Un’organizzata piazza di spaccio attiva a Riposto è stata sgominata da carabinieri del comando provinciale di Catania con l’operazione denominata “Caronte”.
Oltre cento militari dell’Arma hanno eseguito tra Giarre, Riposto e Mascali due ordinanze di misure cautelari, emesse dai giudici perle indagini preliminari dei tribunali distrettuale e per i minorenni di Catania, nei confronti di 10 indagati, otto maggiorenni e due minorenni, accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope.
L’operazione si basa su indagini di carabinieri della Stazione di Riposto coordinate della Procura distrettuale e da quella per i minorenni di Catania.
Le indagini
Le indagini dei carabinieri della stazione di Riposto, coordinati dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dalla sostituta Michela Maresca, sono nate dopo la denuncia di un acquirente abituale degli indagati che aveva subito un violento pestaggio anche con l’uso di bastoni per un diverbio legato al luogo dove avrebbe dovuto parcheggiare la bicicletta elettrica mentre acquistava la droga da loro.
L’inchiesta avrebbe permesso di accertare che Ivan Privitera, sebbene fosse agli arresti domiciliari, avrebbe organizzato un mercato della droga, ricevendo sull’uscio di casa, anche di notte, gli acquirenti che compravano marijuana, cocaina, crack e hashish. Indicato come il capo del gruppo e promotore dell’associazione, Privitera sarebbe stato supportato nella sua attività illecita da familiari conviventi: la madre Giovanna, il fratellastro Sebastiano, la sorellastra Marika Ornella e il compagno della madre, Antonio Zammataro. Il gruppo avrebbe continuato l’attività di spaccio anche dopo l’arresto di Zammataro e di Ivan Privitera.
Dalle indagini sarebbe emerso che gli indagati ricorrevano a delle condotte violente nei confronti di concorrenti che avevano deciso di intraprendere autonomamente l’attività di spaccio nella zona posta sotto il loro controllo. Durante le indagini i carabinieri hanno arrestato tre spacciatori in flagranza di reato, denunciandone altri tre, e sequestrato oltre 15.000 euro in contanti, 33 grammi di crack, 133 grammi di cocaina e 473 grammi di marijuana. Il volume d’affari dell’associazione è stato stimato in circa 500 euro al giorno, per circa 15.000 euro mensili.
Secondo l’accusa anche due minorenni avrebbero avuto un ruolo nel supporto al gruppo per le operazioni di approvvigionamento della droga, venendo remunerati anche 20 euro a singola consegna.
Il gip di Catania ha disposto il sequestro preventivo dei 15.571 euro trovati durante un’operazione dai carabinieri e di un’Alfa Romeo Stelvio nella disponibilità degli indagati, poiché ritenuta acquistata on i proventi della vendita della droga.
Gli indagati maggiorenni
I maggiorenni destinatari della misura cautelare della custodia in carcere nell’ambito dell’operazione “Caronte” sono: Ivan Privitera, di 23 anni, già detenuto; Sebastian Cavallaro, di 22, Antonio Zammataro, di 46; Giovanna Privitera, di 49; Sasha Finocchiaro, di 31; Ornella Marika Nicolosi, di 20; Vincenzo Pio Mammino, di 20, e Davide Raspa, di 25.
Il sindaco di Riposto (CT): “Profonda riconoscenza ai carabinieri per la brillante operazione”

“Desidero ringraziare a nome della Città di Riposto l’Arma dei carabinieri per la brillante attività investigativa sfociata oggi nell’operazione ‘Caronte, grazie alla quale è stata sgominata una piazza di spaccio operativa a tutte le ore del giorno e della notte nella nostra città”. Così in una nota il sindaco di Riposto Davide Vasta commentando l’operazione ‘Caronte’.
“Un altro importante colpo messo a segno contro la rete dello spaccio di sostanze stupefacenti sul nostro territorio – prosegue il primo cittadino – a testimonianza che l’attenzione da parte delle istituzioni sul tema della diffusione delle droghe deve rimanere costante”.
“L’operazione, condotta con dedizione e professionalità dai carabinieri, è il frutto dell’impegno quotidiano nel garantire la sicurezza di tutti i cittadini e combattere ogni forma di illegalità. A loro va la nostra profonda riconoscenza”, conclude il sindaco.