Dal rapporto con Matteo Salvini al futuro del porto di Palermo, dall’emergenza rifiuti a quella idrica, fino agli scontri all’interno di Forza Italia. Ospite ieri pomeriggio della prima edizione dell’Etna Forum, la manifestazione in scena a Ragalna fino a oggi, sabato 30 agosto, il presidente della Regione Renato Schifani, intervistato dall’editore de ilSicilia.it Maurizio Scaglione, ha risposto su vari temi che spaziano dall’attualità, come la nomina di Annalisa Tardino alla guida dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia Occidentale, alle criticità ormai croniche dell’Isola, come la fuga dei giovani verso nuove terre e opportunità.
Infrastrutture: Ponte sullo Stretto, rete ferroviaria e autostrade
Il governatore siciliano ha esordito parlando di infrastrutture.
“Quello del Ponte è un progetto ampio, che prevede anche l’accelerazione della rete ferroviaria: la media velocità sulla Palermo-Catania-Messina verrà completata nel 2032, finanziata in parte dal Fondo sviluppo e coesione e in parte dal Pnrr. Già entro quest’anno la media velocità nel primo tratto che parte da Catania sarà completata, poi ci sono altri cinque lotti – aggiunge Schifani –. Stiamo andando avanti in un progetto condiviso, così come sulla Catania-Ragusa e sulla Palermo-Catania della quale io stesso ho chiesto la nomina a commissario, per semplificare tutti questi cantieri: quando mi sono insediato ho trovato la Palermo-Catania con 30 cantieri, di cui 20 non funzionanti, pertanto ho chiesto poteri per accelerare i lavori con le imprese che perdevano tempo. Abbiamo visto che c’era pure un ulteriore investimento da 800 milioni, perché la Palermo-Catania non è mai stata oggetto di manutenzione e alcuni ponti rischiavano il crollo: volevamo evitare che si ripetesse la disgrazia del ponte di Genova. Con il ministero e i miei subcommissari lavoriamo per avere in 2-3 anni un’autostrada totalmente rinnovata: il ponte non può rimanere isolato a se stesso, perché correremmo il rischio che arrivi tanta gente a Messina e poi si fermi a Messina“.
Il rapporto con Salvini e la nomina di Tardino
Schifani ha subito messo a tacere le polemiche sulla presunta frattura con il ministro delle Infrastrutture e leader della Lega Matteo Salvini, dopo la nomina di Annalisa Tardino e il ricorso presentato al Tar Sicilia: “Con Salvini non è successo niente. Il ‘grande amore’ non è cambiato. Lavoro fianco a fianco con lui e gli ho sempre riconosciuto di essere un ministro che ha investito sulla Sicilia. Dico che è il miglior ministro delle infrastrutture e ne sono convinto“.
Dunque nessuna spaccatura con l’esponente del Carroccio, ma ciò non presuppone la divergenza su alcune vedute. Il governatore, infatti, ha ribadito la propria stima nei confronti di Annalisa Tardino, ma anche sottolineato che per ricoprire un ruolo come quello del commissario straordinario dell’Adsp servano altri tipi di competenze, più tecniche e più specifiche. “E’ una brava avvocata e mi sono trovato bene con lei nel coordinamento della Lega. Per quel settore penso serva una figura tecnica, quanto meno competente. Occorre una preparazione adeguata. Ognuno di noi deve svolgere il proprio ruolo in base a quelle che sono le sue competenze. In caso di rimpasto l’avrei considerata, in quanto persona competente“.
Schifani ha così ricostruito le vicende gli ultimi mesi: “Ad aprile, dopo un confronto informale con il ministro Salvini non ci siamo più sentiti. A giugno ho avuto un incontro con il viceministro Rixi, che ha la delega ai porti. In quella fase avevo condiviso l’esigenza di garantire continuità tecnica, facendo riferimento a Pasqualino Monti. Monti ha regalato il mare a Palermo. Poi non ci siamo più sentiti. Mi è stata chiesta un’intesa sull’Autorità portuale di Messina. Il primo luglio ho scritto al ministro Salvini e domandato come mai avessi ricevuto una richiesta d’intesa su Messina mentre non arrivava nessuna notizia su Palermo. Ho preferito restare in attesa. Non avrei voluto che si arrivasse a un commissariamento, perché ritengo necessaria la continuità e una guida radicata nel territorio. Non ho avuto alcun riscontro e il 18 agosto è stata comunicata questa nomina“.
Termovalorizzatori: le novità sui lavori
Il presidente della Regione ha annunciato anche delle novità. Alcune di queste riguardano molto da vicino i termovalorizzatori. Nei mesi scorsi è stata sottoscritta la convenzione che affida a Invitalia il ruolo di centrale di committenza per la preparazione dei bandi e la gestione delle gare di appalto per la costruzione dei due impianti che sorgeranno a Palermo (a Bellolampo) e Catania (a Pantano d’Arci) e molto presto verranno aggiudicati i lavori.
“Questa storia – ha spiegato Schifani – è articolata. Quando mi sono insediato faceva parte del mio programma. Abbiamo fatto campagna elettorale con Salvini su questo tema, con l’obiettivo di risolvere il problema dei rifiuti. Si tratta di un investimento complessivo di 800 milioni di euro dai fondi Fsc. Tutti fondi pubblici senza sostegno dei privati, proprio per aumentare l’aumento delle tariffe. Inoltre abbiamo adottato e portato avanti il Piano rifiuti. In questi giorni verrà aggiudicata la gara per la progettazione dei lavori. Confidiamo di iniziarli entro l’anno prossimi e di concluderli in pochi anni. Sono termovalorizzatori di ultima generazione, che cambieranno il sistema delle discariche. Paghiamo 100 milioni l’anno per mandare i rifiuti fuori dalla Sicilia, sarebbe un risparmio incredibile“.
