede risposte rapide e coordinate da parte delle istituzioni.




