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Il documento

Sanità, al via 15 interventi da 98 milioni: ospedali, tecnologie e presidi territoriali

lunedì 18 Maggio 2026
Assessorato alla Salute della Regione Siciliana

La Regione Siciliana concentra nel Documento Unitario di Programmazione degli Investimenti Sanitari in Sicilia (DUPISS) aggiornato a maggio 2026 quindici interventi per 98,19 milioni di euro, tra nuovi ospedali, tecnologie, ristrutturazioni, Case della Comunità e Ospedali di Comunità.

La Giunta ha dato il via libera al DUPISS con la deliberazione n. 200 del 14 maggio 2026. Il documento coordina risorse, opere e priorità della sanità regionale. Il piano raccoglie 95,08 milioni di euro di risorse ex articolo 20 della legge 67/1988, 2,6 milioni di FOI (Fondo per l’avvio di opere indifferibili) e 506.200 euro a carico del bilancio. Gli interventi riguardano ospedali, diagnostica, chirurgia robotica e assistenza territoriale.

Il documento

Il DUPISS è uno strumento unitario per governare gli investimenti, integrando edilizia ospedaliera, ammodernamento tecnologico, sanità territoriale, sicurezza delle strutture e riallineamento dei quadri economici dopo l’aumento dei costi degli ultimi anni.

La programmazione supera la logica dell’intervento isolato e verifica la coerenza dei progetti con la rete ospedaliera, il DM 70 sugli standard ospedalieri e il DM 77 sull’assistenza territoriale. Il piano punta a rafforzare ospedali più sicuri e moderni e, allo stesso tempo, a costruire una rete territoriale più vicina ai cittadini. L’obiettivo è intercettare i bisogni di salute prima che diventino accessi impropri ai Pronto soccorso o ricoveri evitabili

La parte finanziaria comprende l’Accordo di Programma ex articolo 20 della legge 67/1988, sottoscritto il 23 dicembre 2024, per 783,2 milioni di euro, di cui 712,3 milioni derivano dalle risorse ex articolo 20, con quota statale al 95% e regionale al 5%. Per il 2026 sono indicate risorse residue pari a 338,98 milioni di euro, tra Stato e Regione, a cui si collegano gli interventi della nuova programmazione.

Il documento integra i quadri economici dei progetti infrastrutturali previsti dal Piano operativo regionale e dal PNRR, collegando investimenti locali, fabbisogni dei territori e sostenibilità tecnica. L’aumento dei prezzi dei materiali, la crisi energetica e le tensioni geopolitiche hanno inciso sui costi, rendendo necessarie rimodulazioni e ulteriori coperture per evitare lo stop agli interventi già avviati o programmati. Una parte degli interventi territoriali entra nella nuova programmazione anche attraverso il cambio della fonte di finanziamento da PNRR a risorse ex articolo 20. Il documento indica nove progetti coinvolti, tra Case della Comunità e Ospedali di Comunità, confermando la scelta della Regione di usare la leva dell’edilizia sanitaria per garantire coperture e continuità agli investimenti. Il piano finanzia nuovi edifici, presidi intermedi, apparecchiature diagnostiche, chirurgia robotica e interventi di recupero edilizio.

Gli interventi

La distribuzione segue il criterio indicato nel DUPISS, che associa gli interventi agli enti del Servizio sanitario regionale titolari dei progetti. Per questo la Casa della Comunità di Lampedusa viene riportata nell’area dell’Asp di Palermo, come indicato nel documento regionale.

Trapani

Guida la classifica degli investimenti con oltre 60 milioni di euro e concentra più della metà del valore complessivo della nuova programmazione. Il peso maggiore arriva dal nuovo ospedale di Alcamo, finanziato per 55 milioni di euro, interamente a valere sulle risorse ex articolo 20, con 52,25 milioni di quota statale e 2,75 milioni di quota regionale. Il progetto rappresenta l’intervento più consistente del DUPISS maggio 2026 e assume un valore strategico per l’assetto ospedaliero della provincia. Accanto al nuovo ospedale, il piano inserisce la Casa della Comunità di Trapani, con un costo complessivo di 5,53 milioni di euro.

Palermo

Con due interventi per 8,79 milioni di euro complessivi, l’area riconducibile all’Asp di Palermo rappresenta la seconda voce per volume di risorse nella nuova programmazione. Il DUPISS prevede la Casa della Comunità di Lampedusa, con un costo di 5,44 milioni di euro, e la ristrutturazione del padiglione 27 del presidio ospedaliero Pisani, per 3,35 milioni di euro.

Catania

Riceve tre interventi, tutti legati alla sanità territoriale e all’assistenza intermedia. Il piano finanzia la Casa della Comunità di Acireale, per 1,95 milioni di euro, l’Ospedale di Comunità di Catania, per 2,99 milioni, e l’Ospedale di Comunità di Ramacca, per 3,48 milioni.

Agrigento

Combina nel DUPISS due direzioni diverse. Il piano finanzia l’acquisizione di un sistema di chirurgia robotica per l’Asp, con 3,227 milioni di euro, e la Casa della Comunità di Cattolica Eraclea, con un costo complessivo di 2,56 milioni di euro. 

Siracusa

Riceve due interventi, entrambi orientati alla rete territoriale. Il DUPISS finanzia la Casa della Comunità di Rosolini, per 2,27 milioni di euro, e l’Ospedale di Comunità di Noto, per 2,82 milioni di euro.

Caltanissetta

Il DUPISS finanzia nel Nisseno l’Ospedale di Comunità di Santa Caterina Villarmosa, per 4,8 milioni di euro.

Enna

Nel territorio ennese il DUPISS finanzia due interventi di sanità territoriale. Il primo riguarda la Casa della Comunità di Barrafranca, con un costo complessivo di 1,46 milioni di euro. Il secondo interessa l’Ospedale di Comunità di Agira, con un costo complessivo di 1,49 milioni.

Messina

In questo caso la programmazione punta sulla diagnostica ospedaliera. Il DUPISS prevede l’acquisizione di una risonanza magnetica per il presidio ospedaliero di Milazzo, con un costo complessivo di circa 1,8 milioni di euro.

Dalle risorse ai cantieri

Il punto adesso riguarda l’attuazione. La programmazione approvata dalla Giunta arriva mentre la Missione 6 del PNRR entra nella fase finale. Per le Case della Comunità, il percorso nazionale prevede l’attivazione dei servizi entro giugno 2026. Dopo il via libera della Giunta, il provvedimento affida al Dipartimento regionale del Bilancio e del Tesoro gli adempimenti sulla copertura della quota regionale. La delibera dispone anche l’invio dell’atto all’Assemblea regionale siciliana, come previsto dall’articolo 50, comma 3, della legge regionale 9/2009. Ora le risorse dovranno tradursi in cantieri, tecnologie installate e presidi territoriali realmente funzionanti.

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