Dai giovani alla crisi idrica: le attività del governo
Spazio poi all’attività del governo regionale.
In cantiere vi sarebbero delle misure per contrastare lo spopolamento e permettere ai giovani siciliani di restare nella propria terra natia. Partendo dagli ultimi dati Istat, che segnano numeri positivi per l’economia e l’occupazione nell’Isola, Schifani ha annunciato di essere al lavoro per sostenere quelle imprese fuori il Mezzogiorno “che consentono ai giovani di lavorare in smart working. Il Covid ci ha lasciato tante negatività, ma anche la possibilità del lavoro a distanza. Il mondo è cambiato e tanti lavori si posso fare a distanza. In passato avevo stanziato nel 2023, nel 2024 e nel 2025 50 milioni l’anno per gli incentivi e le assunzioni, ma, non per colpa nostra, questo stanziamento non è stato reso operativo. Per il 2026 abbiamo altri 50 milioni stanziati da poter utilizzare in questa campo. Farò di tutto perché questi fondi non vengano persi nel 2025 e rendere operativi quelli previsti per il 2026. E’ una scommessa che non intendo perdere“.
Il governatore ha parlato anche delle azioni condotte per fronteggiare l’emergenza idrica: “E’ cambiato l’ecosistema, sono cambiate le stagioni e l’equilibrio del Mediterraneo. Le frequenti correnti calde hanno incentivato anche i roghi che hanno causato la devastazione di ettari di macchia verde. Ringrazio Salvo Cocina per il lavoro che stiamo portando avanti e che condividiamo”. Schifani ha spiegato la strategia della Regione, cioè quella di recuperare quanti più litri d’acqua al secondo. Da questo punto di vista una grossa mano d’aiuto potrebbe arrivare dai dissalatori. Un nuovo uso dell’acqua che favorirebbe, a sua volta, l’agricoltura e gli operatori del settore, con un maggior impiego delle risorse provenienti dalle dighe. Un lavoro complesso e che richiederà del tempo.
“Nel 2024, intervenendo sui pozzi, abbiamo recuperato somme importanti – prosegue Schifani – A livello regionale abbiamo stanziato quasi 110 milioni di fondi regionali sull’emergenza per realizzare pozzi, sorgenti, riparazioni di deviazioni fluviali, recuperando duemila litri al secondo con quest’attività: con i dissalatori contiamo di azionare 350 litri al secondo di acqua dolce. In Sicilia occidentale c’è più crisi e contiamo di risolvere l’emergenza idrica con 5000 litri al secondo: siamo già a quota tremila. Ci sono delle dighe in cui preleviamo acqua sia potabile sia per irrigare, tuttavia più acqua si ha per esigenze idriche e meno se ne ha per l’agricoltura: quando invece ci sono più possibilità di acqua potabile ne preleviamo meno dalle dighe e possiamo darne di più all’agricoltura, quindi il sistema agricolo ne risentirà molto positivamente. L’anno scorso l’emergenza era stata terribile e non eravamo attrezzati per affrontarla: alcune coltivazioni hanno subito danni e alcuni raccolti sono andati dispersi, mentre invece ora contiamo di salvare tutto; questa crescita dell’acqua potabile può consentire alle dighe di dare più acqua agli agricoltori“.
Cosa succede dentro Forza Italia?
La pausa estiva non è bastata per distogliere l’attenzione dalle tensioni all’interno della maggioranza e soprattutto dentro Forza Italia, acuite nell’ultimo impegno assunto da Sala d’Ercole: l’approvazione della manovra ter. Insomma, in questi giorni non si è parlato di altro, considerando anche una delle grandi novità riguardanti proprio il futuro degli azzurri, con l’elezione diretta dei coordinatori regionali.
“Abbiamo superato un momento terribile con la morte di Berlusconi. Al di là della classe dirigente, ha lasciato un’ideologia. L’europeismo e l’atlantismo sono sue eredità. Siamo passato da un partito leaderistico ad un partito pluralistico. La vera svolta è arrivata pochi giorni fa, con l’approvazione della norma che introduce l’elezione diretta dei coordinatori regionali, prima previsti soltanto a livello provinciale. È un cambiamento importante. Quando si innova possono nascere competizioni, ma questa è la democrazia. Non deve però tradursi in polemiche esterne. Il confronto deve restare interno, perché divisioni pubbliche non giovano all’immagine del partito. Mi auguro che eventuali tensioni si spengano presto. I rapporti con Fratelli d’Italia sono ottimi. Con Ignazio La Russa stiamo lavorando bene e conosco Giorgia Meloni da quando era giovanissima. Siamo orgogliosi di lei, oggi leader di riferimento in Europa. Confido che il prossimo congresso sarà sereno e dialettico, e sono certo che sarà così“.
Si guarda alle regionali del 2027
Schifani bis? “Guidare il partito è una cosa, proseguire l’impegno istituzionale un’altra. Ho ricevuto grande sostegno anche dagli alleati. Cito in particolare Elena Pagana, che mi ha dato un contributo importante nel supportare le categorie industriali e professionali, per arrivare a una riforma condivisa che attirasse investimenti. Questo ha portato un aumento del Pil, del gettito fiscale e delle assunzioni. In due anni abbiamo incastrato quattro miliardi di euro in più rispetto alle previsioni, di cui tre miliardi sono serviti per azzerare il disavanzo. Ritengo che il mio lavoro abbia bisogno di una continuità che vada anche oltre il quinquennio. Stiamo affrontando sfide cruciali come i termovalorizzatori, l’emergenza idrica, la riapertura delle terme di Sciacca“.