Scontro tra un camion e un’auto sulla Palermo-Agrigento, tre morti
Redazione
venerdì 30 Gennaio 2026
Gaspare Lo Giudice, di 48 anni, e Giuseppe Badalamenti, di 66 anni, erano a bordo di un’automedica della associazione Madonie Soccorso Onlus che ha sede a Campofelice di Roccella ed ha una sede anche a Palermo, in via Santa Maria di Gesù dove c’è l’autoparco.
I due dipendenti erano andati a Villafrati per prendere Giovanna Oddo, di 95 anni ,e portarla a Palermo per la dialisi. L’impatto con l’autocarro è avvenuto con un veicolo della società Acqua Fonte di Altavilla che stava andando ad Agrigento. L’autista di Altavilla Milicia di 52 anni, rimasto illeso, è sotto choc.
Le indagini sull’incidente sono condotte dalla polizia stradale e dovranno accertare le responsabilità nello scontro che ha provocato tre vittime.
La figlia di una delle vittime: “Pericolo noto in quella strada’
“Mia madre, un giorno sì e un giorno no, andava a fare la dialisi e sapeva il pericolo che correva quando partiva da Villafrati e mi diceva ‘il Signore ci aiuti, a voi e pure a noi”.Così la figlia di Giovanna Oddo, la 95enne tra le tre vittime dell’incidente stradale sulla scorrimento veloce Palermo-Agrigento, detta la strada della morte per i numerosi incidenti, a una testata regionale.
“Dico questa strada, questa strada è assassina. E ancora non fate niente. Qui ogni giorno che piove c’è un incidente. Sistematicamente c’è un incidente. Mi mamma aveva 95 anni, ma sono morti due ragazzi assieme a lei”, aggiunge parlando con i cronisti il figlio di Giovanna Oddo.
“La mattina mia mamma, un giorno sì e un giorno no, quando andava a fare dialisi – dice la figlia della donna – sapeva il pericolo, che c’era in questa strada. Qua sono morti tre ragazzi di Villafrati e non è giusto. A 95 anni si rendeva conto quanto fosse pericolosa questa strada. Lei a 95 anni lo capiva, ma i politici non capiscono. Nessuno capisce niente di queste strade, sono pericolose per tutti”.
Anche un altro familiare mette sotto accusa la sicurezza: “Qui ogni giorno che piove – dice – c’è un incidente, sistematicamente c’è un incidente“.
Il dolore dei colleghi soccorritori
I colleghi di lavoro sono distrutti per i due uomini morti sulla statale Palermo Agrigento: Gaspare Lo Giudice, 48 anni e Giuseppe Badalamenti, 66 anni, erano due autisti soccorritori molto conosciuti per il loro impegno e dedizione al lavoro. “Ci mancheranno il vostro impegno e il vostro spirito collaborativo – affermano i loro colleghi – la vostra professionalità, disponibilità e umanità. Hanno rappresentato un valore importante per tutti noi”.
“Addio Gaspare, fai buon viaggio”, scrivono sui social gli amici. “Non riusciamo ancora a crederci, non è possibile accettare quello che è accaduto”, si sottolinea in un altro messaggio.
“Che vita ingiusta – commenta un amico – una realtà a cui non riusciamo a credere. Ciao Gaspare, resterai per sempre nei cuori di tutti noi”.
Sono diversi gli automobilisti che sui social puntano il dito su quel viadotto chiuso da anni. “Il viadotto Coda di Volpe è stato chiuso 10 anni fa – dicono – c’è una deviazione, una vera e propria “gimcane”. Nel corso degli anni numerosi gli incidenti registrati e purtroppo alcuni mortali come quello di oggi in cui hanno perso la vita 3 persone. Velocità, manto stradale bagnato, disattenzione, sono tante le concause. Una cosa è certa 10 anni sono tanti, così come sono tanti i politici regionali e nazionali che non hanno mosso un solo dito per ripristinare la messa in sicurezza del viadotto”.
Nel giro di una settimana sulla scorrimento veloce Palermo-Agrigento, nota come la ‘strada della morte’, ci sono stati tre incidenti.
L’associazione Madonie Soccorso, con cui erano impegnati i due volontari, ha sede a Campofelice di Roccella. “Il sindaco, l’amministrazione comunale e la comunità di Campofelice – afferma il sindaco Giuseppe Di Maggio – si stringono al dolore dei familiari di Gaspare Lo Giudice e Giuseppe Badalamenti”.
Il documento di 10 sindaci del comprensorio: “La situazione è inaccettabile”
“È inaccettabile che si continui ad assistere in silenzio a tragedie annunciate, mentre le istituzioni competenti restano immobili. Il tratto della strada statale 121 noto come “Coda di Volpe”, in particolare la pericolosissima curva a gomito, rappresenta da anni una minaccia concreta per la sicurezza degli automobilisti. In condizioni meteorologiche avverse la situazione diventa drammatica, con un preoccupante e costante aumento del numero di incidenti, più volte segnalato e mai affrontato con interventi risolutivi”. Lo scrivono dieci sindaci del comprensorio interessato nella viabilità dalla ‘strada della morte’ in cui oggi hanno perso la vita una dializzata di 95 anni e due soccorritori, sottolineando che“la sicurezza stradale non è un’opzione, ma un dovere istituzionale” e che “non è più tollerabile attendere che un’altra tragedia trasformi ancora una volta una strada pubblica in un luogo di morte”.
“Il viadotto “Coda di Volpe” – ricordano i dieci sindaci– ricadente nel territorio del Comune di Bolognetta, in provincia di Palermo, lungo la SS 121, è stato chiuso al transito nell’aprile del 2015 a causa di gravi cedimenti del sottosuolo che hanno interessato alcuni piloni della struttura. Da allora, a distanza di undici anni, il viadotto non è mai stato riaperto e nessuna soluzione definitiva è stata realizzata. Ci si chiede quali interventi concreti siano stati programmati da Anas e dalla Regione Siciliana per garantire la sicurezza e la continuità della viabilità sulla strada statale 121, nel tratto compreso tra i comuni di Bolognetta e Misilmeri”.
I sindaci dei comuni interessati chiedono “ad Anas e al Governo della Regione Siciliana di intervenire immediatamente per il ripristino e la messa in sicurezza definitiva del tratto stradale, adottando soluzioni strutturali adeguate, certe nei tempi e risolutive” aggiungendo che “ogni ulteriore ritardo equivale all’assunzione di una grave responsabilità politica e morale nei confronti delle comunità amministrate e delle famiglie delle vittime”.
Il documento è stato firmato dai sindaci di Misilmeri, Baucina, Cefala, Ciminna, Godrano, Marineo, Mezzojuso, Ventimiglia di Sicilia, Vicari e Villafrati.
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